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L'eredità che ci lascia Barack Obama? Sta tutta in un solo numero, questo

L'eredità che ci lascia Barack Obama? Sta tutta in un solo numero, questo

4,9% questo è il numero che lascia in eredità la presidenza Obama.

4,9% e l'ultima rilevazione del tasso di disoccupazione USA prima delle elezioni, un buon dato?

Per capirlo bisogna salire sulla macchina del tempo, la DeLorean, di Doc e fare un un viaggio nel passato al 2009, anno zero dopo la grande crisi finanziaria.

Li ricordate tutti gli scatoloni dei lavoratori Lehman? Ecco quell'immagine è uno dei simboli dell'elezione Obama, era il settembre del 2008 il "falò delle vanità" la finanza brucia e con essa di incendia Wall Street incenerendo le quotazioni di titoli bancari e non bancari.

Fine del turbo capitalismo, si pensa, fine della ricchezza facile, delle disparità e della finanza che domina la società, Obama Hope e "yes we can" sono gli slogan principali, la catastrofe imminente sono queste le spinte che portano Obama ad entrare nella Casa Bianca.

L'economia USA è in ginocchio, Pil negativo, recessione grave, ma il peggio deve venire perché secondo le stime di autorevoli economisti, tra i quali la star Nouriel Roubini, il rischio è di finire in depressione. Lo spettro è un nuovo 1929.

Stimoli fiscali e l'aiuto della grande mano amica della Fed, aiutano a evitare il peggio, e con il tempo si dimostreranno i salvatori di patria, economia e risparmio.

Il 2 Luglio del 2009 si tocca il punto più basso: 9,5% è il tasso di disoccupazione, per i media è un record negativo, tanto che molti insistono a ripetere che il peggio non si è ancora visto. Sono ben pochi a ricordare che la disoccupazione, nell'infinita costellazione di dati economici, è sempre l'ultimo a peggiorare nelle fasi recessive, ed è sempre l'ultimo, come in questo caso, a ripartire nelle fasi di espansione economica.

9,5%, quasi il doppio rispetto a oggi, da lì in poi sarà una discesa strutturale, e addio agli incubi del 1929.

Quello della disoccupazione è un ottimo dato, ma nel complesso qual è l'eredità che lascia Obama.

Come in tutte le cose ci saranno sempre detrattori che lo condanneranno e sostenitori che lo promuoveranno, nemmeno una sfilza di dati economici sarà in grado di dare oggettività di giudizio, di certo c'è che sotto la presidenza Obama gli USA hanno vissuto una dei più longevi periodi espansionistici, ha ridotto la disoccupazione a minimi quasi storici, ha mantenuto un'inflazione bassa, riportato in alto il settore immobiliare e soprattutto, dato molto importante, ha ridotto notevolmente il deficit.

Quest'ultimo è un dato di non poco conto, ottenuto anche attraverso un investimento, quello fatto alla fine del 2008 in piena crisi, con il riacquisto di "prodotti tossici" e delle partecipazioni di grandi aziende in difficoltà (tipo il colosso assicurativo Aig) poi rivendute a crisi superata con buoni surplus di bilancio, trasformando così una situazione di crisi in difficoltà, opportunità che noi in Europa (Itslia con le banche) abbiamo colpevolmente mancato.

Tante rose, ma anche molte spine, perché secondo i detrattori Obama non ha fatto un buon lavoro, è vero che il periodo di crescita è stato lungo, ma mai nella storia USA dal 1949 a oggi vi è stato un presidente che ha avuto una crescita inferiore al 3%. Anche sulla disoccupazione ci sarebbe da che ridire, perché se è vero che il tasso è sui minimi storici ma è altrettanto vero che il tasso di partecipazione al lavoro è oggi su livelli record. Tradotto, sono molti gli occupati, ma sono sempre di più gli americani che non solo non trovano lavoro, ma hanno rinunciato a cercarlo.

Sempre in tema occupazionale i redditi crescono poco (questo soprattutto a causa della competizione da globalizzazione) e il divario tra ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri, continua ad aumentare. Missione fallita?

Obama doveva essere il presidente dei poveri e del riscatto della classe media, ed è vero che ha contribuito a salvare aziende storiche come Chrysler con relativi posti di lavoro, ma se si osserva il settore manifatturiero nel suo insieme ci si accorge che lo sgretolamento è continuo, strutturale e doloroso. Sicuramente di Obama avrà un buon ricordo Wall Street, il giorno della sua elezione l'indice S&P500 (le 500 più grandi aziende USA) quotava intorno agli 800 punti per poi toccare il minimo il 9 marzo del 2009 a 666 punti (giochi di numeri), oggi siamo a 2.100, il che fa un rendimento superiore al 100% rispetto al giorno delle elezioni e più che triplo rispetto ai minimi di marzo 2009. Il risultato è un 26% di rendimento annuale, non male come bottino, probabilmente, come periodo storico si tratta forse della più grande occasione se non di una delle più grandi occasioni di guadagno nella storia dei mercati finanziari, investitori, banche, speculatori e anche il governo, ringraziano sentitamente.

E qui si torna al punto iniziale, Obama doveva mettere fine alla finanza padrona e dare nuovo risalto alla gente povera e alla classe media. Missione fallita?

A me sembra che sia tutto come prima o forse più esagerato di prima.

Ora tocca a Hillary Clinton, o forse toccherà a Trump ricevere quest'eredità. C'è già chi pensa che con la Clinton gli squali della finanza banchetteranno sulle nostre carcasse, e invece c'è chi teme Trump perché pensa che con la sua elezione il castello di carta finanziaria ricostruito verrà spazzato via in pochi secondi.

A confortare ed esorcizzare queste ultime paure ci pensa Nassim Taleb, autore ed ideatore del "cigno nero", assurto a notorietà proprio in concomitanza con lo scoppio della crisi del 2008, oggi dice: "Trump presidente non farebbe danni, comprate".

Se lo dice l'autore dell'animale dell'epoca l'asse finanziaria, come minimo c'è da star tranquilli, anzi su questa debolezza viene quasi voglia di comprare.

di Buddy Fox
@paninoelistino

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Commenti all'articolo

  • Arch Stanton

    05 Novembre 2016 - 00:12

    Quel tasso di disoccupazione basso non ha niente a che vedere con Obama, ma è stupefacente che gli americani l'abbiano raggiunto con il loro lavoro NONOSTANTE OBAMA !!! Obama e Clinton ci lasciano il record assoluto di morti per terrorismo nel mondo ed in Europa a causa del fatto che hanno lasciato l'lraq all'Isis, loro creazione. Finanziato guerre civili in Libia, Siria e Ucraina.

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  • lupoclauss

    04 Novembre 2016 - 23:11

    Bisognerebbe dargli il premio Nobel della guerra ! Mai il mondo è stato più insicuro di ora ! Grazie al musulmano Hussein Barak Obama. Vai il più presto possibile dal "tuo " dio . Missione compiuta!

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  • nordest

    04 Novembre 2016 - 18:06

    L'eredità che lascia Obama è un grande guerra : mentre la Clinton ci porterà a quella totale cioè a quella nucleare.

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  • Vittori0

    04 Novembre 2016 - 18:06

    ..e il SOGNO AMERICANO INFRANTO DI ESPORTARE LA DEMOCRAZIA con Guerre,Morte ,Distruzione ,INVASIONE DELL'EUROPA,Ritorno alla Guerra FREDDA...tanti "EROI" americani morti!!!...potevamo farne a meno,GRAZIE!!!

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