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Presto sarà fuori dalla politica

Fini disperato cerca lavoro
e si dà al giornalismo
(di sinistra)

Gianfranco scrive (senza stipendio) sull'Huffington Post Italia (gruppo L'Espresso) e si batte per la legge sull'equo compenso dei giornalisti: pensa al futuro?

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Gianfranco Fini

Gianfranco Fini

Tra gli altri Antonio Di Pietro, il presidente del Comitato centrale della Fiom, Giorgio Cremaschi, Nichi Vendola, il subcomandante Fausto Bertinotti, Giulio Tremonti, ovviamente la direttrice Lucia Annunziata ma anche i "formattatori" del Pdl, quelli che vogliono cambiare radicalmente gli azzurri (alias, i Renzi di destra). E poi c'è lui, il presidente della Camera, Gianfranco Fini: anche per il leader di Futuro e Libertà è stato trovato uno spazietto sull'Huffington Post Italia, il portale della signora Arianna, made in Usa, che è recentemente sbarcato anche nel Belpaese, al comando l'Annunziata. Gianfranco, ammesso che ce ne fosse bisogno, ha gettato definitivamente la maschera: ora scrive - senza compenso, è bene sottolinearlo - per De Benedetti. Già, perché l'Huffington Post Italia fa parte del gruppo L'Espresso, e vaga in quell'orbita di Repubblica dominata dall'Ingegnere. Fini si reinventa penna rossa.

Senza politica - D'altra parte un futuro bisogna pure inventarselo. La politica, dopo lo strappo con il Pdl e la creazione di Fli, si rivela amara di soddisfazioni per Gianfranco: la sua creatura è accreditata di percentuali infinitesimali e la "morte" del Terzo Polo - sancita da Pier Ferdinando Casini in primis - lo ha definitivamente tagliato fuori dai giochi. Insomma, Fini potrebbe restare fuori dal Parlamento (tanto che, si sussurra, potrebbe anche non presentarsi). Ma non è tutto, perché al termine di questa legislatura il presidente della Camera non potrà nemmeno tenersi la poltrone della Fondazione della Camera dei Deputati. La colpa (o il merito) è tutta di Amedeo Laboccetta, ex finiano, ora al Pdl, che ha deciso la cancellazione dell'ente (inutile) che ci costava la bellezza di due milioni di euro l'anno.

L'equo compenso - Gianfranco, dopo aver attraversato prima e seconda Repubblica, sarà costretto a reinventarsi. E, forse, ha già iniziato: in nobile compagnia (rossa) batte sulla tastiera e offre al mondo i suoi pensieri tramite l'Huffington Post. Un bravo giornalista nella stalla di De Benedetti. Ed ecco che con un tempismo quasi comico, pochi giorni dopo l'inizio della sua collaborazione con l'Huffington, il presidente della Camera ha ricevuto a Montecitorio una delegazione di Ossigeno per l'informazione, l'Osservatorio sui cronisti minacciati. Nell'incontro Fini ha dichiarato: "La Camera farà un esame sollecito della proposta di legge sull'equo compenso per i giornalisti appena sarà stata trasmessa dal Senato". Gianfranco ha spiegato di aver proposto "una sorta di corsia accelerata" per tutte le leggi che sono già state ratificate dall'altro lato del Parlamento, in modo che possano giungere all'approvazione finale prima della fine della legislatura (e tra queste leggi c'è anche quella sull'equo compenso, approvata una prima volta alla Camera e attualmente all'esame della Commissione Lavoro del Senato).

Pensare allo stipendio - Ma cosa prevede la legge sull'equo compenso giornalistico? Come recita il testo, tra le altre, "è finalizzata a promuovere l'equità retributiva dei giornalisti iscritti all'albo di cui all'articolo 27 della legge 3 febbraio 1963, n. 69, e successive modificazioni, titolari di un rapporto di lavoro non subordinato in quotidiani e periodici anche telematici; nelle agenzie di stampa e nelle emittenti radiotelevisive". E ancora: "Ai fini della presente legge, per equità retributiva si intende la corresponsione di un trattamento economico proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, in coerenza con i corrispondenti trattamenti previsti dalla contrattazione collettiva nazionale di categoria in favore dei giornalisti titolari di un rapporto di lavoro subordinato". Nasce un legittimo sospetto: Fini vuole accelerare sulla legge perché nel suo futuro ci sarà, definitivamente, il giornalismo? La collaborazione (non retribuita) col gruppo De Benedetti è già iniziata. E' arrivato il momento di pensare allo stipendio?

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Commenti all'articolo

  • lucia elena

    27 Dicembre 2012 - 23:11

    anche se è pur vero che non sia più un giornale ma un manifesto propagandistico dell'estrema sinistra perderà ancora lettori con fini giornalista. Siamo tutti talmente schifati che caro de benedettiche è meglio tenere lontani personaggi altamente inaffidabili.

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  • beppazzo

    07 Ottobre 2012 - 23:11

    Dalla foto la faccia dell'alieno sembra che rida , ma non c'è nessuno che sia disposto a fargli una nuova palastica? Quantomeno d'averlo sempre con la stessa espressione da ..paraculo.

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  • eureka.mi

    07 Ottobre 2012 - 20:08

    Dal fascismo va al comunismo, ha preso scuola da Casini, va dove tira il vento, basta che lo prendano.

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