Cerca

La rettifica

Il leghista Antonelli stalker? "Dichiarazione falsa in odor di bufala"

Il politico lombardo indagato: "Le accuse non stanno in piedi. Dalla stampa violazione della privacy, diffamazione, violazione del diritto di replica, violazione del segreto istruttorio"

di Pier Paolo Antonelli

Come spesso accade su notizie legate alla vita personale dei cittadini più in vista, arriva ora il momento della riscossa per Pier Paolo Antonelli, ormai ex-esponente della Lega Nord, che, appena appresa la notizia di essere indagato per stalking, ha deciso con grande senso di responsabilità di autosospendersi dal proprio partito. Nei giorni scorsi era trapelata la notizia dell’emissione di un’ordinanza applicativa di misura cautelare di non avvicinamento ai luoghi frequentati da un conoscente dello stesso Antonelli. Trascrizioni dei testi dell’ordinanza, coperta dal segreto istruttorio, e con contenuti da accertare, erano addirittura apparsi su svariati organi di stampa di taratura nazionale. Addirittura Antonelli ha appreso che sarebbe stato sentito dal Gip di Milano Dott.ssa Maria Cristina Mannocci dagli stessi organi di stampa e non per tramite dei canali tradizionali. Ma col passare dei giorni affiorano verità che mettono in dubbio la veridicità dei fatti per cui è indagato Antonelli. E parallelamente si annunciano iniziative giudiziarie importanti verso chi ha divulgato la notizia in modo arbitrario senza la piena conoscenza dei fatti. Lunga la lista di reati a carico di numerosi organi di stampa. Nello specifico violazione della privacy, diffamazione, violazione del diritto di replica, violazione del segreto istruttorio. Antonelli, difeso dall’Avv. Barbara Bertoni di Pavia, provato dalla vicenda ma anche molto determinato, non risparmia colpi per nessuno: “Pubblicare notizie con la diffusione di atti coperti dal segreto istruttorio è davvero degno di un paese incivile. Per non parlare del fatto di aver appreso la notizia del mio interrogatorio dai giornali. Ben quindici testate giornalistiche di taratura nazionale hanno addirittura riportato la parola “condannato”, mentre risulto solo indagato. Mancava solamente la parola giustiziato per fare ulteriore gossip. Fare politica al giorno d’oggi vuol dire, come nel mio caso, gettare nel cesso la propria vita privata, e allora preferisco dedicarmi alla stessa e non sprecare il mio tempo per i miei ideali. E’ chiarissimo, tuona Antonelli, che sono oggetto di attacco politico da parte di qualcuno. Qualcuno che, non avendo altre armi per poter arrecare danno al sottoscritto, con qualche amico magari all’interno dei tribunali, utilizzi questi metodi deplorevoli per mettere fuori gioco un elemento per molti scomodo. Ho fatto, appena appresa la notizia, un immediato passo indietro all’interno della Lega Nord. Un passo che è stato apprezzato da parecchie persone le quali non solo mi hanno fatto presente che non era necessario, ma hanno sottolineato che qui non si tratta di questioni legate a tangenti o reati di natura amministrativa, ma di ben altro. Chi è indagato per questi reati il passo indietro non lo ha fatto. E’il bene che voglio alla Lega Nord che mi ha spinto a fare un passo indietro, anche perché ritengo di essere stato il capo espiatorio per poter attaccare il carroccio. Nonostante i numerosi messaggi di solidarietà e sostegno ricevuti mi dispiace che taluni esponenti del carroccio latitano, e non credo di meritare ciò dopo tanto impegno politico. Ma và bene così. Gli amici veri vengono a galla in  queste occasioni.” Intanto sembrerebbe che chi accusa Antonelli di stalking a partire dal mese di ottobre 2011, abbia fornito versioni non veritiere e contrastanti. E spuntano anche le prove oltre che ai testimoni. Ed emerge ad esempio che mentre viene dichiarato che  le condotte persecutorie da parte di Antonelli sarebbero state poste in essere a partire da ottobre 2011 e che nel febbraio 2012 queste condotte avrebbero ingenerato “ansia e timore, tale da costringere la persona  nel febbraio 2012 ad allontanarsi dal suo domicilio per trovare riparo presso l’abitazione della madre in Svizzera”, Laura P., amica di Antonelli, afferma :”Chi accusa Antonelli a febbraio 2012 non era in Svizzera ma i rapporti con Antonelli erano buoni, tanto che io 26 febbraio 2012 la stessa si trovava con me e altri amici insieme ad Antonelli a ballare in una discoteca di Milano. Abbiamo anche scattato delle fotografie di gruppo”. Stessa versione anche da parte di Cristian C., altro amico dell’Antonelli. “C’ero anche io quella sera in discoteca e chi accusa Antonelli ha passato tutta la sera con noi, insieme ad Antonelli”. “ Altro che persecuzione, afferma Antonelli. I rapporti con chi mi accusa e famiglia erano molto buoni tanto che produrremo tutti i testi delle conversazioni avvenute tramite Facebook con lo stesso proprio a partire dal mese di Ottobre 2011. Anche gli episodi di danneggiamento di autovetture non sono comprovate da nessuna prova. Sono contento, conclude Antonelli, perchè grazie al comportamento dei media sulla vicenda chiederemo risarcimenti ingenti e adeguati all’immenso danno personale che ho ricevuto con la diffusione di questi atti. Stiamo inoltre valutando anche di chiedere il trasferimento di questo procedimento ad altra Procura, visto che, non si capisce come, dalla Procura di Milano atti così delicati fuoriescano dal palazzo di giustizia con questa facilità.”

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog