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Anniversari

Quante gaffe in memoria dell'avvocato Agnelli

Marchionne mastica gomme, Montezemolo resta in piedi, Winter sembra una marionetta e Fornero una scacchiera

Quante gaffe in memoria dell'avvocato Agnelli

 

di Gigi Moncalvo

La direttora torinese di Sky-Tg24, Sarah Varetto, ha dimostrato anche ieri che le porte della direzione del Tg1 in un futuro molto prossimo potrebbero aprirsi per lei, fin dalla formazione del nuovo governo. Dalla diretta dedicata dall’emittente satellitare di Rupert Mordoch alla cerimonia religiosa per il decimo anniversario della morte di Gianni Agnelli, ma più ancora le riprese e molte non-riprese della cerimonia, dimostrano che Varetto ha capito tutto. Vediamo alcune curiosità, stranezze e interrogativi che ci hanno colpito.

1) Come è possibile che Andrea Agnelli stamane, prima di uscire di casa, quando ha visto com’era abbigliata sua moglie Emma Winter non abbia avuto niente da obiettare? L’affascinante e magrissima consorte del presidente della Juventus, infatti, indossava una maglietta a righe orizzontali blu, come quelle dei marinai degli yacht d’alto bordo. È chiaro che non aveva previsto che il Duomo avesse una temperatura così elevata e che dovesse togliere la giacca. Ma, signora, le sembra questo il look adatto per una cerimonia funebre?

2) Ai funerali dell’Avvocato, 10 anni fa, colpì il fatto che Cesare Romiti fosse rimasto in piedi per tutta la cerimonia, con una signora dietro di lui che a un certo punto, spazientita, gli intimò a voce alta di sedersi «perché non si vede niente». Romiti allora rispose: «Non c’è niente da vedere, non siamo mica in televisione». Ma, stavolta la tv c’era e per di più in diretta. A fronte di Cesarone che si è accomodato, ci sono stati due suoi aspiranti emuli che hanno ripetuto il suo gesto, 10 anni dopo: Luca di Montezemolo e Sergio Marchionne. Ma chi si credono di essere, forse Romiti?

3) A proposito di Marchionne, qualcuno gli dovrebbe spiegare che in Chiesa, o anche in cerimonie pubbliche, non sta bene masticare per tutto il tempo. Come mai perfino per il chewing gum, Marchionne non sa fare a meno di qualcosa di americano come la sua gomma?

4) Chi è quello sconsiderato regista della diretta che, al momento della Comunione, ha evitato le riprese frontali e si è limitato a una assurda lunga zoomata di quattro cantori del coro e, al termine, ha ripreso solo di spalle i pochi che prendevano l’ostia consacrata e che diventava arduo riconoscere? 

5) La panca della prima fila, nel settore a destra della navata, riservato alla «Famiglia» e i cui posti sono stati indicati da Jaky Elkann, era così composta: nell’ordine Lapo, Ginevra, donna Marella, Jaky, Lavinia, Giovanni Gaetani dell’Aquila d’Aragona (marito di Ginevra) con il primogenito Giacomo. Due dei tre figli di Jaky (Leone e Oceano) scorrazzavano di qua e di là, mentre il loro cuginetto Giacomo è parso più educato, meno irrequieto e più consapevole del luogo e del momento. Ma chi era quella sorta di «abusivo» seduto all’estremità della panca e in posizione tragicamente precaria? Qualcuno dice di aver riconosciuto Guido Barba Navaretti, il secondo marito di Carla Ovazza e quindi il patrigno di Alain Elkann. Ma lui che c’entra con la Famiglia? È vero che da anni è stato messo «a guardia» di donna Marella per controllare da vicino la situazione e soprattutto le telefonate in arrivo da e in partenza per Ginevra?

6) Un doppio mistero: come mai Evelina Christillin e Alain Elkann hanno scelto (o si sono rassegnati ad avere) una posizione tagliata fuori dalle inquadrature? Erano consapevoli di ciò? 

7) Evelina, apparsa liftatissima (nel senso di tiraggio di rughe) e un cicinino, si fa per dire, botulinata, è riuscita a farsi intervistare e a dire le solite banalità su due temi su cui francamente ha stufato: le Olimpiadi invernali di Torino e la Juventus. Non ha ancora capito che la si nota di più se tace? 

8) Lavinia Borromeo: la principessina è sempre più pallida, emaciata, magrissima. Ieri persino più di quando è alla partita in quella ghiacciaia dello Juventus Stadium. Possibile che nessuno, nemmeno Evelina - sempre che venga ammessa, anche se è improbabile, al suo principesco cospetto -  le abbia ancora spiegato l’importanza e i miracoli del Fard? 

9) Come sempre la numero 1 per classe e portamento è stata la principessa Allegra Caracciolo, vedova di Umberto Agnelli. A ruota Maria Sole Teodorani Fabbri, una delle tre superstiti sorelle dell’Avvocato (Clara, la maggiore, ha 92 anni ed è bloccata da anni all’Hotel Ritz di Abano Terme). Maria Sole è stata efficacissima e ha portato alla ribalta i tratti, anche fisici, della Famiglia «vera» di Gianni quando ha letto dall’altare una breve preghiera. 

10) Reduce da Portofino, notato nelle prime file perfino Paolo Fresco. Chissà se è arrivato a Torino con mezzi propri o con l’elicottero Fiat che rappresentava uno dei suoi molti e fantastici benefit da Presidente?    

11) Tra i giornalisti, colui che ha scelto la posizione migliore a favore di telecamera è risultato Marcello Sorgi (la passata direzione del Tg1 evidentemente a qualcosa è servita), dato che - come insegnano Gianni Riotta e Francesco Merlo - i picciotteddi sanno sempre trovare la strada giusta, mentre invece quel genio del povero Pietrangelo Buttafuoco non ne vuole proprio sapere di curare le public relations. Non si è notata invece la presenza di Carlo Rossella. Forse non s’è fatto vedere perché lo stanno ancora cercando. In molti della Famiglia, vogliono  chiedergli come ha fatto a inventarsi la bufala che l’Avvocato chiamava certe donne «mignette, mezze mignotte e mezze calzette». Ma quando mai?

12) Jas Gawronski ha davvero sbaragliato tutti e deve aver fatto morire d’invidia l’eterno rivale Mario d’Urso (che ha chiamato Jas il proprio cane…): ha fatto la comunione e si è posizionato dietro a una figlia di Susanna Agnelli (forse Samaritana Rattazzi?). 

13) Qualcuno vuole spiegare al ghost writer del Segretario di Stato, Tarcisio Bertone, che quando si inviano messaggi per cerimonie come quella di ieri la terza persona singolare dell’indicativo presente del verbo impartire (la benedizione del Santo Padre) fa «impartisce» e non «imparte», come c’era scritto nel messaggio del Vaticano? Oppure si trattava di un omaggio indiretto a Lapo e al suo famoso «congiuntivo creativo?».

14) La prossima volta, per cortesia, i responsabili di Sky possono rifiutarsi di riprendere il ministro Fornero, col volto dolente e vestita da scacchiera, in particolare quando rimane per un tempo record in raccoglimento a testa china dopo aver fatto la Comunione? 

15) Il corrispondente da Torino di Studio Aperto, per favore, la prossima volta può esimersi dal dire che era presente «l’intera Famiglia» visto che mancava, perché non invitata, la figlia dell’Avvocato e i suoi 5 figli di secondo letto?

16) Accanto al Presidente Napolitano c’era il vicepresidente del Senato, Vannino Chiti. Tre ipotesi per motivare questa presenza: è stato Schifani a non voler andare, è stato Chiti a sceglierlo di sostituirlo, o è stato Napolitano a imporre che andasse chi voleva purché non si trattasse di Rosy Mauro

17) Il presidente della Repubblica, uscendo dalla chiesa, si è soffermato a salutare donna Marella, che - ahimé - appare sempre più invecchiata, dolente, malata e sofferente. Poi ha respinto qualche abusivo di troppo della famiglia che cercava di stringergli la mano, ha percorso qualche metro, ha evitato Buffon che allungava il collo per farsi notare, e si è fermato a salutare una sola persona: Gianluigi Gabetti, che aveva appena indossato di nuovo il cappotto. 

18)  Come sempre, anche Ferruccio de Bortoli, così come Napolitano, ha capito tutto. Mentre Mario Calabresi ha intervistato Jaky, uno dei vicedirettori de «La Stampa» scortava Montezemolo e implorava grazie, il numero 1 del «Corriere» ieri ha pubblicato un’intervista, non sua, con Gianluigi Gabetti. Numerose le chicche. A) «Non riesco a pensare alla sua morte come a una scomparsa, perché la sua figura è presente nelle molte vicende da lui originate (…). L’europeismo, il rapporto con l’America. L’unità della famiglia (…)». Su quest’ultimo punto s’è visto…. B) «Non mi sono mai occupato del patrimonio personale dell’Avvocato, in Italia o all’estero (…)». E allora da dove attingeva il denaro per il budget annuale a favore dei figli di Gianni, Edoardo o Margherita che con loro discuteva, e che lui  decideva e stabiliva? E perché era lui a pagare perfino i due signori (Adrian e Giulia Rioni) che si occupavano dell’ex convento di Alzi Prato, la proprietà in Corsica, sulle alture di Calvi, acquistata dall’Avvocato? Per non parlare delle operazioni a Vaduz, della «Dicembre», della Fondazione Alkyone, della «Julian stiftung», della «Lettera di Monaco» e di ben cinque mandati fiduciari a prestanome del Liechtenstein o svizzeri. D) E infine: «Al momento di lasciarci, mi prese la destra e se la posò sulla guancia. Mi chiese di tenere unita la famiglia (…)». I risultati, anche ieri lo si è visto, sono sotto gli occhi di tutti.

 

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Commenti all'articolo

  • gregio52

    25 Gennaio 2013 - 19:07

    Il caro Agnelli durante le celebrazioni del decennale della sua scomparsa, si sarà girato e rigirato nella tomba vedendo quanta palpabile ipocrisia regnava nell'ambiente.

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  • fossog

    25 Gennaio 2013 - 14:02

    e diciamo una buona volta la verità... Gianni Agnelli era un inutile, la sua Fiat campava per le sovvenzioni dello stato basate sul ricatto di licenziare, e lui come persona era solo un playboy che pretendeva di essere una persona di capacità, cosa che non aveva affatto. L'altro Agnelli, il fratello Umberto era invece persona di cultura e di maggiori capacità, o almeno era uno che ci ha provato a fare le cose bene, e non era un bluff. Ed ora che, secondo me, è chiarita la sostanza di uno dei tanti inutili italiani celebrati invece come salvatori della patria, FINIAMOLA DI FARE I BUFFONI E COMINCIAMO A FARE QUALCOSA DI SERIO.

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  • pinet47

    25 Gennaio 2013 - 10:10

    Così, forse si asterranno dal ripetere la pantomima un'altra volta!

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