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Lo scandalo

Soria: "Augias vorace e assillante sui pagamenti in nero". Ma lo scrittore si difende...

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Soria: "Augias vorace e assillante sui pagamenti in nero". Ma lo scrittore si difende...

Corrado Augias si difende dalle accuse mosse da Giuliano Soria: "Capisco l'amarezza di Giuliano Soria per la sua vita sconvolta e per quella del premio Grinzane da lui fondato [...] Non mi spiego perché Soria mi includa nel novero di coloro che lo 'sfruttavano' definendomi per di più 'vorace', 'indecente'. Ricordo che anni fa [...] ebbe parole di così grande apprezzamento e simpatia da spingersi a offrire a mia moglie Daniela Pasti di lavorare per lui. È vero che le tre o quattro prestazioni - richiestemi da Soria - sono state pagate come rimborso spese a forfait e, una volta, sotto forma di premio letterario. Di tutte le somme guadagnate, con lui e con qualsiasi altro datore di lavoro, ho sempre dato conto al fisco come dimostra la certificazione dell’Agenzia delle entrate".

Di seguito l'articolo di Francesco Borgonovo pubblicato su Libero di oggi mercoleì 18 febbraio sulla vicenda di Augias.  

Dopo le dichiarazioni di Giuliano Soria, possiamo dire che Corrado Augias avrà un motivo in più per essere ricordato nella storia della cultura italiana. Perché la frase con cui Soria lo tira in ballo ha molto di romanzesco: «Corrado Augias era il più vorace, era addirittura assillante sui pagamenti in nero, sfiorando l’indecenza».

Gli altri motivi per cui Augias va rammentato sono noti: non solo le sue trasmissioni, ma pure la sua attività di autore di bestseller.

In particolare, va citato il volume - presto finito ai piani alti delle classifiche di vendita - firmato assieme al teologo Vito Mancuso e intitolato Disputa su Dio e dintorni. Un attento lettore si rese conto, sfogliando il volume, che qualcosa non tornava. Aveva, come dire, una sensazione di già sentito. Non si sbagliava. La pagina 246 del libro di Augias (a lui attribuibile) era praticamente identica alla pagina 14 del ponderoso volume La creazione (edito da Adelphi) del noto biologo di Harvard Edward Osborne Wilson. In pratica, Augias aveva fatto copia e incolla.

Interpellato da Libero sul clamoroso plagio, si difese così: «Mi sono avvalso oltre che di convincimenti e riflessioni personali, di numerose testimonianze, citando la fonte ogni volta che è stato possibile». Cioè: Augias ha scritto un librone assieme a un teologo di fama e per sostenere le sue argomentazioni ha preso a casaccio da internet. Niente male, quanto a etica professionale. Tra l’altro, c’è da notare che quel libro era pubblicato da Mondadori. Cioè la casa editrice di Silvio Berlusconi. E Augias, come noto, non è un grande fan del leader di Forza Italia. La sua lunga attività giornalistica lo dimostra: basta leggere la rubrica delle lettere che tiene su Repubblica, dove si dà arie da gran moralizzatore.

Resta celebre una sua intemerata contro Marina Berlusconi, a cui Augias rimproverava di aver preso le difese del padre sul caso Ruby. L’integerrimo Corrado sostenne che la «sdegnata Marina Berlusconi» avrebbe dovuto rendersi conto del «livello morale di suo padre». E, se proprio non poteva fare a meno di difenderlo in pubblico, avrebbe dovuto fare «qualcosa, in privato per salvarlo da una così penosa vecchiaia». Probabilmente, la famiglia Berlusconi non risultava così penosa ad Augias quando gli versava gli anticipi dei libri. Eppure sono numerose le interviste in cui il caro Corrado si è esibito in sermoni contro Silvio. Per esempio quella concessa a Daria Bignardi in cui disse che «in Italia non c’è spazio per un cavaliere condannato per frode fiscale. La revoca del titolo è sacrosanta».

Però sorge un dubbio. Anche Augias si fregia del titolo di cavaliere. Dunque, se fossero confermate le accuse di Soria secondo cui avrebbe preteso «sfiorando l’indecenza» dei pagamenti in nero, che farà? Mollerà il prestigioso riconoscimento? Dopo tutto lo ha detto lui: qui non c’è posto per cavalieri che fanno i furbi col Fisco.

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Commenti all'articolo

  • demaso

    04 Maggio 2016 - 15:03

    Questo pseudo scrittore e giornalista ha vissuto con raccomandazioni per lui e i suoi parenti per il solo fatto di essere di sinistra, e tutti questi cialtroni e bugiardi nel parlare e nello scrivere non possono essere diversi nella morale, cioè sono dei corrotti dalla testa ai piedi!

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  • onroda

    04 Maggio 2016 - 14:02

    Questo moralista casa nostra ma indecente a casa sua sarà nominato dalla Comunista Presidente della Regione Umbria membro del Consiglio di Amministrazione del Festival di Spoleto -Festival dei due Mondi- sarà pagato in bianco oppure in nero.

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  • emiamade

    04 Maggio 2016 - 13:01

    E' proprio vero che da certi professori c'è ben poco da imparare, Si ritengono i Baroni della cultura Italiana. in effetti siamo messi malissimo.......facce di tolla?

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