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Colossi contro

Selvaggia Lucarelli: a Sanremo prende il volo la guerra delle mutande

19 Febbraio 2015

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Selvaggia Lucarelli: a Sanremo prende il volo la guerra delle mutande

Se pensate che la guerra delle mutande sia quella tra Fanny Neguesha e Cristina Buccino tra chi le porti più ridotte sull’Isola dei famosi, vi sbagliate di grosso. La battaglia è molto più alta e appassionante e si gioca se non proprio nella stanza dei bottoni, visto che di mutande si parla, almeno in quella degli elastici. Protagonisti i due colossi dell’intimo italiano: Calzedonia contro Yamamay. Che è come dire Coca Cola contro Pepsi. Apple contro Samsung. Renzi contro Berlusconi. Belen contro Canalis. Insomma. Le due grandi aziende italiane che si spartiscono la fetta più grossa del fatturato sottovesti, si stanno scontrando a colpi di giarrettiera.

Partiamo dall’inizio perché la storia è intricata e ha come causa scatenante non una modella scippata all’altro o un push up scopiazzato ma, incredibilmente, la vittoria sanremese de Il volo, i cui tre giovani componenti avevano sì posato profeticamente in mutande in camerino poco tempo fa, ma certo non potevano immaginare cosa avrebbero scatenato. Il debutto dei tre è avvenuto nel 2009 nel programma tv Ti lascio una canzone condotto da Antonella Clerici. I tre tenorini si erano presentati come solisti e il regista della trasmissione, Roberto Cenci, ebbe la fortunata idea di costituire il trio. Insomma, come direbbe il buon Baudo, Il volo l’ha inventato lui! Di lì il successo del gruppo e le strade che si dividono.

Il volo quest’anno partecipa a Sanremo e vince mentre Roberto Cenci è il regista della nuova edizione dell’Isola dei famosi. E qui viene il bello. L’isola è sponsorizzata da Tezenis, gruppo Calzedonia e casualmente la fidanzata del regista Cenci, Laura Castellucci, è la brand manager dell’azienda veronese Calzedonia.

A Sanremo intanto debutta il nuovo spot del concorrente Yamamay con la top model Mathilde Golher. Una mutanda a te e una a me come in un’ammucchiata educata e pare filare tutto liscio, finché i tre de Il volo non si beccano l’orrido palmizio d’oro e, microfono in mano, ringraziano la gente per averli votati al festivale e tanti saluti. Tragedia greca. Non hanno ringraziato il loro pigmalione Roberto Cenci il quale, piccato, scrive un post risentito su Facebook in cui li taccia di ingratitudine. E deve essersi sfogato parecchio anche in casa, oltre che sui social, perché la fidanzata manager di Calzedonia Laura Castellucci a quel punto impugna la tastiera e dopo un giretto qua e là sul web, approda sulla pagina facebook di Vanity Fair dove sotto una foto del povero Carlo Conti, scrive testuale: «Si è fatto tutte le ereditiere negli anni, in Rai lo sanno tutti e le faceva raccomandare come ballerine in altre trasmissioni».

Insomma, se a questa Castellucci fosse andata male come manager in Calzedonia poteva sempre tentare la via diplomatica in Medioriente. Che poi, pure se fosse vero, chiamalo scemo. Ma soprattutto: manco avesse dato un ministero a ’ste ballerine. Seguono poi altri commenti al vetriolo su Rocio, Malika e, naturalmente, sui ragazzi de Il volo: «Se non fosse per chi li ha lanciati sarebbero a coltivare arance in Sicilia o a fare la transumanza in Abruzzo», scrive la Castellucci questa volta sulla sua pagina Facebook. Insomma, più che stracci in faccia, Cenci in faccia. Qualcuno (Alessandra Menzani di Libero), purtroppo per la povera Castellucci, si accorge dei suoi commenti su Vanity Fair e li segnala in un pezzo sugli strascichi sanremesi. Come accade sempre in questi casi, ovvero quando le persone si accorgono tardivamente di aver usato i social network come lo scarico del wc di casa propria, si tira fuori la vecchia scusa «mi hanno rubato l’account». Sia Roberto Cenci che la fidanzata, trascorrono l’allegra serata prima a denunciare pubblicamente il furto dell’account della manager e poi a rimuovere il di lei profilo. Anche voi, come me, immagino crediate che nel mirino di Anonymous ci fossero da tempo i siti di propaganda Isis, i siti del Pentagono, l’intera rete internet della Corea del Nord e Laura Castellucci. Anonymous ha puntato da un po’ il nemico della democrazia Carlo Conti e ha deciso di annientarlo dall’account della temutissima leader estremista della mutanda fiorata Laura Castellucci. Ovvio. Fatto sta che quando la vicenda diventa pubblica e il web la commenta tra il basito e il divertito, in una discussione su Facebook interviene il nemico giurato del gruppo Calzedonia, ovvero il fascinoso presidente di Yamamay Gianluigi Cimmino, il quale senza tanta diplomazia commenta così la scivolata della manager rivale: «Forse la signora Castellucci era nervosa per il flop dell’Isola dei famosi e lo straordinario successo di Yamamay a Sanremo. Tipico del loro stile». Non solo, sulla sua pagina Facebook rincara la dose: «Purtroppo la botta di Sanremo è stata tostissima per i nostri amici di Verona. Che pensino all’isola dei cafoni!».

Insomma, se fosse mai esistito il dubbio che tra Yamamay e Calzedonia potesse esserci una competizione allegra e leggera, quel dubbio è definitivamente fugato. A questo punto, non resta che un duello finale. Non resta che la sfida all’ultimo perizoma. Non pretendiamo che i proprietari di Calzedonia e Yamamay Sandro Veronesi e Gianluigi Cimmino se le diano di santa ragione, ma potrebbero chiudere la faccenda con un bel catfight nel fango tra le due testimonial dei rispettivi marchi Julia Roberts e Marica Pellegrinelli. Non so se loro farebbero poi pace, ma le vendite dell’intimo si impennerebbero notevolmente. E di sicuro, con questa storia, si potrebbe girare il remake di Mutande pazze.

di Selvaggia Lucarelli

@stanzaselvaggia

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