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La versione di Stefano

Ricucci: "Ma quali botte. Pat è una baby killer, una malata di protagonismo"

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Ricucci: "Ma quali botte. Pat è una baby killer, una malata di protagonismo"

"La denuncerò per calunnia. Così me la toglierò di torno". Stefano Ricucci affida alle colonne del Tempo la sua versione di quello che è accaduto sabato notte quando Patrizia Bonetti, la sua compagna, ormai ex, chiama la polizia e racconta di essere stata picchiata da lui mentre era col figlio Edoardo. "Una mitomane, avvelenata di protagonismo. Una baby killer, anche se non ha ammazzato nessuno, che ha ben più dei suoi 19 anni. Navigata, in giro per l' Italia a far danni da quando non era ancora maggiorenne", descrive Pat l'ex immobiarista che assicura che la loro storia è morta e sepolta: "L' ho sbolognata perché la notte si trasforma. Come dottor Jekyll e mister Hyde". "Non la vedo almeno dal 10 marzo, quando la nostra storia è finita. Non l'ho neanche più sentita".

La notte tra sabato e domenica - Almeno fino a sabato sera quando un'amica di Stefano la porta ad un aperitivo all'hotel De Russie, in via del Babuino, dove c'era anche Edoardo, il figlio. "Lei era già ubriaca, non si reggeva in piedi. Si sarà scolata almeno due bottiglie di vodka, poi lo champagne". Stefano se ne va, ma una volta a casa l'ex imprenditore riceve la chiamata della sua amica che lo avverte che "Patrizia era sparita, che credeva fosse con me. Lei l'ha aspettata al ristorante, ma quando ormai stava chiudendo è andata a casa". "Beh, mi sono preoccupato di dove fosse", si giustifica Ricucci. "Patrizia ha pur sempre 19 anni". Un'altra amica lo chiama alle 3 dicendogli che la ragazza, "ubriaca, stava dormendo sdraiata su un divano. Mi ha detto: 'Chiamo Dodo (Edoardo) che è in giro'". Edoardo si precipita: "L'ha soccorsa", racconta Stefano. "Se l'è incollata per portarla al sicuro" nell'appartamento di un suo amico, Fabio. "Sono stato due ore a chiamare mio figlio, senza ricevere risposta. Ero preoccupato, Fabio mi ha detto che era andato aportarla nel suo appartamento e sono andato per vedere se era lì. Ho citofonato, si sono affacciati entrambi, Lei aveva la sigaretta in mano e stava bene. Ho urlato ad Edoardo: 'Scendi', ed è sceso".
Quanto alle botte verificate al pronto soccorso dove Patrizia è stata portata subito dopo l'intervento della polizia (le hanno dato 30 giorni di prognosi per un trauma cranico e facciale), Ricucci non sa che cosa sia successo. "Io non so cosa abbia fatto, non l'ho vista dall'1,30 alle 4,30. Quella si distrugge, tra alcol e altro, può esser caduta".

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