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Monti evangelista

La (pazzesca) sparata di Mario Monti: "Papa Francesco? È merito mio..."

La missione segreta di Mario Monti. Che faceva da premier per il Papa

Ci sarebbe lo zampino del senatore a vita, mai abbastanza dimenticato Presidente del Consiglio, Mario Monti dietro lo storico appuntamento a Cuba tra Papa Francesco e il Patriarca di Mosca Kirill. Questo è almeno quello che racconta l'ex leader di Scelta civica al Corriere della sera, con un aneddoto che arriva fino all'editto di Costantino nel 313. A marzo del 2012, il presidente serbo Boris Tadic aveva parlato a Monti dell'idea di celebrare il 1700mo anniversario dell'editto a Nis, in Serbia, dove era nato Costantino, facendo incontrare proprio Kirill e Benedetto XVI. L'idea però non andò in porto, ma a Monti sarebbe rimasto in testa il pallino di farci qualcosa, magari proprio a Milano, dove in effetti era stato sottoscritto lo storico patto sulla libertà di religione tra Impero romano d'oriente e quello d'occidente. Pur non avendo mai avuto un vero e proprio mandato dal Vaticano, Monti sembrava muoversi come un ambasciatore della Santa sede motivatissimo a mettere a segno un passo storico per il cristianesimo. Così ha approfittato della visita da premier, marginalmente italiano, a Mosca nel 2012 non solo per sbrigare gli incontri con Putin e Medvedev, ma anche per incontrare il Patriarca Kirill.

Il moralizzatore - La missione montiana era spinta dal desiderio di portare più etica nel capitalismo brutto e cattivo che aveva portato l'Europa alla crisi. Per farlo serviva, secondo l'ex premier, una bella sferzata di religione nei mercati europei: "In entrambi i nostri sistemi - racconta di aver detto al patriarca - la religione può avere un ruoo di moderazione e di purificazione del capitalismo, rimasto senza sfidanti con il crollo del comunismo. Perché non promuovere un incontro culturale con voi? So che la diocesi di Milano ha dei progetti per celebrare la ricorrenza dell'Editto di Costantino. Sarbbe una felice occasione...". Come uno dei Blues brothers, in missione per conto di Dio, Monti ha riferito l'esito dell'incontro a fine agosto 2012 all'allora papa Ratzinger: "Gli dissi che avevo notato un potenziale interesse. E gli chiesi se a suo avviso fosse opportuno che facessi altri passi o no". E il papa a quel punto estese idealmente le mani sul suo capo: "Mi disse di andare avanti". Il resto è storia.

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Commenti all'articolo

  • criluma

    09 Febbraio 2016 - 17:05

    abbiamo il Messia, poi c'è il messia di Galbiate - quello che crede di essere rock, tanto per intenderci -. Ora, dopo che mi ha tolto anche le mutande, debbo sorbirmi anche il messia di via frua.

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  • Falcesenzamarte

    09 Febbraio 2016 - 16:04

    Questo ha proprio la faccia da fesso, (Jonni Stecchino......!)e non somiglia per niente agli italiani intelligenti. onesti e capaci.

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  • Cirdann

    09 Febbraio 2016 - 16:04

    Povero Monti,già debole di suo,la politica gli ha dato alla testa.Squallido.

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  • Megas Alexandros

    09 Febbraio 2016 - 16:04

    Un idiota e due falsi papi: vomito!

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