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Invidia, eh?

Lei? È la donna più ricca d'Italia: come vive, cosa fa e come ha fatto

Franca Maria Ferrero

Quella sera del maggio ’85 in cui il commercialista Pompeo Locatelli radunò in gran segreto in un ristorante di Broni gli imprenditori interessati a lanciare una controfferta per la Sme, Pietro Barilla e Silvio Berlusconi si presentarono soli. Michele Ferrero, invece, arrivò con la moglie a braccetto: per le decisioni più importanti il re del cioccolato non voleva fare a meno del suo consigliere più fidato. Basta quest’episodio a render l’idea del ruolo che la signora Franca Maria Ferrero Fissolo, nata a Savigliano 74 anni fa, ha avuto nell’irresistibile crescita della multinazionale della Nutella fin dal matrimonio nel 1962. O anche prima perché, come ebbe a dire lo stesso patriarca in una delle rare confidenze ad un giornalista: «Non indaghi nell’albero genealogico di mia moglie. Era una nostra impiegata, brava interprete e traduttrice. Preziosissima».

Ieri la classifica dei miliardari curata da Forbes ha incoronato di nuovo l’ex segretaria di Savigliano assunta perché parlava tre lingue, come la quarta donna più ricca del pianeta, nonché numero uno tra i super-ricchi d’Italia con un patrimonio di 22,1 miliardi di dollari. Certo, la crisi (si fa per dire) si è fatta sentire anche per la signora Franca, il cui patrimonio, secondo i calcoli della rivista americana, è sceso di un miliardo abbondante dai 23,4 miliardi di un anno fa. Resta comunque un bel primato, che però non impressiona la multinazionale di Alba: un anno fa, il giornalista Usa che comunicò la notizia in azienda, si sentì rispondere un laconico “not bad”, senza altro commento. Del resto, da sempre in Ferrero contano i fatti (tanti) più che le parole, salvo quelle a suo modo dolci con cui il signor Michele, piemontese purosangue, aveva conquistato la sua segretaria: «Sarei contentissimo - ricordò lo stesso Ferrero concedendosi una rara confidenza - che tu mi rispondessi di sì. Ma pensaci bene. E bada: se accetti sposi un uomo che ti parlerà sempre di cioccolato. E se la sera tornando dall’ufficio ti dirò oggi ho fatto cinque quintali più di ieri tu saprai di avere un marito felice e sereno».

È andata avanti così per 53 anni: dalle nozze celebrate nella chiesa di San Giovanni Battista a Savigliano, provincia di Cuneo, fino alla scomparsa di Michele, nel febbraio di un anno fa. Tra ripetuti successi imprenditoriali e il dolore della scomparsa di Pietro, il figlio maggiore, deceduto nel 2011 a 48 anni per un malore in bicicletta in Sudafrica. Un dolore vissuto in silenzio perché la leggendaria riservatezza di Michele è poca cosa di fronte al riserbo assoluto della moglie, tanto elegante quanto lontana da qualsiasi manifestazione di mondanità. Al punto che di lei, in pratica, si ricordano solo le partecipazioni alle iniziative della Fondazione che si propone di «mantenere saldi i legami tra famiglia, azienda e dipendenti» o l’appuntamento del 29 giugno, il giorno di San Pietro quando tutti i Ferrero, dal figlio Giovanni alle due nuore e ai nipoti, si ritrovano assieme agli alti dirigenti del gruppo per una cerimonia alla tomba di famiglia. Una volta l’anno, in maggio, l’aereo privato li porta a Lourdes perché, come ebbe a dire Michele ad un giornalista che gli domandava il segreto del suo successo «è tutto merito della Madonna di Lourdes. Senza di lei noi possiamo poco». E quella volta Franca intervenne così: «Perché ci guardate perplessi? La fede non toglie nulla a una persona, anzi la arricchisce».

Ma basta con gli aneddoti che poco aggiungono al fascino di questa famiglia- alveare del profondo Nord, laborioso come uno sciame d’api che produce ricchezza e dolcezze sotto l’occhio attento della signora Franca Maria, ape regina dal temperamento operaio che da sempre si divide tra Monaco, sede dei laboratori di ricerca del gruppo, Alba e Bruxelles, dove ha messo sù famiglia Giovanni, ormai l’unico erede del dolce impero cui toccheranno le scelte più impegnative per continuare a prosperare in un mercato sempre più difficile e dominato dalla finanza. Ma una cosa è sicura: ci vuole altro che Wall Street per impressionare la signora Franca che, in termini di patrimonio, vale di più di Laureen Powell, la vedova di Steve Jobs.

di Ugo Bertone

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Commenti all'articolo

  • Franzkeks

    04 Marzo 2016 - 12:12

    Cara Signora Ferrero, noi monarchici italiani Le vogliamo bene. La sua famiglia, checchè ne dicano i socialisti e gli altri traditori della patria invidiosi, è il miglior dono che Dio ha fatto all'Italia.

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  • burago426

    03 Marzo 2016 - 19:07

    Franca detta Chicca. Il problema non è Chicca per via che è una Chicca ricca, ma per le altre Chicche quelle che non sono ricche.

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  • brancati66

    03 Marzo 2016 - 19:07

    In passato si avevano talmente tante opportunità che si poteva far fortuna "inventandosi" la cioccolata sciolta.

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  • gescon

    03 Marzo 2016 - 17:05

    Piace annotare ai signori comunisti che anche un impiegato può crescere a dismisura cimentandosi con l'economia. Basta avere attitudini, fiuto e buon senso. Viceversa si annota che i comunisti apicali, incapaci di cimenti economici, distruggono l'economia. Morale : quegli incapaci al massimo possono fare gli impiegati ed a tempo perso i boy scout.

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