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Mazziato e rimazziato

Casa di Montecarlo, Fini rischia una multa da 500mila euro

Trombato dalla politica, potrebbe essere condannato in sede civile: se la spuntasse l'erede Colleoni, dovrebbe pagare mezzo milione di euro in danni

28 Febbraio 2013

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Gianfranco Fini

Gianfranco Fini

 

Tempi cupi per il futurista senza futuro, Gianfranco Fini, che a Mario Monti ha donato talmente tanto sangue (il copyright è di Pier Ferdinando Casini) da restare stecchito. Fuori dal Parlamento. Il "che fai, mi cacci?" fu profetico. Non lo ha cacciato Silvio Berlusconi. Lo hanno cacciato gli italiani. Certo, mister Casta si potrà consolare con una cospicua buonuscita parlamentare - 260mila di euro - ma la sua avventura politica pare finita per sempre. Da aspirante bussola di una "nuova destra" che non è mai esistita, a "zero virgola" a sostegno di Monti. La debacle dell'Udc ha fatto il resto: il subacqueo strappista resta senza poltrona. Le disgrazie però non arrivano mai sole. Per Gianfry, in vista, ci potrebbero essere guai finanziari, che nemmeno l'assegno generosamente elargito dalla Casta potrebbe sanare.

Case e contesse - Galeotta fu la casa di Montecarlo. Come spiega Il Giornale,  è iniziata la causa intentata dall'avvocato Marco Di Andera per conto de La Destra di Francesco Storace. A promuovere l'azione legale l'unico erede della contessa Colleoni (quella che lasciò l'immobile in eredità al partito), Paolo Fabri, che vuole indietro quella casa e il patrimonio di famiglia che ancora non è stato venduto. Fini e il fido Donato Lamorte sono stati citati in giudizio. Due le ragioni. La prima: il mancato adempimento dell'onere testamentario: la Colleoni, infatti, vincolava l'utilizzo della casa monegasca alla "buona battaglia" del partito (ma la casa è finita al cognatino Giancarlo Tulliani: difficile sostenere che si tratti di "buona battaglia"). La seconda: Fini avrebbe tradito i "vincoli" politici imposti nella donazione dalla signora Colleoni. In soldoni, la contessa come condizione "sine qua non" per la cessione dell'immobile voleva che Gianfranco non strizzasse l'occhio alla sinistra e non voleva nemmeno che provasse ad attentare la vita di un governo di destra. Difficile sostenere che il futurista abbia rispettato queste condizioni.

Gianfranco Atene: rischia il crac - Ed è proprio per questo "tradimento" che Fini rischia la bancarotta, come una Grecia qualunque, come rischia Atene. Se i giudici civili dovessero dare torto a Gianfranco, il danno che il leader di Fli dovrebbe risarcire sarebbe enorme: 500 mila euro. Insomma, Fini rischia di pagare una multa a dir poco cospicua: mezzo milione di euro nel caso il tribunale civile gli desse torto. Per il povero Gianfranco continua la maledizione dell'immobile di Montecarlo.

 

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Commenti all'articolo

  • fraferra

    21 Gennaio 2015 - 19:07

    Avete mai osservato gli OCCHI INFIDI di questo bugiardone? Ma non dovrà pagare nessuna multa, qualche magistrato lo salverà perchè fa parte della CASTA CORROTTA!!!!

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  • afadri

    08 Marzo 2013 - 07:07

    Pagare la multa per fini non sarà un problema. Con i soldi rubati al partito, messi al sicuro a Montecarlo pagare sarà un gioco da ragazzi.

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  • maik57

    07 Marzo 2013 - 22:10

    pino&pino, allora sei scemo che più scemo non si può! Non hai ancora capito che il rimborso era collegato alla vittoria del PDL, ciò non è avvenuto, anche se è stato un grande risultato, quindi adesso prenditela nel culo, e se hai la possibilità di avere una moglie un po' decente falla mettere a pecorina vedrai che qualcosa si rimedia!

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