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Intervista alla Santorina

Giulia Innocenzi confessa: "Bocciata all'esame di giornalismo perchè ero impreparata"

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Giulia Innocenzi confessa: "Bocciata all'esame di giornalismo perchè ero impreparata"

«Il made in Italy? Non è un' eccellenza». Ce lo spiega Giulia Innocenzi, poco prima di entrare alla Feltrinelli della Galleria Alberto Sordi, a Roma, per presentare il suo nuovo libro. Si chiama Tritacarne (Rizzoli) e denuncia gli orrori degli allevamenti intensivi nostrani. Poca ideologia, molta inchiesta.

Come le è venuta l' idea di fare un libro su questo argomento?
«Ho letto "Se niente importa" di Jonathan Safran Foer sugli allevamenti intensivi in America. Mi sono detta: è impossibile che succeda anche in Italia».

E invece?
«E invece ho scoperto che è possibile. Ed eccomi qui con il libro e un' inchiesta video che a gennaio sarà su Raidue: spiegherò cosa accade negli allevamenti intensivi, dove le peggiori aberrazioni sono legali».

Però nel libro racconta anche di regole spesso violate, grazie al silenzio delle istituzioni...
«Sì, i controlli non funzionano per ammissione stessa dei veterinari».

Il consumatore come fa a sapere davvero da dove arriva ciò che mangia?
«Non è possibile: in etichetta l' unica cosa indicata, e della quale va tanto orgoglioso il ministro Martina, è l' indicazione di provenienza del prodotto: il made in Italy. Ma non ci importa se l' animale venga dalla Francia o dalla Germania quando arriva da un allevamento intensivo. Anzi: magari se non arriva dall' Italia è meglio perché è meno imbottito di antibiotici».

Eppure Oscar Farinetti ha detto che «i controlli sanitari in Italia sono tra i più rigidi nel mondo e siamo stimati al mondo come tra i migliori allevatori»...
«Ci ho parlato più volte: dice che quello che denuncio è molto grave, ma sono casi singoli».

Ha ricevuto molte pressioni per via delle sue indagini?
«Mi sta attaccando anche il presidente dei giovani di Confagricoltura. Dice che dovrei occuparmi anche degli animali massacrati dalla lattuga. Non mi pare un buon modo da parte sua per affrontare il tema degli allevamenti intensivi. Anche gli agricoltori hanno da ridire perché denuncio le modalità di concimazione dei terreni: la cacca delle bestie inquina».

Aberrazioni degli allevamenti, inquinamento agricolo. Uno sfacelo. Chi sono i responsabili?
«I vertici delle associazioni degli allevatori e i membri del governo che non fanno nulla».

Davvero?
«Coldiretti ha raccolto le firme per il referendum del 4 dicembre a favore del sì. E ha dato mezzo milione di euro: vorrei capire il rapporto fra Coldiretti e referendum costituzionale».

Ci spiega meglio?
«Renzi ha cancellato l' Irpef agricola dalla legge di stabilità e promesso altri soldi per il 2018. La categoria degli allevatori è un grande bacino elettorale. E il ministro Martina dovrebbe promuovere un dibattito a favore degli allevamenti estensivi anziché continuare a finanziare quelli intensivi con i soldi pubblici».

Tutto questo e altro saranno in onda su Raidue, però?
«Non è stato semplice: ho trovato solo porte chiuse, mi ha aiutata Santoro. C' è stata grande difficoltà a trovare un interlocutore per trasmettere».

Perché?
«Perché i vari produttori di polli, prosciutto e mozzarelle chiamano per togliere la pubblicità dalla tv che trasmette denunce del genere».

Ma la Rai ha detto sì...
«Si è presa anche Santoro».

Che se ne andò proprio per la scarsa libertà concessagli dal servizio pubblico...
«Una volta avevamo Masi, il direttore generale che chiamava in diretta per insultare il suo conduttore di punta dell' informazione».

Adesso?
«Non c' è nessuna pressione. Non c' è più Berlusconi e non si può più parlare di editti bulgari».

Però hanno mandato via Giannini per ascolti bassi e ora si tengono Semprini con ascolti peggiori?
«Giannini è stato visto come personaggio scomodo quando ha fatto affermazioni sulla Boschi e Banca Etruria. Può essere. Ma La7 lo batteva in ascolti».

Ma la tv pubblica non dovrebbe poter andare oltre gli ascolti?
«Sì, ma contano. Sono indicativi per capire il pubblico».

La Rai ha annunciato «innovazione». Ma poi tornano Santoro, Baudo, Lerner.
«L' innovazione non è una questione anagrafica e poi di maestri come Santoro ne son rimasti pochi».

Le sta simpatica la Rai...
«Tifo per lei. Ogni cittadino italiano, che oltretutto paga, dovrebbe farlo».

Reputa che l' attuale palinsesto meriti il canone in bolletta?
«Secondo me l' emergenza è recuperare il pubblico giovane: il problema, oltre ai mezzi, è anche quello che proponi».

Perché tutto il canone deve prenderselo la Rai?
«Noi ci chiamavamo Servizio Pubblico anche quando eravamo su La7».

Quindi sarebbe giusto, secondo lei, ripartire il canone?
«In Inghilterra la Bbc funziona, perché non possiamo riuscirci anche noi?».

Quanto le pesa essere sempre collegata a Santoro?
«Il suo giornale mi chiama la santorina. Per me è un onore essere collegata a lui e alla sua scuola, il suo modo di fare giornalismo ha fatto storia».

Lo hanno spesso accusato di essere fazioso...
«Combatte battaglie in cui crede. Ai tempi c' erano Berlusconi e le leggi bavaglio».

La Rai non sta dando molto spazio alle ragioni del "No" al referendum. Possiamo aspettarci che Santoro lavori anche contro il suo editore, eventualmente?
«Santoro fa tutto un altro tipo di prodotto, ormai: non più attualità politica».

È stata una conditio sine qua non?
«No. L' aspirazione è cambiata: tant' è che è andato al Festival di Venezia».

Con dei sandali fuori luogo, sul red carpet. Possiamo dirlo?
«Hanno detto che lo ha fatto per far parlare di sé, ma quelle scarpe le mette anche in redazione».

Sa già cosa voterà al referendum costituzionale?
«La riforma così com' è non mi piace. E se devo guardare come hanno formulato il quesito sulla scheda sarei per il "No". Però l' ennesimo periodo di incertezze, non mi alletta».

Una volta per tutte: cosa risponde a chi la attacca per la bocciatura all' esame da giornalista?
«Ho regalato un' argomentazione a chi mi odia. Libero mi ha addirittura dedicato l' onore della prima pagina. Nella mia vita son sempre stata promossa a pieni voti: all' esame di giornalista ero impreparata».

Lei non suscita grandi simpatie: perché?
«Sono giovane, non sono brutta, sto in tv con Santoro, sono schierata politicamente e dico ciò che penso: gli ingredienti ci sono tutti. E poi in Italia ci sono molta invidia sociale e raccomandati».

Lo dicono anche di lei...
«Ma io non saprei da chi, però: ho conosciuto Santoro quando, da attivista radicale, mi invitarono nello spazio dei giovani di Generazione Zero. Facevo battaglie pubbliche, mi ero candidata come Segretario dei giovani del Pd per contrastare la mancanza di regole. Aspetto i risultati di quelle primarie».

Cioè?
«Ero arrivata seconda. Al conteggio dei voti mancavano quelli nulli. A Milano risultavano 800 votanti e a Bari 8mila. Mi dissero che erano dati provvisori e mi avrebbero comunicato quelli ufficiali. Era il 2008».

Si definisce: vegetariana in giro, vegana a casa. Lorenzo Andraghetti, ex assistente del deputato pentastellato Bernini, dice di esser stato cacciato perché non vegano...
«Li conosco entrambi e mi sembra strano. Se così fosse, non sarei d' accordo: sono per libertà e tolleranza».

di Simona Voglino Levy

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Commenti all'articolo

  • samuel80

    02 Novembre 2016 - 12:12

    Miss Innocenzi, lei ci sta sulle balle semplicemente perchè è una che sta sulle balle. Rilegga l'intervista e comincerà a stare sulle balle anche a sè stessa. Si trovi un lavoretto decente, tipo 'fruttivendola', e si tolga di torno.

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  • steacanessa

    02 Novembre 2016 - 10:10

    Quanta presunzione in un cranietto vuoto!

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  • cane sciolto

    01 Novembre 2016 - 23:11

    Questa ha scoperto l'acqua calda ma non ci ha detto di quanti gradi è! e da oltre quarantanni che ci sono grandi capannoni di pollame sono oltre quarantanni che la gente sanno cosa mangiano i polli cioè tanti antibiotici vedete i bambini il seno se è normale e se ho capito bene? le mestruazioni anticipate, purtroppo ce la miseria la gente non arriva a fine mese ed e l'unica soluzione al memento!

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