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Umberto Smaila: "Io fascista? Me ne frego: basta con i vecchi tabù"

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Umberto Smaila

Un mito degli anni '80, da Colpo Grosso e fino alla Costa Smeralda, dai medley a squarciagola, a Fininvest e alle feste glitterate. Si parla di Umberto Smaila, icona di leggerezza, pronto a tornare al cinema dopo molti, molti anni. In sala, infatti, arriva 2017 Odissea nell'ospizio, e della pellicola, Smaila, ne parla in un'intervista a Il Tempo. "Dopo 35 anni ci siamo messi di nuovo a recitare. La regia è di Jerry Calà, la musiche sono mie. Al di là delle autocelebrazioni, sarà tutto molto divertente", sottolinea. Dunque, la trama: "Quattro amici che avevano un gruppo chiamato I Ratti si imbucano in una casa di riposo per sbarcare il lunario. Le vecchie liti, piano piano, vengono superate. Diciamo che è vagamente autobiografica... E c' è anche una chiave sociopolitica".

Interpellato su questo punto, Smaila spiega: "Sì, ci sono delle tensioni con dei rifugiati etiopi mandati lì dal comune, ma i quattro Ratti riescono a favorire l' integrazione. Certo - arriva la stoccata -, mi piacerebbe che tutti i migranti in Italia si comportassero bene come quelli del nostro film. Li abbiamo scelti etiopi perché provenienti da un' ex colonia italiana, ci saranno un po' di riferimenti sulla nostra storia". Anche riferimenti alla sua storia, quella personale? Già, perché la famiglia di Smaila ha subito l'esodo giuliano dalmata. "Sono esule friulano, figlio di esuli - risponde -. Il cugino di mio padre era un partigiano infoibato alla fine della Guerra. I titino lo hanno buttato nella buca, come tanti altri. Mia madre sta per fare 91 anni ed è ancora attivissima nell'associazionismo. Anch'io ho sempre partecipato alle giornate del Ricordo, a Verona". Dunque, Umberto attacca: "Foibe, esodo: tutto è stato cancellato per decenni, fino a qualche anno fa anche se è stato un recupero tardivo. Prima era tabù".

Dunque gli chiedono perché, a suo parere, si trattasse di un tabù: "Anche oggi si viene tacciati di fascismo se non di nazismo se uno osa parlare dell'invasione titina e della svendita da parte del governo, e degli alleati, delle nostre terre dove, è bene ricordarlo, si parlavano il veneto e l'italiano". Parole tostissime, alle quali aggiunge che "i croati dicono che sono loro terre, la storia in segna altro". Ma non ha forse paura di essere etichettato come fascista? Tranchant la risposta: "Ma che mi frega, lo facessero pure. Oggi possono dirti qualsiasi cosa, specie sui social network. Dico delle cose vere, questo per me è l'unica cosa che conta".

Uno Smaila politico, dunque, che non nasconde del tutto le sue simpatie. Quando gli ricordano che nell'ambiente dello spettacolo e al suo Smaila's ci sono molti, anzi moltissimi, vip di sinistra, lui sottolinea: "Sì, certo, ma soprattutto gli artisti, che sono tutti di sinistra, come i miei amici Abatantuono, Chiambretti, Finardi... Uh, quanti ce ne sono". Però quando gli chiedono se sono tutti di sinistra tranne lui, Smaila risponde, sornione: "Ma destra e sinistra sono termini superati. Secondo me non lo sanno più neanche i politici da che parte stanno".

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Commenti all'articolo

  • Andi50

    20 Marzo 2017 - 16:04

    Smaila: un grande!

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  • filen

    filen

    20 Marzo 2017 - 16:04

    Infatti l unica cosa che sanno bene i nostri politici è dove tira il vento buono per accaparrarsi la sedia in parlamento

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  • marcadabollo

    20 Marzo 2017 - 16:04

    Vai Smaila! Dagli una pedata alla presidenta che oramai ha stancato un bel po di italiani !

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