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Intervista a Libero

Gianluigi Nuzzi: "Concederei una super perizia a Massimo Bossetti"

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Gianluigi Nuzzi: "Concederei una super perizia a  Massimo Bossetti"

Lunedì ci sarà la sentenza d' appello sul caso Bossetti. Un processo al quale ormai l' attenzione mediatica ci ha, in qualche modo, abituati. Così, la morte della piccola Yara Gambirasio è entrata a far parte di quel ventaglio di delitti perfettamente sbagliati dei quali discutiamo. Ancora e spesso.
Per l' occasione, Gianluigi Nuzzi con il suo Quarto Grado seguirà in diretta la sentenza in quella che si preannuncia come una "puntata evento".
Ci saranno anche giornalisti collegati dal Tribunale.

Una sorta di #Maratonanuzzi?
«Più che altro una maratona giustizia. Che in Italia è troppe volte emotiva. E la conseguenza sono sentenze rase al suolo in Cassazione quando non addirittura dalla Corte Europea. Il che è umiliante per il nostro Paese, troppo spesso sanzionato sul suo tallone d' Achille: la giustizia appunto. Quindi faremo una puntata evento sul caso che negli ultimi anni più ha diviso l' opinione pubblica».

Lei che idea si è fatto?
«Spero che il Tribunale conceda una super perizia a Bossetti. In uno Stato di diritto, un ulteriore accertamento si dovrebbe fare».

Poi, anche Quarto Grado andrà un po' in vacanza. Un bilancio fino a qui?
«È stata una gran bella stagione, col record assoluto di ascolti del prime time di rete 4 con oltre il 7%, e picchi di 2 milioni e mezzo di spettatori. È un risultato di squadra. Sono soddisfatto anche perché la contro programmazione il venerdì è fortissima: ciò significa che la gente ci sceglie. In più, spesso i telespettatori stanno dalla nostra parte».

In che senso?
«Alessia della Pia, uccisa nell' androne di casa il 6 giugno 2015: il suo fidanzato era scappato in Tunisia e rimasto fuori da qualunque indagine. Noi ne abbiamo parlato e dopo poco la Polizia lo ha arrestato. Oppure, Lidia Macchi: mostrammo una lettera anonima ricevuta dalla madre della ragazza, una nostra telespettatrice riconobbe la calligrafia di un suo ex fidanzato. Oggi è uno dei test di accusa contro di lui. Il nostro è diventato un giornalismo attivo».

Non si è stufato di fare nera, quindi?
«Quando una cosa mi richiede più forza, non mi stanco. La considero una nuova sfida.
Quando Mauro Crippa e Andrea Delogu -al vertice della comunicazione di Mediaset- mi hanno offerto, ormai 4 anni fa, di raccogliere questa sfida rimasi gratificato e contento. Ma la loro fu una grande intuizione perché io venivo dai libri sul Vaticano e declinarmi in una sfida sulla cronaca è stato un gesto di fiducia e professionalità».

Gli ospiti di nera vengono pagati?
«No, possono esserci dei rimborsi».

Federica Sciarelli potrebbe lasciare Chi l'ha visto. Cosa ne pensa?
«Sono garantista. E chi ha cercato di approfittare di questo momento per risolvere antichi mal di pancia, trovo abbia fatto una vigliaccata. Per fortuna la mia compagna non è un pm, avrei delle difficoltà antropologiche a conviverci (ride, ndr)».

Soffre Chi l'ha visto come competitor?
«È una corazzata che c' è da ben prima di noi. Quando riusciamo a turbarla coi nostri scoop ne sono solo contento. In generale, posso dire che non amo colleghi che quando seguono un caso di cronaca fanno di tutto per farlo in maniera monopolista».

E se la Rai dovesse contattarla per la conduzione di Chi l' ha visto, valuterebbe la possibilità di farlo?
«Ringrazierei della considerazione ma sto molto bene con Quarto grado, nella squadra di Videonews con Claudio Brachino, nella rete 4 si Sebastiano Lombardi. Vorrei far crescere ancora il programma».

Qualche novità per il prossimo anno?
«Sì, ne stiamo studiando con la curatrice Siria Magri che sento quasi più di mia moglie.
Ma non parlo mai delle cose finché non son pronte».

Cosa pensa rispetto alle carte che dalle Procure finiscono dritte sui giornali?
«Questo è un problema nato prima dell' uomo. È inevitabile che ci siano spifferi e fughe di notizie con la disponibilità degli atti per le parti in causa. I giornalisti che se ne lamentano dovrebbero cambiare mestiere».

La giustizia in Italia funziona, secondo lei?
«Non funziona, o meglio non si vuole che funzioni».
Si spieghi «Si mandano allo sbaraglio squadre di pm che sono il pronto soccorso per il Paese ma non l' ospedale. Bisognerebbe prima riformare i codici: civile e penale. E comunque: in un Paese dove esistono tre mafie e dove queste fanno punti importanti del pil è velleitario pensare che la giustizia possa funzionare».

Hanno appena chiuso La Gabbia e l' Arena. Si è fatto un' idea?
«Non conosco la questione di Massimo Giletti e non commento le cose a casa di altri.
Credo che Gianluigi Paragone continuerà e mi auguro che Cairo sappia valorizzarlo declinandolo in altro modo».

È stato a teatro con Pecunia: La via crucis di Papa Francesco. È soddisfatto?
«È stata una bellissima esperienza, abbiamo portato le contraddizioni vaticane su un palco e le persone hanno reagito in modo entusiasta. Abbiamo finito la tournee e stiamo fissando nuove date. Amo il teatro, lo considero la Cassazione della comunicazione: dice la verità».

Tv, stampa, teatro. Vista tutta la nera che ha seguito, potremmo aspettarci prima o poi la sceneggiatura per un film?
«Sarei più per una serie. I diritti dei miei tre libri sono stati comprati. Non è semplice portare i segreti vaticani in fiction, è un salto che spero possa rivelarsi vincente, soprattutto per chi ama i mosaici e i gialli».

Ha in programma un altro dei suoi libri inchiesta sulla Chiesa?
«Sì, sto raccogliendo materiale per il mio prossimo libro che andrà a completare i tasselli mancanti dei tre precedenti».

Qualcuno deve aver paura?
«Forse qualche mercante nel tempio, ormai ben nascosto agli occhi di Papa Francesco, potrebbe provare dell' imbarazzo».

Come valuta l' operato del Papa fin qui?
«Il mio bilancio dopo 4 anni è positivo. Bergoglio ha proseguito nella buona direzione di Benedetto XVI, Papa rivoluzionario che si è dimesso non sentendosi più all' altezza di un compito tanto importante. Lui e Francesco sono molto diversi, ma hanno interconnessioni superiori a quelle che le persone pensano. Francesco decide di agire sulla mentalità non solo nostra, ma anche dentro la Curia».

Però qualcosina lo ha sbagliato nelle nomine
«Credo che qualcuno abbia fatto un' opera scientifica per portare il Papa a fare nomine che poi si sarebbero rilevate sbagliate. E ciò è stato fatto per indebolire questo pontificato in favore di quell' anima nera curiale che da sempre è in contrasto coi Vangeli. Il Papa si basa su informazioni che arrivano, quindi forse qualcuno gliene ha date dolosamente di sbagliate».

Si è parlato della possibilità di candidare volti noti della tv in politica. Se Berlusconi glielo chiedesse, scenderebbe in campo?
«Non farò mai politica».

E perché?
«Non ho ambizioni politiche, nessuna aderenza, mi considero un apolide. Per me contano le persone più delle ideologie».

di Simona Voglino Levy

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Commenti all'articolo

  • patriziabellini

    17 Luglio 2017 - 17:05

    Se il materiale da analizzare per la ricerca del DNA fosse davvero esaurito, sarebbe una trovata degli avvocati per creare il "ragionevole dubbio", inoltre Bossetti, bugiardo patologico" come la mamma, che è diventata la barzelletta d'Italia per la sfrontatezza non confesserà mai, forte anche lui di questa imprecisione sul DNA

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  • wilegio

    wilegio

    17 Luglio 2017 - 16:04

    Bravo nuzzi! Quel poveraccio lo hanno condannato sulla base di prove indiziarie, molte delle quali costruite ad arte, come la foto ritoccata del furgone. In uno stato serio, il processo sarebbe già stato annullato da un pezzo, ma qui comanda l'opinione pubblica giustizialista che vuole un colpevole a tutti i costi, oltre alla necessità di salvare gli inquirenti da una figuraccia cosmica.

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  • Tiberio1

    17 Luglio 2017 - 14:02

    La concederebbe per poterci fare una puntata del suo talk show in più, oppure per sincero desiderio di giustizia? Spero il secondo motivo, primariamente

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