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Scivolone sulla trasparenza

Solo 4 ministri pubblicano il 730
E sono pure incompleti

Letta, Moavero Milanesi, Cancellieri e De Girolamo sono gli unici ad aver ottemperato alla legge, seppur con qualche dato mancante. Gli altri fanno finta di nulla...

Solo 4 ministri pubblicano il 730
E sono pure incompleti

Enrico Letta, Enzo Moavero Milanesi, Anna Maria Cancellieri e Nunzia De Girolamo: sono loro i fantastici quattro. Gli unici ad avere pubblicato il proprio 730 online. Purtroppo, però, neanche nel loro caso si può parlare di ministri promossi. Al massimo sono rimandati a settembre. Infatti se gli  altri 15 hanno del tutto ignorato (fino adesso) il decreto trasparenza entrato in vigore lo scorso 20 aprile, questi quattro hanno comunque dato risposte parziali e «insoddisfacenti», stando al decreto legge passato il 14 marzo scorso. Perché il provvedimento prevede, entro tre mesi dalla nomina, che ministri, viceministri, sottosegretari, sindaci, consiglieri, assessori, presidenti di regione e province  pubblichino la dichiarazione dei redditi, i compensi connessi alla carica e la situazione patrimoniale propria e dei parenti entro il secondo grado (cioè del coniuge, dei genitori, dei figli, dei nipoti e dei fratelli, se questi sono d’accordo, o va dichiarato). 

L’obiettivo del decreto, vale la pena ricordare, è quello di consentire ai cittadini di conoscere e controllare le attività delle amministrazioni, la loro efficienza e imparzialità. Altrimenti interverrà la Corte dei Conti, che il 30 aprile di ogni anno avrà il compito di infliggere sanzioni fino a 51.545 euro alle Pubbliche amministrazioni inadempienti. C’è ancora quasi un mese di tempo, per pubblicare o  integrare i redditi già messi online. Di tutte le mancanze quella che salta maggiormente all’occhio è l’assoluta disattenzione del ministro più vicino a questo decreto, Gianpiero D’Alia, del dicastero per la Semplificazione alla Pubblica amministrazione, che sul sito ha messo solo il curriculum. Coloro che hanno aderito alle direttive del decreto, per ora hanno messo sul sito solo informazioni parziali: per lo più solo la propria dichiarazione dei redditi, evitando di rendere pubblica quella del coniuge e degli altri parenti. Letta, si legge, nel 2012 ha guadagnato 142.696 euro,  Moavero Milanesi dichiara invece 199.788,25 euro. La De Girolamo ne ha guadagnati 124.714, infine per la Cancellieri si parla di  183.084 euro.

di Roberta Catania
@RobCatania

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Commenti all'articolo

  • packy52

    08 Luglio 2013 - 12:12

    a me del loro reddito me ne frga un tubo !!! pubblicate i redditi degli stipendiati medi italiani !!! non superano i 1500 euro che grazie alla speculazione della concommercio di billè sul cambio euro / lira adesso valgono un milione e mezzo !!! siamo tornati indietro di oltre vent'anni con un potere d'acquisto più che dimezzato !!la crisi nasce da questo !! ripristinate il cambio con un bel decreto notturno e vedrete che ripristinato il potered'acquisto si ripristineranno anche i consumi interni uscendo così dalla recessione !!!!

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  • Janses68

    08 Luglio 2013 - 10:10

    Questo atteggiamento del non fare ,mi fa' incazzare... Spero che nel prossimo mese da 4 passino a mooolti di piu', altrimenti hanno qualche merendina nascosta...

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  • ottina

    07 Luglio 2013 - 13:01

    Il non aver pubblicato i loro redditi è una sciocchezza rispetto al fatto di aver disatteso quanto i cittadini hanno loro richiesto tramite referendum stravinti del tipo finanziamento pubblico ai partiti oppure responsabilità civile dei giudici. E' inutile che ora i radicali siano nuovamente in ballo con la raccolta delle firme per indirne altri ai quali è già stata data ampia risposta, quella nuova potrebbe solo migliorare l'oltre 90% a suo tempo suffragato. Piuttosto codesti SCHIFOSI dovrebbero vergognarsi nel chiedere sempre a noi nuovi balzelli dopo aver disatteso le nostre sacrosante richieste. Siamo noi quelli che devono stabilire i loro stipendi e non loro stabilire quanto dobbiamo pagare di tasse per fare stare loro sempre meglio. A quando una rivolta fiscale? L'unico metodo che servirebbe veramente per farli schiattare!

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  • ottina

    07 Luglio 2013 - 13:01

    Il non aver pubblicato i loro redditi è una sciocchezza rispetto al fatto di aver disatteso quanto i cittadini hanno loro richiesto tramite referendum stravinti del tipo finanziamento pubblico ai partiti oppure responsabilità civile dei giudici. E' inutile che ora i radicali siano nuovamente in ballo con la raccolta delle firme per indirne altri ai quali è già stata data ampia risposta, quella nuova potrebbe solo migliorare l'oltre 90% a suo tempo suffragato. Piuttosto codesti SCHIFOSI dovrebbero vergognarsi nel chiedere sempre a noi nuovi balzelli dopo aver disatteso le nostre sacrosante richieste. Siamo noi quelli che devono stabilire i loro stipendi e non loro stabilire quanto dobbiamo pagare di tasse per fare stare loro sempre meglio. A quando una rivolta fiscale? L'unico metodo che servirebbe veramente per farli schiattare!

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