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Il futuro del Pd

Quirinale, Renzi al bivio:
la tentazione anti-Giorgio
potrebbe costargli cara

Prendere la tessera numero uno del partito degli sfascisti non conviene al sindaco di Firenze, meglio indossare gli abiti del corazziere democratico

Matteo Renzi

Matteo Renzi

Al di là dello spiraglio sulla grazia aperto da Giorgio Napolitano per Silvio Berlusconi, che comunque viene superato dal Pd puntando sulla via parlamentare dell'applicazione della legge Severino sull'incandidabilità, c'è un passaggio della dichiarazione del capo dello Stato cui i dem guardano con attenzione: è quello in cui afferma che "fatale sarebbe una crisi del governo", perchè porterebbe "instabilità e incertezza". Un passaggio che rassicura i filo-governativi, ma non i democrat 'malpancisti' nei confronti delle larghe intese, che poco gradiscono la 'blindatura' del governo Letta e la conseguente chiusura a soluzioni alternative, a partire dal voto: "Napolitano salva la sua creatura", ha commenta ieri a caldo uno di loro. In questo contesto sarà importante vedere come si muove Matteo Renzi. Claudio Cerasa oggi sul Foglio tratteggia le strade che il sindaco di Firenze, segretario in pectore del Pd e possibile candidato premier, si trova di fronte. Renzi potrebbe essere tentato, per accelerare la caduta del governo, "dall'intestarsi la guida di quel partito che intravede nell'argine di Napolitano e nella declinazione del suo principio della realtà un pericoloso ostacolo sul proprio itinerario". L'altra strada, quella che in molti gli stanno suggerendo, è quella di iscriversi al partito di Napolitano e costruire in sintonia con il Re della Repubblica il suo personale percorso politico. Altre strade, per Cerasa, non si vedono: "Il sindaco, se sarà abile a muoversi nei prossimi mesi a leggere con intelligenza con intelligenza la nota di ieri del Quirinale, capirà presta che la sua forza futura sta tutta lì: nell'indossare con intelligenza gli abiti del corazziere democratico e fare di tutto per convincere il paese che Renzi, nonostante una certa confidenza con le ruspe, non ha alcuna intenzione di predere la tessera numero uno del partito degli sfascisti".

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Commenti all'articolo

  • thankspeter

    14 Agosto 2013 - 18:06

    Con l'attuale sistema istituzionale, con la società regolata dalle attuali leggi, il voto è diventato pleonastico. Vincesse ben MANDRAKE IL MAGO, non cambierebbe nulla: gli ingranaggi sono ormai grippati e la macchina Italia è ferma. Le smodate contrapposizioni SUPER EGOISTICHE ed il soffocamento delle iniziative libertarie fuori dal pensiero unico hanno esaurito ogni lubrificante.

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  • agostino.vaccara

    14 Agosto 2013 - 14:02

    come ci siano ancora persone convinte che renzi potrebbe vincere le eventuali prossime elezioni alla grande attingendo ai voti del Pdl! Se avesse vinto le primarie farlocche contro bersani, forse,lo avrebbe potuto fare. C'era molta gente che aveva creduto in lui e nella sua capacità e volontà di rinnovare questo Pd allo sbando! Ormai le cose sono diverse. Non credo proprio che ci sia qualcuno che ha votato per il Pdl che voterebbe per renzi. Si è troppo compromesso con la sua ambizione smodata di arrivare ad ogni costo, anche contro questo Governo di Letta, ad essere il leader del Pd. Il problema è questo: essere il leader dell'attuale Pd non significa essere il leader che vorrebbero gli italiani ma solo una stretta parte degli italiani. Io sono sicuro che se si andasse a nuove elezioni con renzi candidato leader del Csx, riuscirebbe a prendere tutti i voti del Csx ma nessun voto di altre formazioni politiche.In parole povere: il solito 25%.

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  • spalella

    14 Agosto 2013 - 13:01

    è VOMITEVOLE pensare ad un nuovo partito politico, ma è ancor più vomitevole dover subire Pd e Pdl. Le chanches di renzi sono, però, solo in un partito privo della monnezza ex-comunista del Pd, sia di burocrati che di elettori con la sola 5^ elementare.

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