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David Parenzo, intervista a Libero: "Chi sono i miserabili con cui non andrei mai a cena"

Leonardo Filomeno
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"Il governo Centrodestra-M5s si farà. Con Salvini agli Interni e Di Maio vice premier e agli Esteri. Ha dimostrato di conoscere alla perfezione tutte le capitali del mondo. E, soprattutto, il congiuntivo. L'inglese lo agevolerà parecchio".

David Parenzo, questo è sadismo puro.  
"Macché sadismo. Lo vedrei bene nei centri per l'impiego, quelli che vorrebbe abolire. Una volta rimessi a posto, sarebbe perfetto per dirigerli (sghignazza, ndr)".
Proviamo ad avvicinarci ad uno scenario tra il verosimile ed il probabile.  
"La vite di congiunzione tra i dioscuri Di Maio e Salvini potrebbe essere Giovanni Maria Flick, in veste di premier. Un personaggio terzo, di garanzia, una testa di legno. Perfetto per contenere i due 'populisti', che farebbero da vice. Forza Italia sarà della partita per forza. Con almeno 3 ministri".
Il passo di lato del Cav per i pentastellati è un'ossessione. 
"Salvini non può mollare un'alleanza storica per un capriccio della primadonna Di Maio. Berlusconi merita ancora una centralità. Ha il merito, finita la DC, di aver creato un centrodestra di cui resta il grande federatore. Ha provato a dar vita ad una destra europea, portando quella di stampo radicale nelle istituzioni. E' il capo di un partito che tiene il baricentro della coalizione di centrodestra ancorata al centro".
Non è che su Silvio ti stai ricredendo? 
"Non direi. Ma Bernini, Gelmini, Carfagna e Tajani sono gente per bene, col polso delle istituzioni. Il rinnovamento generazionale e di genere di FI lo reputo interessante. Se non ci fosse Berlusconi, l'asse sarebbe Salvini-Meloni".
La Casellati è una berlusconiana col turbo.
"È di Padova, per puro campanilismo non posso che elogiarla. Anche lei è una persona per bene. Chi se ne frega di ciò che diceva su Ruby. Questo le impedirebbe di presiedere il Senato della Repubblica o di accettare eventuali incarichi da Mattarella? Siamo seri...".
 Ogni potenziale scenario scontenta qualcuno. 
"Soprattutto, scontenta l'elettorato populista e radicale della Lega e dei 5 Stelle, allergico ad accordi e compromessi. Gli unici che devono stare fuori dai giochi sono quelli del PD. Una delle poche cose che ha azzeccato Renzi è dire che devono stare all'opposizione".
Renzi è fallito o torna? 
"Quell'ottimismo di maniera faceva a cazzotti con la realtà e i problemi degli italiani, che lo hanno bastonato. Continuamente sovraesposto, è stato un bulimico della parola, delle promesse, del voler fare troppe cose. Della difesa estrema della Boschi. Si è ubriacato del 40% delle europee ed ha fatto tabula rasa di tutto e tutti. La colpa più grave resta quella di aver definito inutili i corpi intermedi come Sindacati e Confindustria. Gesto fuori dalla storia della sinistra".
Lo scenario perfetto per te? Chi potrebbe fare qualcosa di buono?  
"Carlo Calenda. Serio, rigoroso, pragmatico, pregi che Renzi non aveva. Sarebbe perfetto per il momento che stiamo vivendo. Da ministro dello sviluppo economico, ha gestito con una visione politica partite industriali importanti. Oppure è meglio che resti Paolo Gentiloni e faccia una legge elettorale con premio di maggioranza, per tornare al voto".
Lo ha auspicato pure Di Maio. 
"Il leader maximo Di Maio auspica qualunque cosa. Questi furboni sono cresciuti col vaffanculo. Hanno fatto gli indignati speciali per anni. Prima erano tutti ladri maledetti e dicevano di voler aprire il parlamento come una scatola di sardine. Oggi si ritrovano un Giggino più democristiano di Rumor. Un democristiano 4.0. Cerca invano di fare il politico, ma è solo un furbone. Mi verrebbe da abbracciarlo e stringerlo forte. Hai presente il bambino che piange ma devi coccolarlo e dargli sicurezza perché adesso, dopo aver promesso qualsiasi cosa, son cazzi? Sembra che il rinnovamento passi da questi signori che vanno a piedi da Montecitorio al Quirinale. Questa era la grande rivoluzione pentastellata? Ma ci siamo rincoglioniti?".
Almeno su Di Maio con Feltri sei d'accordo. E su Salvini?  
"Non l'ho mai ritenuto il male assoluto. Nutro per lui grande rispetto, simpatia ed amicizia. È lontano anni luce dal mio pensiero, ma resta un politico capace, con un cursus honorum indistruttibile. Uno in grado di far diventare la Lega un partito determinante. Eversivi non lo sono mai stati. E tante regioni le governano bene".
Di questa Italia a trazione grillina che pensi?
"Il Sud li ha votati perché disprezza la classe politica locale, è stato un voto contro. Quel 32% deriva dalla promessa del reddito di cittadinanza".
Non è che alla fine hai votato Silvio?  
"Non ti dirò mai per chi ho votato, agli italiani non interessa (dribbla a livelli astrali, ndr)".
L'amico Cruciani per chi ha votato? 
"Immagino 5 Stelle e Lega. È un agente del caos, come il Joker di Batman. Ama l'ingovernabilità, il casino. Da persona libera e non ideologizzata qual è, lo rivendica".
L'opaco Mattarella starà impazzendo.
"Macché opaco, è coloratissimo. È un totus politucus, lucidissimo. Parla poco ma è tagliente, clamoroso, efficace".
"Viva Monti" però è troppo.  
"Viva Monti, Amato, Ciampi, Dini... Hanno fatto riforme strutturali, poi annacquate dai governi dalle promesse impossibili, gente che non si è mai presa la responsabilità di gesti impopolari. I tecnici ci hanno salvato".
Oddio.  
"Non ci hanno portato sulla strada della Grecia, questo è certo".
David, La Zanzara come va? 
"Meno sesso, meno trans, prostitute e camionisti al telefono. Qualche dettaglio anatomico in meno non guasterebbe affatto".
 Sembrano ragionamenti liberi, meno scandalosi della D'Urso e dei drammi televisivi.   
"Non sono un bacchettone, non è doppia morale. Ma l'ascoltatore si stupirebbe di più se un giorno intervistassimo un intellettuale".
Non sei il primo ad evidenziare con un paradosso l'odierna passività italica.
"Oggi la buona educazione è controcorrente. Il gioco della Zanzara regge perché io vorrei fare il cenacolo della Treccani, Giuseppe il postribolo di periferia. È una crasi che vince".
Riappacificamento più cena da te offerta con Donato da Varese, Mauro da Mantova o Riccardo da Roma?  
"Mai con nessuno di questi miserabili. Piuttosto non mangio per un mese. Li reputo degli antipatici, degli idioti. Non potrebbero insegnare manco come andare al gabinetto (ride, ndr)".
Sono linfa vitale per il vostro circo.
"Se non chiamassero più, altri squilibrati mentali si farebbero vivi, non falliremmo mica. Certo, sono dei super mostri. Per quanto mi riguarda, bastano la persecuzioni sui social e le 3 ore di trasmissione, per cui almeno vengo pagato".
Al telefono dalla Zanzara che Italia filtra? "
Un Paese incazzato, pompato da una cattiva politica, dove il vaffa e la ruspa hanno alimentato i più bassi istinti. La Zanzara è una colonoscopia all'Italia. In onda senti i più esagitati, i rappresentanti di un malessere che c'è, ma se tutto il Paese fosse così, dovremmo davvero scappare altrove".
Chiamano tanti vegani, non è che la situazione sta sfuggendo loro di mano? 
"I matti li trovi ovunque. Io adoro formaggi e carne, chiaramente Kosher. Continuerò a gustarla con questo straordinario metodo che contestano. Ossia all'animale tagli la gola e recidi la carotide. Rispetto alla macellazione tradizionale, la bestia soffre di meno. E la carne è più buona, sana, controllata".
La Zanzara Parenzo a che punto si sente?  
"Sono grato a Giuseppe Cruciani per avermi fatto scoprire la bellezza della radio. Sto scrivendo un libro, che uscirà alla vigilia delle elezioni europee. Voglio fare uno spettacolo al teatro che si chiama Il Rabbino e la Zanzara, girare l'Italia e raccontare la Torah in modo grottesco e ironico. Sto coinvolgendo Shlomo Bekhor, un rabbino di Milano. Manca un produttore. Quanto al giornalismo, non mi sento uno 'arrivato'. In questo mestiere noi si arriva mai."

 

 

 

 


 

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