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Lettera a Concita De Gregorio su Repubblica: i miei nipoti entusiasti della nonna fascista

16 Maggio 2018

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Lettera a Concita De Gregorio su Repubblica: i miei nipoti entusiasti della nonna fascista

"Sono una Figlia della lupa di 82 anni. Sono stata allieva della Scuola Ermenegildo Pistelli di Roma - dalla I alla III elementare. Era la scuola Leader Nazionale del Fascismo". Inizia così la lettera a Concita De Gregorio pubblicata su Repubblica di una nonnina che ha vissuto il fascismo: "Tutti i film Luce sono stati girati lì. Ricordo tutto - anche i dettagli. Avevo pensato di scrivere almeno un libro, come testimonianza prima che fosse troppo tardi", "sarebbe dovuto essere ironico, amaro. Che errore!".

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Perché "a tavola, con i miei nipotini di 11/ 12 anni, ho cominciato a raccontare della militarizzazione dei bambini dai 5 anni. Le divise nel Sabato Fascista, il saluto fascista fra i capoclasse, con la fascia tricolore sul braccio, quando marciavano per tre, nei corridoi - ed i due capoclasse in testa, da soli. Il solenne alzabandiera del Sabato, e poi il canto degli Inni. Beh, catastrofe. I miei nipotini erano entusiasti. Tutto gli piaceva: la divisa, l' alzabandiera, l' inno. Avrebbero voluto esserci anche loro. Militarizzati". La De Gregorio resta senza parole: "Grazie a Maria Cristina", scrive. Punto. 

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Commenti all'articolo

  • xmagister

    16 Maggio 2018 - 17:05

    Io sono un "nipote" della Lupa, da genitori, parenti, amici che vissero allora, non uno che non ricordasse positivamente l'Italia del ventennio. Nessuno dei miei conoscenti fu iscritto al Partito ma tutti furono liberi di lavorare SENZA ostacoli "politici": chi ben lavorava non si vedeva sorpassato dal somaro di turno. C'era il rispetto delle istituzioni e delle persone. Diversamente da oggi.

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  • david71

    16 Maggio 2018 - 16:04

    " La De Gregorio resta senza parole: "Grazie a Maria Cristina", scrive. Punto" Guardate che non risponde mai. Non c'è speranza.

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  • arwen

    16 Maggio 2018 - 15:03

    E' la reazione umana al caos. La scuola italiana è un casino totale, al più un parcheggio dove posteggiare i figli mentre si va al lavoro, un lavoro spesso senza orari. Gli insegnanti validi sono pochissimi e devono lottare contro il sistema. I ragazzi percepiscono tutto questo e sono attratti da un mondo fatto di valori, ideali e ordine. Certo, forse l'ordine sbagliato, ma sempre meglio del nulla

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