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Parola al direttore

Vittorio Feltri contro Gad Lerner: "Il suo problema non è il Rolex, ma quel che pensa"

11 Luglio 2018

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Vittorio Feltri

Quattro chiacchiere in libertà tanto per mettere i puntini sulle «i». Un paio di giorni fa anche questo giornale, da cui sto facendo la predica, ha pubblicato una bischerata sesquipedale. Riguardava il mio amico Gad Lerner, il quale da un edificio di Portofino, località frequentata di norma da gente con reddito alto, ha arringato una esigua folla di astanti, dicendo che i migranti hanno il diritto di essere soccorsi in mare e noi abbiamo il dovere di farlo.

A parte il fatto che ciascuno può dire in libertà ciò che vuole, perfino delle bischerate, non capisco perché, a prescindere dai contenuti del discorso di Gad, i quotidiani - ripeto, incluso il mio - se la sono presa con il famoso opinionista e conduttore televisivo poiché aveva al polso un orologio pregiato, un Rolex d’acciaio. Lo hanno sfottuto perché egli, pur essendo di sinistra e amico dei profughi, esibiva un oggetto considerato di lusso.

Trovo che la critica a chi possiede un cronometro, bello ma non particolarmente costoso, sia un’idiozia quand’anche chi lo stringa all’avambraccio si proclami progressista. Dove è lo scandalo? Uno con i propri soldi ha facoltà di comprarsi ciò che vuole, e accusare Lerner di averne spesi per assicurarsi un Rolex pur essendo di sinistra è una operazione indegna, per cui mi scuso con lui dato che Libero si è accodato alla stampa più becera e conformista. Ciò non significa che io condivida le idee di questo signore ebreo: figuriamoci, non condivido quasi mai le mie. Soltanto mi sembra assurdo che qualcuno se la prenda con lui perché la pensa diversamente da quelli come me, con l’aggravante ridicola di un orologio.

Altro argomento di giornata. Vari fogli hanno riportato le polemiche esplose in Trentino e in Alto Adige sui lupi e sugli orsi, che rappresenterebbero una minaccia per chi abita sui monti. Ma quale minaccia? Allora siamo cretini, avendo acquistato questi animali all’estero, dalle nostre parti estinti, allo scopo di ripopolare le valli. Poi però, dopo che si sono ovviamente riprodotti, ci siamo accorti che per campare aggrediscono altre bestie in mancanza di alternative alimentari. E che dovrebbero fare, morire volontariamente di fame? Sennonché le popolazioni indigene adesso ambiscono a uccidere gli esseri importati in quanto combinano disastri tra capre e agnelli. Certamente, a noi dispiace che la natura sia una macelleria a cielo aperto, e che il più forte sbrani il più debole. Tuttavia non è colpa di nessuno se le cose stanno così. Ci dispiace ancor di più che i nuovi padroni delle montagne vengano fucilati dopo che siamo andati a comprarli giacché ne avevamo nostalgia.

Fa bene il ministro Costa a impedirle l’abbattimento difensivo. Noi dobbiamo solo proteggerci dalla nostra idiozia. Dobbiamo imparare a tenere sotto controllo la stupidità di cui siamo portatori insani.

di Vittorio Feltri

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Commenti all'articolo

  • l'osco

    12 Luglio 2018 - 08:08

    non sopporto Lerner ma non capisco il riferimento alla ebraicità del soggetto. Feltri, la vecchiaia ti ha dato alla testa?

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