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Facci: metodo Boffo contro Alfano e Lorenzin? Magari...

Il "metodo" bisogna meritarselo: il punto è che sul vicepremier e sul ministro della Salute c'è poco da scoprire

Filippo Facci

Facci visto da Vasinca

Leggere che i ministri Alfano o Lorenzin paventino un «metodo Boffo», sinceramente, fa un po' sorridere. Quali torbidi segreti volete che nascondano? Il metodo Boffo è l'estrapolazione a freddo  di retroscena d'accatto, è un ripescare notizie vecchie per rimetterle a modello secondo circostanza. Se le notizie sono vere, si può anche fare; se le notizie sono false o ingannatorie (capita con le cartacce giudiziarie) invece non si può fare, ed è giusto parlare di «macchina del fango». Il punto è che il metodo Boffo occorre meritarselo. Da Giulio Cesare in poi - che prosperò grazie alle scorribande di Crasso - fare politica significa sporcarsi le mani, scendere a patti con le miserie umane, mantenere una grandiosa ambivalenza che non scivoli per forza nell'illecito: ma che spesso ha un lato oscuro. Ce l'ha ricordato il film di Spielberg su Lincoln, che comprò parte dei voti che posero fine alla schiavitù. Anche in Italia, scendendo di livello, dal Dopoguerra in poi non c'è grande o medio politico che non sarebbe stato passabile di metodo Boffo: perché a parte gente come Dossetti (che prese i voti, quelli ecclesiastici) la politica resta un'arte da figli di buona donna, dotati della malizia necessaria a procacciarsi il consenso e l'elezione. Alfano e la Lorenzin,  che conosco e stimo, sono bravissime persone e dei nominati. Non c'è granché da scoprire su di loro: e, in parte, siamo al problema.

Filippo Facci 

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Commenti all'articolo

  • nick2

    12 Novembre 2013 - 19:07

    Sicuro, Facci? C’è tanto di fotografia che lo ritrae mentre abbraccia e bacia il boss mafioso Croce Napoli, al matrimonio della figlia, nel 96, quando Alfano era appena stato eletto deputato regionale. C’è poi la testimonianza di Ignazio Gagliardo, pentito di mafia, che sostiene che il padre di Alfano abbia chiesto voti per il figlio a Giovanni Alongi, boss della famiglia mafiosa di Aragona. C’è la sua folgorante ascesa politica, che desta qualche sospetto. Certo, né il racconto di un pentito, né tantomeno un bacio dato ad un boss dimostrano collusione fra Alfano e Cosa nostra, ma di materiale a disposizione dei due Bravi del Gran Puttaniere, Nosferatu e Mentone ce n’è, eccome! E sono sicuro che non esiteranno a pubblicarlo, non appena il loro padrone glielo ordinerà!

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  • spadino65

    12 Novembre 2013 - 18:06

    Lei evidentemente è superiore a certi personaggi....la vedo bene con certi calibri tipo la Mussolini la Polverini Verdini Bondi Gasparri Gelmini e compagnia bella...mi raccomando, come i carabinieri "fedeli nei secoli" la ricorderanno come uno che non ha mai messo la sua penna in vendita.....

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  • fossog

    12 Novembre 2013 - 16:04

    facciamoli diventare prima e seconda carica dello stato, e buttiamo nel cesso gli attuali.... se poi e ne trovasse un'altro, di politico normale, lo si ponga alla terza carica di questo stato di ladri e di ignoranti.... Un problema però rimane sempre e cioè : LA CAPACITA' PERSONALE. Come stanno, quanto a cervello e capacità, queste persone ?

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