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Il retroscena

La telefonata a Silvio prima di dimettersi
Ecco cosa farà De Girolamo dopo le dimissioni

La telefonata a Silvio prima di dimettersi
Ecco cosa farà De Girolamo dopo le dimissioni

"Ma non vedi come ti trattano? Non dovresti stare con loro un minuto di più". Silvio Berlusconi è uno che le cose non se le tiene dentro, le dice chiaramente. Di fronte al comportamento del premier Letta e dei suoi ministri, nonostante Nunzia lo abbia abbandonato in favore di Alfano, si è preoccupato di farle sentire la sua vicinanza. La De Girolamo, travolta dal ciclone Asl, ha trovato nel Cav un amico magnanimo pronto a spalancarle le porte di Forza Italia nonostante lei lo abbia abbandonato per fondare con Angelino Alfano il Nuovo Centrodestra. 

La telefonata - "Le porte del nostro partito sono sempre aperte per te", le avrebbe detto Berlusconi al telefono quando Nunzia lo ha chiamato nelle immediate ore che hanno preceduto l'annuncio delle dimissioni. Dimissioni che però sono state tutt'altro che un fulmine a ciel sereno. Come aveva anticipato il quotidiano Libero Nunzia De Girolamo si sarebbe dimessa prima della mozione di sfiducia calendarizzata per il 4 febbraio e prima del rimpasto di governo. Così è stato. Venerdì scorso, l'ultima volta che è stata vista in Parlamento (c'era il voto sul decreto Imu-Bankitalia) è stata tutto il tempo con le amiche di Forza Italia, Annagrazia Calabria e Gabriella Giammanco. Con loro, secondo il retroscena di Carmelo Lopapa su Repubblica, si sarebbe sfogata confidando la voglia di tornare tra i banchi da semplice deputato, "ma tra volti amici". Comunque, se passaggio in Forza Italia ci sarà, avverrà con una tappa nel gruppo misto. 

L'interim a Letta - Da parte sua Angelino Alfano non ci crede. Oggi nell'intervista rilasciata a Repubblica il vice premier spende parole di stima per la collega: "Con le dimissioni di Nunzia De Girolamo il governo ne esce indebolito". "Le ho detto che non condividevo le sue dimissioni e ho provato, invano, a trattenerla", racconta Alfano. "Ma ha la testa dura, ha insistito ad andare avanti". Per il leader del Ncd l’ormai ex ministro dell’Agricoltura "in Parlamento si è difesa bene, ha usato parole chiare. Io - racconta - le ero seduto accanto e lo rifarei. Sono convinto che sia stata un bravo ministro e sia una persona appassionata e perbene". Il rapporto tra De Girolamo e il premier Letta secondo Alfano "è sempre stato molto solido e amichevole. Evidentemente - osserva infine - si aspettava un’attestazione più calorosa da parte del presidente del Consiglio". Enrico Letta ha accettato le dimisisoni e ha assunto l’interim del dicastero. Letta ha inoltre convocato per questo  pomeriggio a Palazzo Chigi i sottosegretari alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina e Giuseppe Castiglione. 

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Commenti all'articolo

  • UnModerato

    27 Gennaio 2014 - 21:09

    Se la Di Girolamo e la Lorenzin sono state messe in quei posti, l'unico responsabile è SB. Facevano infatti parte della compagine PDL del governo (al momento della sua formazione) e come sappiamo tutti, il padrone del PDL (ora FI) decide tutto.

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  • JamesCook

    27 Gennaio 2014 - 20:08

    Siamo tutti d'accordo se non avesse un sacco di grana, questo qui non se lo filerebbe nessuno! guardate la foto il baciamano con bava del lumacone ed occhi chiusi!

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  • binariciuto

    27 Gennaio 2014 - 18:06

    Francamente non capisco come dicasteri così importanti come quello dell'Agricoltura (ma anche della Sanità) vengano assegnati a sciacquette che, come in questo caso, non distinguono una pera da un mandarino. L'ultimo vero e grande ministro dell'Agricoltura è stato Zaia, prima e dopo di lui soltanto inesperte microfigure. Vi ricordate quell'individuo che firmò le famigerate quote-latte ignaro di quanto latte venisse prodotto e variamente consumato in Italia? Di G., a non rivederci.

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  • blu521

    27 Gennaio 2014 - 14:02

    Ha ragione. Ultimamente ha un'aria cosi affaticata e non me ne spiegavo la causa. L'eloquio incerto e la mancanza di logica del discorso adesso hanno una spiegazione

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