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Verso la stagione delle nomine pubbliche

Indagato mister Inps e già scattano gli avvoltoi

Mastrapasqua sotto inchiesta per i rimborsi gonfiati di una clinica. I partiti aprono già il dossier dei possibili sostituti

Antonio Mastrapasqua

Antonio Mastrapasqua

Cartelle cliniche truccate e fatture gonfiate per un giro di 85 milioni di euro. Il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, sarebbe indagato dalla Procura della Repubblica di Roma per presunti 14 milioni di rimborsi non dovuti ma richiesti comunque alla Regione Lazio e di 71 milioni derivanti da un presunto «ingiusto vantaggio» conseguito dall’Ospedale  Israelitico, di cui Mastrapasqua è direttore generale, dal 2001 al 2013. Al vaglio degli inquirenti c’è anche la cessione all’Inps di una parte di questo credito «non esigibile», servita a sanare i conti della struttura romana. 

Il pluripoltronato Mastrapasqua - che governa da anni l’armata del SuperInps che nel 2013 ha erogato pensioni e trattamenti assistenziali per oltre 300 miliardi - non si scompone. Con una nota dell’Istituto puntualizza infatti «che l’inchiesta è stata avviata anche grazie all’impulso dato in passato dallo stesso Mastrapasqua e quindi ha proprio la finalità di far chiarezza ed individuare eventuali responsabili di condotte penalmente rilevanti».

L’indagine delle toghe romane, però, offre lo spunto per una riflessione più ampia sulle “poltrone” di peso della macchina pubblica e parastatale che tra maggio e la fine dell’anno andranno a rinnovo.  Mastrapasqua - in sella dal 2008 - dovrebbe restare al suo posto per portare a compimento la fusione Inps-Inpdap (che ha portato in dote 9 miliardi di buco della gestione pubblica). Certo se il bombardamento di inchieste e richieste politiche (di lasciare), dovesse farsi più pressante potrebbe anche tornare in ballo la poltronissima di Inps. Il che vuol dire controllare e concedere prestazioni, pensioni e poltroncine un po’ in tutta Italia. I Palazzi del potere non possono e non hanno mai sottovalutato l’importanza di governare gli enti previdenziali e da mesi si parla di un cambio della guardia. La Cisl di Raffaele Bonanni è ben piazzata nei consigli di amministrazione e di vigilanza. Così come anche la Cgil e la Uil. Ma i bene informati assicurano che l’attuale direttore generale, Mauro Nori, abbia ingaggiato da tempo un diplomatico braccio di ferro proprio con il presidente. Obiettivo? La malelingue ipotizzano una scalata interna di Nori, così come da via del Nazareno (sede del Pd), giungono voci di un pressante interessamento per la poltronissima (e le importanti declinazioni manageriali), dell’ente pubblico. Nel dossier nomine Inps - che tutti i grandi partiti custodiscono - viene anche proposta una rosa di pochi nomi. Per il Pd si vorrebbe un manager di giovane età, che abbia già ricoperto incarichi nel mondo previdenziale ma fuori dal circuito dei soliti boiardi. Si vedrà.

In verità cambi e rinnovi ai vertici in questa tornata di governissimo si intrecciano (e complicano) anche con il piano di privatizzazione del governo. E pure con i nuovi equilibri politici che dovranno tener conto dei renziani in grande ascesa. Tra aprile e maggio andranno a scadenza le cabine di regìa di Eni, Enel, Finmeccanica, Terna. Senza dimenticare la galassia delle partecipate e delle poltrone in Cda e nei consigli delle controllate. Un centinaio di poltronissime di peso e un migliaio di poltroncine (ben pagate) per piazzare qualche trombato della politica o qualche fedelissimo (a controllare e dirigere).

Il problema, questa volta, è che se i renziani spergiurano di volerne stare fuori, Matteo il fiorentino e i giovani piddini non potranno a lungo non sfogliare il manuale Cencelli della spartizione. Rischiano di stare sì al governo, ma di non avere in mano le leve e il controllo delle aziende. A Viale Mazzini sarebbe già partito il conto alla rovescia per i nuovi vertici (ma quel timer inizia dal giorno della nomina del nuovo).  Altra variabile il programma di privatizzazione. Se rafforza qualcuno degli attuali manager (continuità), al tempo stesso aumentando la quota in mano privata i grandi investitori reclameranno poltrone e poltroncine.

di Antonio Castro

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Commenti all'articolo

  • silvio47

    02 Febbraio 2014 - 10:10

    sono libero x una poltrona, tanto non ci vuole essere un genio, siamo in italia , dunque...

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  • rossella cascetta

    01 Febbraio 2014 - 08:08

    70 mln sono la cifra che serviva per far lavorare 1400 MEDICI FISCALI INPS PER 1 ANNO|||||| Solo che i MF producevano un guadagno per l'Inps, mentre Mastropasqua no.

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  • aifide

    27 Gennaio 2014 - 19:07

    Un anno di carcere per ciascuna carica oltre al sequestro di tutti i suoi averi! LADRO!

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  • blu521

    27 Gennaio 2014 - 14:02

    Un po' riduttivo, visto che ricopre 25 cariche e guadagna 1.200.000 all'anno. Uno mica può essere protetto da letta (zio) così, per gioco

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