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Movimento Cinque Stelle

Grillo ha vinto, ma cresce
la fronda interna al Movimento

Il comico genovese vieta ai militanti di parlare in tv. Putti, il candidato sindaco a Genova: "Grillo non è un leader"

Grillo ha vinto, ma cresce 
la fronda interna al Movimento

 

La fatwa per chi va in televisione, le "uscite" filoleghiste di Beppe sulla cittadinanza ai figli degli immigrati, i "candidati" calati dall'alto: Grillo adesso rischia il parricidio. Sta infatti aumentando, all'interno del Movimento Cinque Stelle, il numero di chi storce il naso. 

La deriva autoritaria del comico genovese non piace e a tentare di dargli una ridimensionata oggi è stato lo stesso Paolo Putti che i militanti non reputano un grillino doc, ma è stato scelto da Beppe in persona per la poltrona di sindaco a Genova. Il padre-padrone non ha gradito la sua particazione alla trasmissione Ballarò e Putti ci ha tenuto a prendere le distanze: "Grillo non è un leader ma una persona che ha messo a disposizione risorse e intuizioni e che fa da megafono al Movimento nelle città e in rete".

Ma se Putti risponde, altri preferiscono tacere e magari studiare le mosse da fare per arginare l'egocentrismo di Grillo che non ha esistato ad espellere il consigliere ferrarese Valentino Tavolazzi e scomunicare i frondisti che senza l'autorizzazione di Grillo si sono riuniti a Rimini per riflettere sui destini del movimento.

 

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