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La caduta dei lumbard

La Lega perde sette ballottaggi su sette

Da Meda a Palazzolo, il Carroccio non riesce a conquistare nessuna città

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La Lega perde sette ballottaggi su sette

Sette candidati al ballottaggio, nessun eletto: si chiude così, con una sconfitta piena, il secondo turno elettorale che vedeva la Lega Nord alla prova del voto tra Lombardia e Veneto, tradizionali serbatoi di preferenze per il Carroccio piagato dalle indagini e travolto dalle inchieste. In Lombardia, sconfitta netta a Senago (Mi), dove Riccardo Pase si ferma al 38,87% lasciando il Comune a Lucio Fois, candidato del centrosinistra; a Cantù (Co) si avvia a vincere la lista civica capitanata da Claudio Bizzozzero, con il 54% circa dei voti, contro il 'padano' Nicola Molteni. 

Clamorosa debacle - A Tradate (Va), il leghista Gianfranco Crosta raccoglie il 47,40% delle preferenze e cede il passo a Laura Fiorina Cavalotti, candidata del centrosinistra e nuovo primo cittadino con il 52,59% dei voti; completa il quadro della Lombardia Palazzolo sull'Oglio, nel bresciano, con il leghista Alessandro Sala (47,51%) sconfitto ancora una volta dal centrosinistra. Il quadro non è migliore nei due Comuni veneti al ballottaggio: a Thiene (Vi) trionfa Giovanni Battista Cesarotto, sostenuto da alcune liste civiche e dal Pd, mentre Maria Rita Busetti della Lega chiude al 40,49%. A San Giovanni Lupatoto (Vr) è testa a testa, ma alla fine Federico Valentini del centrosinistra vince con il 51,15% sul candidato leghista Fabrizio Zerman.

La beffa a Meda - Epilogo clamoroso, infine, nella corsa per l'elezione a sindaco nel comume di Meda (Monza e Brianza), uno dei sette dove la Lega correva con un proprio candidato al ballottaggio. Secondo i dati disponibili sul sito del comune di Meda, il candidato del centrosinistra, Gianni Caimi, ha battuto Giorgio Taveggia della Lega Nord, sindaco uscente, per un solo voto, 3867 a 3866. Tradotto in percentuale significa 50,01% a 49,99%. Fino a tre quarti dello spoglio Taveggia era in vantaggio di un centinaio di voti, poi sul filo di lana è avvenuto il sorpasso. Bassissima la percentuale dei votanti, solo il 43,59 per cento.

L'analisi - La debacle della Lega è sicuramente dovuta agli ultimi scandali. non lo nasconde Roberto Maroni, che dice: "I risultati delle elezioni amministrative non sono stati positivi. Abbiamo pagato un prezzo altissimo per le vicende che hanno coinvolto la Lega dal punto di vista mediatico-giudiziario negli ultimi tempi". L’ex ministro dell’Interno si riferisce soprattutto alla "notizia di tre giorni fa degli avvisi di garanzia a Umberto Bossi e suoi figli, che ha determinato un ulteriore allontanamento di consenso alla Lega". 

Il futuro dei lumbard - Ora, però, la Lega vuole e deve rialzarsi per cercare di recuperare tutto il consenso. E per farlo deve cominciare dai congressi, guardando al modello Verona. "Con questa sconfitta si conclude la traversata del deserto e si apre la stagione dei congressi, 1-2-3 giugno in Lombardia e Veneto, 30 giugno e 1 luglio congresso federale". 

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Commenti all'articolo

  • rossorosa52

    23 Maggio 2012 - 10:10

    Un'altra considerazione mi tocca fare, un vecchio proverbio racconta: "Sputi in cielo che in faccia ti viene". Come si fa a dire "Roma ladrona" e poi finire davanti ad un magistrato per aver sciupato i soldi del partito ??????????? Certo non vorrei essere nei panni di chi della lega ne faceva un ideale.Bye Bye

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  • fumino

    22 Maggio 2012 - 19:07

    la colpa non è delle operazioni mediatiche, ma delle operazioni degli esponenti leghisti che si son comportati ne più e ne meno come i peggiori rappresentanti della casta. ora sarà dura recuperare

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  • Leonardomazzoli

    22 Maggio 2012 - 16:04

    LADRI, se ci fosse giustizia sarebbe tutti in galera

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