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Vizio antico

La sudditanza che rovina la destra

Nel mondo politico e intellettuale conservatore c'è uno storico complesso di inferiorità verso la sinistra

La sudditanza che rovina la destra

 

Non c'è dubbio che nel mondo politico e intellettuale della cosiddetta "destra" esista (e sia nocivo) un complesso di inferiorità nei confronti della sinistra. Un complesso di inferiorità che cozza frontalmente contro l'allucinante "complesso di superiorità" esibito dalla sinistra italiana.

Cerchiamo di trovare insieme, quelli di sinistra e quelli di destra e quelli di centro, le due o tre verità che ci facciano sopravvivere oggi, nel tempo che ci è dato di vivere oggi, con i soldi che abbiamo oggi.

 

Leggi l'articolo di Giampiero Mughini su Libero di oggi, 30 maggio 2012

 

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Commenti all'articolo

  • lucianaza

    30 Maggio 2012 - 16:04

    verissimo quel che dice lei signor Mughini, ma bisogna anche dire che il partito comunista ci ha saputo fare, ha visto lungo sponsorizzando artisti più o meno validi, a destra invece ognuno pensa al suo proprio ortivcello di casa, non interessa il partito allargato; lo dico perchè vivo a Firenze e qui la destra non spende una lira per iniziative culturali volte a promuovere i propri iscritti, vuoi che siano artisti o artigian o iniziative tipo di mercatini amatoriali, sa quante volte ho proposto di combattere il mercato abusivo aoi mercatini amatorali? infinite volte, ma qui i politici si muovono solo per promuovere i loro libri!

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  • perfido

    30 Maggio 2012 - 14:02

    Le realtà storiche, restano sempre quelle degli anni in cui la Democrazia Cristiana, ha governato con la formula : D.C.-P.S.I.-P.S.D.I.-P.L.I.-P.R.I.. Quello lì, il capo dell'IDV, direbbe: e che c'azzecca. A quei tempi, il governo reggeva appena un anno, in media. Vi chiedete del perchè, il P.C.I. anche quando alle elezioni del '76, cedette ugualmente il passo e non schiacciò il piede sull'acceleratore, per il famoso sorpasso?. A che serviva se poi restava in bilico in Parlamento?. Allora, che si continui ad andare avanti con l'assegnazione, dei ministri di grazia e giustizia e dell'istruzione, a personaggi vicino al P.C.I. o, se vogliamo, (raccomandati dal P.C.I.). Il resto del commento, lo lascio a colui il quale, ha vissuto quegli anni avendo avuto esperienze tali da raccontarle. Es.: " io devo farmi raccomandare per mettermi alla pari del (già) raccomandato ". Ad oggi, cos'è cambiato?. Niente. Solo per questa motivazione, bisogna dire : " io non ci sto ". Saluti.

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