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Cocktail sul Colle

Nani, ballerine e trombati alla sobria festa del Quirinale

Il rinfresco doveva essere "minimal" in rispetto alle vittime del sisma in Emilia, ma il giardino era zeppo di attori, soubrette ed ex sottosegretari

Nani, ballerine e trombati alla sobria festa del Quirinale

 

Nel Quirinal party che la sera del primo giugno Giorgio Napolitano in persona ha voluto dedicare agli emiliani colpiti al sisma, non c’era una vittima del terremoto invitata. 

Fra le duemila persone selezionate dal protocollo del Quirinale forse gli unici veri terremotati scorsi fra la folla erano due: Carlo Malinconico e Andrea Zoppini, i sottosegretari sbalzati di poltrona grazie a un discreto movimento tellurico fatto registrare dalla scala Richter delle procure della Repubblica. Qualcuno degli ospiti delle seconde o terze fila della Repubblica, quelli che non avevano ben capito l’ordine di servizio sul party sobrio, dopo essersi lamentati per la fame e la scarsità di generi alimentari (Roma è piena di chi sbarca il lunario mettendo insieme buffet istituzionali), ha pensato che il vero simbolo dell’invitato d’onore alla festa - il terremoto - fosse lì a centro tavola in quelle forme sgarrupate. Ma sì, eccolo l’ospite d’onore del Quirinal party: il parmigiano reggiano, unico terremotato doc presente alla festa di Napolitano. Imbucato all’ultimo, e a dire il vero nemmeno proveniente da una delle aziende produttrici emiliane che con le due scosse lamentano almeno 150 milioni di danni. Sarebbe stato gesto nobile e simbolico fare salire sul Colle una di quelle forme spezzate e magari ancora non invecchiate al punto giusto che ora non possono essere più messe sul mercato. Sarebbe stato, ma non è avvenuto nella festa dove sobrietà a terremotati sono stati imbucati in extremis al solo scopo di celebrare un party che non avrebbe dovuto tenersi.

Ieri ho incontrato alcuni ospiti del Quirinal party indignati per la pubblicazione irriverente di cronache e foto dell’evento su Libero: «Ma come, si vedeva benissimo che era tutto ai minimi termini, sobrio come mai era stato». Ho fatto vedere loro alcune immagini da me stesso girate con una telecamerina (si trovano sul sito Internet di Libero, www.liberoquotidiano.it) sugli ospiti che uscivano non sempre agghindati con grande sobrietà. Risolini, commenti delle signore sulle scarpette sfoggiate e al momento sfuggite all’occhio, e poi di nuovo in difesa: «Ma sì, qualche eccezione esuberante ci sarà pure stata, suvvia non fate i moralisti, è evidente che a un ricevimento del Quirinale non si può andare vestiti di stracci». Figurarsi se vogliamo mettere in croce qualche signora variopinta o mise dal dubbio gusto. 

Il problema non è negli ospiti, ma di chi ha ospitato. Quel ricevimento al Quirinale per la festa della Repubblica ospiterebbe secondo il protocollo il «corpo diplomatico». Via via si è allargato un tantinello, ma comprendere per quale motivo nella lista degli invitati debbano esserci nani e ballerine, attori e attricette, guitti anche avanti negli anni e giovanissime e sexy accompagnatrici, è davvero difficile. 

Quando Oscar Luigi Scalfaro, a cui molte firme di Libero non hanno risparmiato davvero nulla, arrivò al Quirinale, diede un occhio alla situazione economica (quella del 1992-93 era assai simile a quella di questi mesi), e prese due decisioni: per la festa della Repubblica al posto della parata militare si sarebbe svolta una rapida cerimonia deponendo una corona all’Altare della Patria, e da quell’anno sarebbe stato annullato il pantagruelico ricevimento delle varie caste nei giardini del Quirinale. Quando Scalfaro decise la vera sobrietà, il palazzone del Colle aveva molti meno dipendenti di ora, e costava meno dalla metà. Sarebbe bastato a Napolitano guardare con umiltà quel precedente per cancellare nella situazione economica del paese 2012 sia il party che la parata senza nemmeno attendere di essere messo in imbarazzo per il terremoto dell’Emilia.

Il Capo dello Stato non lo ha fatto, evidentemente non avendo la stessa sensibilità di Scalfaro. Tenacemente ha voluto celebrare da re il suo ultimo party e la sua ultima parata, e ha condito il tutto con un’iniezione di ipocrisia che non ha eguali. L’apice è stato raggiunto la sera del Quirinal party, con il cartoncino distribuito ai duemila prescelti per l’ultima festa reale. Eccone il testo: «Gli ospiti sono invitati ad offrire un contributo in favore delle popolazioni colpite dal recente terremoto utilizzando il seguente conto corrente bancario intestato al Segretariato generale della presidenza della Repubblica: Iban IT69K0100503366000000000801 presso la Banca Nazionale del Lavoro. Causale: dagli invitati al ricevimento in Quirinale del 1 giugno ai terremotati del maggio 2012». Non so quanti verseranno un centesimo grazie a questa meravigliosa idea. Posso tranquillizzarli: quel conto corrente del segretariato del Quirinale alla Bnl ha caratteristiche e benefit assai simili a quello della Margherita che manovrava Luigi Lusi, ma le ultime quattro cifre dell’Iban sono abbastanza diverse da non rischiare la confusione. 

L’amarezza, quella sì, non può levarla nessuno. Quello Stato che è così assente in Emilia e dintorni, che nemmeno ha pensato - se proprio doveva celebrarlo - di trasferire a Reggio Emilia, città natale del tricolore il Quirinal party, non trova nulla di meglio del travestirla da festicciola di beneficienza. Lo Stato non fa nulla e quel poco che ha trovato è il ventesimo aumento della benzina in venti giorni (la pagheranno anche gli imprenditori e i trasportatori terremotati). Però si appella al buon cuore degli invitati alle sue festicciole di regime, credendosi improvvisamente una San Vincenzo. Che amarezza, che tristezza! E perfino un po’ di nostalgia di Scalfaro...

di Franco Bechis

 

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Commenti all'articolo

  • ariete84

    05 Giugno 2012 - 18:06

    un insopportabile ipocrita!

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  • enry

    05 Giugno 2012 - 18:06

    Per questi parassiti ci vorrebbe una rivoluzione e poi la ghigliottina in piazza in modo che la gente comune possa divertirsi, e nello stesso tempo fare un pò di pulizia

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  • bruno osti

    05 Giugno 2012 - 17:05

    e mentre loro sono sotto la tenda, tu cosa fai? vai a dormire anche tu in giardino sotto la pioggia, in tenda o in auto; vai alla Carithas per mangiare; fai tutto questo per solidarietà?

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  • bruno osti

    05 Giugno 2012 - 17:05

    e noi tutti speriamo che tu faccia qualche ripetizione serale di grammatica. 'azz...! ci ha pure messo l'apostrofo!!!!

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