Cerca

Spending review

Iva, niente aumento nel 2012. Ma dal 2013 salirà...

Confusione sui tagli, ma la nota positiva c'è: l'imposta sui consumi rimane congelata fino a gennaio. Quando i risparmi potrebbero non bastare per scongiurare la batostina al 22%

Sulla spending review il Governo di Mario Monti dà i numeri. Non solo sui soldi da risparmiare (4 o 5 o addirittura 6 miliardi di euro), ma anche sui settori del bilancio statale da aggredire: lunedì erano sei; ieri sono diventati sette. Segno evidente della confusione che regna nelle file dell’esecutivo sulla revisione della spesa pubblica. Del resto, quando si tratta di mettere a dieta un ministero o un comparto della pubblica amministrazione, le levate di scudi si sprecano. E in questo senso i tecnici e i professori di stanza a palazzo Chigi non sono diversi dai politici.

Tuttavia dal caos sui tagli, qualcosa di positivo pare che stia saltando fuori. A cominciare dall’obiettivo principale: evitare l’aumento dell’Iva messo in agenda a ottobre. Traguardo che il premier Monti dice di voler raggiungere  «senza tagliare con l’accetta». 

Lavoratori statali e sanità sono i due comparti più colpiti. Ma non solo. Nel menù dell’esecutivo ci sono tagli per tutti gli acquisti di beni e servizi, la riorganizzazione del patrimonio immobiliare dello Stato, la soppressione di alcuni enti statali e locali, la ridefinizione delle società partecipate, la riduzione delle consulenze. E poi via all’abolizione (parziale, con accorpamenti) delle province e stop alle tariffe dei servizi pubblici (luce, acqua, gas, trasporti). 

Obiettivi assai ambiziosi, quelli di Monti. Il tutto dovrebbe portare a risparmiare almeno 4,2 miliardi di euro. Cifra che, raggiunta, potrebbe scongiurare il giro di vite dell’imposta sui consumi dal 21% fino al 23%. L’aumento non scatterà nel 2012 e l’anno prossimo potrebbe essere dello 0,5%. Promesse, per ora.  

Adesso si tratta di capire se il pacchetto presentato ieri dal Governo andrà in porto. Alla Camera, frattanto, ieri è stato approvato il primo decreto legge sulla spending review (torna al Senato in terza lettura) quello con le linee guida e la nomina di Enrico Bondi, l’ex commissario Parmalat, a super consulente sforbiciatore di palazzo Chigi. Ecco una mappa, ricavata da una bozza sulla quale, però, in serata palazzo Chigi ha frenato: «Anticipazioni senza fondamento» si legge in una nota. Come dire che potrebbero esserci non poche sorprese. 

di Francesco De Dominicis

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog