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La spending review

Monti sgambetta le regioni: come cambia la Sanità

6 Luglio 2012

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Mario Monti

I piccoli ospedali verranno tagliati. Anzi no. Quindi la soluzione di compromesso: "Nessun taglio obbligato da Roma dei piccoli ospedali", ha spiegato al termine del Consiglio dei ministri il titolare del dicastero della Salute, Renato Balduzzi. Ma "le Regioni sono obbligate a razionalizzare la rete ospedaliera e verificare la funzionalità delle piccole strutture". Nel corso della lunga riunione del governo è prevalsa la linea di Balduzzi, ossia cassare il decreto che prevedeva la chiusura dei mini-ospedali con meno di 120 posti letto (circa 230 strutture) o con meno di 80 posti letto (circa 150). La misura è stata compensata da un ulteriore taglio alla spesa per i dispositivi medici (il tetto scende dal 5,2% attuale al 4,8% della spesa sanitaria).

Taglio di 18mila posti - Le Regioni, in ogni caso, dovranno riorganizzare la loro rete ospedaliera: viene introdotto l'obiettivo di raggiungere i 3,7 posti letto ogni 1.000 abitanti (comprensivi di 0,7 posti letto per mille abitanti per la riabilitazione e la lungodegenza) a fronte degli attuali 4. Fatti due conti, si tratta di un taglio di almeno 18mila posti per i ricoveri. Così tra chiusure, posti letto in meno, il risparmio sui farmaci e quelli per beni e servizi, la revisione sarà di 5 miliardi da qui al 2013. I governatori ritengono questi tagli "insopportabili" poiché mettono a rischio la natura stessa del servizio sanitario, e per questo motivo si appelleranno al Quirinale. 

Regioni in trincea - I più arrabbiati, facile da prevedere, sono i presidenti delle Regioni. Quello della Toscana Enrico Rossi spiega: "Sommando tutti i tagli la sforbiciata in un anno a regime, il 2014, ammonta a 10,5 miliardi", a fronte di "110 miliardi di spesa sanitaria complessiva". A incidere sul taglio del 10% c'è anche il tetto imposto alla spesa farmaceutica. Quello per i farmaci rimborsabili di "fascia A" passerebbe già nel 2012 dall'attuale 13,3% al 13,1% della spesa sanitaria e all'11,5% dal gennaio 2013. Per i farmaci ospedalieri la spesa è invece innalzata dal 2,4% al 3,2% dal 2013. Il 50% dell'eventuale differenza sarà a carico delle aziende farmaceutiche, l'altro 50% "delle sole Regioni nelle quali è superato il tetto di spesa regionale, in proporzione ai rispettivi disavanzi". 

Aziende sulle barricate - Proprio le aziende farmaceutiche subiranno dei contraccolpi. Previsto l'incremento dello sconto a carico dei farmacisti dall'1,82% al 3,65% e, per il 2012, per l'industria farmaceutica dall'1,83% al 6,5%. Riduzione dell'1% per il 2012 e del 2% dal 2013 sulle prestazioni mediche svolte in strutture private convenzionate. E taglio del 5% dei contratti in essere per la fornitura di beni e servizi. Le Asl avranno "l'obbligo di rinegoziazione dei contratti in caso di superamento significativo (20%) del prezzo di riferimento individuato dall'Osservatorio per i contratti pubblici".

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Commenti all'articolo

  • liberal1

    10 Luglio 2012 - 08:08

    non tagliare i letti ma i posti creati ad hoc dalla politica cioè persone che non avevano un lavoro e gli lo hanno creato appositamente e per di più con stipendi faraonici. questi sono i tagli prima di tutto i commissari e i direttori degli ospedali devono essere medici che sanno che cosa serve e i controlli delle spese li devono fare i finanzieri e i nas allora tutto funziona. Avete capito ritardati mentali Italiani? Voi vi domanderete perché tu che sei uno straniero? No sono uno che ragiona e non come quel 90% di Italiani che hanno studiato ed hanno preso il diploma o la laurea e credono che sanno tutto ma non sanno un cazzo e ci stanno portando alla rovina tutto parte dalla scuola signori miei dove insegnano solo cazzate ma sapete la carta igenica costa 3,00 euro come il pezzo di carta che sbandierate e siamomo ancora costretti e per fortuna ad essere governati da 70enni quelli prima del 1968 avete capito ora.

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  • franz1957

    07 Luglio 2012 - 15:03

    Concordo con te e aggiungo che il problema non è il Nord o il Sud ma tutti i politici italiani che si sono dimostrati incapaci, disonesti e costosissimi. L'effetto Monti sarà un boomerang, anzichè salvare l'immagine della politica,di fatto spazzerà via tutti coloro che lo sostengono

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  • doris

    07 Luglio 2012 - 07:07

    Intanto,per capirci,bisognebbe sapere,quali sono le regioni virtuose e quali hanno ricevuto soldi apioggia e li hanno sprecati.La mia ,la liguria, e' una regione di vecchi,me compresa,e vorrei sapere se dopo anni e anni di versamenti qualcuno si e' dato alla pazza gioia e ha sprecato tutti quei soldi........se poi vogliono che perdiamo il pimato e tiriamo le cuoia qualche anno prima ..non hanno che da taglare...tagliare...tagliare....

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