Cerca

Piano segreto

Napolitano, crisi a gennaio
per tirare la volata a Monti

Il Capo dello Stato vuole gestire la formazione del prossimo governo. Il suo settennato scade il 15 maggio e votare ad aprile sarebbe troppo tardi
Napolitano, crisi a gennaio
per tirare la volata a Monti

Napolitano ha un piano: sciogliere le Camere in un momento tra dicembre e febbraio. E arrivare a elezioni anticipate. Obiettivo: gestire lui dal Quirinale la formazione del governo che scaturirà dal risultato elettorale. Lo scrive oggi, in un lunghissimo articolo, Il Foglio di Giuliano Ferrara, citando fonti "ben informate" all'interno dei Palazzi. La deadline è il 15 maggio, data in cui il settennato scadrà e Re Giorgio dovrà scendere dal Colle.

Napolitano coltiverebbe questa strategia già da mesi. E il suo primo obiettivo, stando a quanto scrive Il Foglio, sarebbero state le elezioni a ottobre. Il presidente ci ha contato fino a metà luglio, quando Monti, passata la gloria del Consiglio europeo in cui fece piegare la testa ad Angela Merkel, si presentò (con le borse a picco e lo spread alle stelle) al Quirinale confessando di non avere altri strumenti per far abbassare la febbre ai mercati. E aggiungendo, come avrebbe riferito una fonte a Il Foglio, di essere disponibile a traghettare il paese verso elezioni una volta completati i decreti sulla spending review e sullo sviluppo. E' a quel punto che Napolitano si raccomanda coi partiti per un'accelerata sulla riforma elettorale. I Palazzi si surriscaldano, ma la manovra si infrange sulle riserve di Silvio Berlusconi, che non sa ancora con che partito andrebbe alle urne, e sui dubbi di Pierluigi Bersani circa la riforma elettorale. Ed è in quegli stessi giorni di luglio che il Quirinale viene investito dalla tempesta sulle intercettazioni e sulla trattativa Stato-mafia. E' convinzione in ambienti del Pd, scrive ancora Il Foglio, che dietro gli attacchi portati a Napolitano dai "nemici della grande coalizione" (Di Pietro, ll Fatto, Grillo) ci sarebbe l'obiettivo di togliere autorevolezza al Capo dello Stato, obbligandolo tra l'altro a mettersi sulla difensiva.

Napolitano, però, sarebbe ben lungi dal desistere dal suo piano: per il mondo politico sia di centrodestra che di centrosinistra, "è un dato acquisito - riferisce Il Foglio - che il presidente scioglierà le Camere tra dicembre e febbraio per poi gestire lui la formazione del nuovo governo prima della scadenza del settennato, lavorando per ridare l'incarico a Palazzo Chigi a Mario Monti". Qualsiasi sia, a quel punto, il sistema elettorale. Opzione alternativa, e forse addirittura preferita dallo stesso Napolitano, la speranza di ritrovarsi nel 2013 di fronte a una nuova maggioranza capace di garantire una forte continuità con questo governo attraverso la nomina di Monti a nuovo Capo dello Stato. A far da vigilante dalla cima del Colle come unico soggetto, secondo Napolitano, in grado di traghettare l'Italia lungo il sentiero della ripresa negli anni a venire. 

roma

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • gioch

    18 Agosto 2012 - 17:05

    Telefonata di Giorgio-loro al bocconiano:"Io ti do 280.000 euro l'anno,scorta e guardie del corpo per tutta la vita,ma ricordati di me appena possibile."Sarebbe bellissimo cancallarla.

    Report

    Rispondi

  • gioch

    18 Agosto 2012 - 16:04

    ...fanno vomitare.Per frank-rm:sospettavo qualcosa ed ora ho capito che rm sta per rompi-maroni.

    Report

    Rispondi

  • angelosterminatore

    18 Agosto 2012 - 15:03

    Una domanda : perchè dobbiamo sorbirci un comunista stalinista ? Risposta : perchè in 60 anni gli italiani non sono stati capaci di eliminare un cancro

    Report

    Rispondi

  • giovanni.deprosperis

    18 Agosto 2012 - 14:02

    il nostro caro amato re Giorgio in apparenza vuole essere normale, ma il suo cuore è sempre comunista !!!

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog