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Adozioni e nozze gay

Ma quale omofobia, Vendola
fa il furbo coi figli degli altri

Pietro Senaldi: il sondaggio "Affidereste un bimbo a Nichi" è un atto di libertà, non un insulto

Ma quale omofobia, Vendola
fa il furbo coi figli degli altri

 

di Pietro Senaldi

Ha destato scandalo presso Vendola&Friends il sondaggio apparso su «Liberoquotidiano.it», il sito web del nostro giornale. All’indomani dell’ennesimo outing in cui il governatore della Puglia affermava di sognare di sposare il suo giovane compagno Eddy in chiesa e di voler adottare con lui un bambino, ci siamo permessi di pubblicare la foto della coppia e corredarla con il quesito «Dareste loro un bambino?». Tanto è bastato per attirarci l’accusa da parte dello stesso Vendola di essere liberticidi e gli insulti dei suoi seguaci, che ci hanno classificato come omofobi e fascisti. 

Per la verità, non ci sentiamo né l’uno né l’altro. Vendola è un personaggio pubblico. Di più, è un politico in campagna elettorale. Da settimane si concede a quotidiani e periodici in interviste a 360° dove alla fine batte sempre sullo stesso chiodo: nozze e adozioni gay. I suoi non sono sfoghi personali ad amici né sofferenze dal sen fuggite ma interviste concordate e presumibilmente studiate a tavolino. Lui stesso ieri, sul quotidiano «Pubblico» che lo ha adottato politicamente ha scritto riguardo al suo manifesto desiderio di paternità che si «usa per parlare di politica, per rivendicare diritti interi ed uguali per tutti; se non ora, quando?».   Insomma, fa del suo orientamento sessuale e dei suoi desideri un manifesto politico. 

Raccogliere il suo grido di dolore, spiegare il suo programma e rilanciarlo sulla nostra pagina web sottoponendolo al giudizio dei lettori-elettori non è un atto liberticida è non è un attacco omofobo ma è un favore al candidato Vendola. Non è liberticida perché quello delle adozioni gay è un tema molto delicato, che non spacca solo gli italiani in generale e la sinistra in particolare, ma la stessa comunità omosessuale, dove la maggioranza è contraria. Nichi pone il tema come centrale nella sua politica, ed essendo ancora in democrazia dovrebbe tollerare che altri ne possano fare oggetto di discussione e che un giornale lo raccolga e chieda ai suoi lettori cosa ne pensano. Questo a meno che Vendola non consideri liberticida anche semplicemente il contemplare che qualcuno possa essere contrario alle sue idee, significa prenderlo sul serio e porre la questione in termini giornalistici, non discriminarlo, tanto più che  il quesito comprendeva la risposta “sì”, sono favorevole alle adozioni gay. Quanto all’accusa di omofobia, non ci suona offensiva solo perché ne cogliamo l’aspetto comico.  Visto che le adozioni gay in Italia sono al momento fuori legge rilanciare il tema, ancorché in modo dubitativo, è un servizio a Vendola, una posizione ultra-progressista, non certo un’offesa. 

Stupiscono pertanto le critiche del leader di Sel e viene il sospetto che sia vittima di un pregiudizio che non gli fa onore. Se lo stesso sondaggio lo avessero fatto il sito del «Manifesto», di «Repubblica» o de «L’Unita», probabilmente Vendola li avrebbe ringraziati, celebrandoli verbosamente come alfieri dei diritti degli  omosessuali. Se i giornali più schierati a sinistra però non lo fanno non è per sensibilità omo ma perché sanno bene che dare troppa pubblicità ai temi di Vendola sarebbe un danno per la sinistra che vuol vincere e governare.  D’altronde, quanto siano devastanti le posizioni di Vendola lo provano anche le parole di una politica di sinistra che certo non può essere tacciata di omofobia: la deputata lesbica Paola Concia, la quale chiede pubblicamente di «smetterla di fare campagna elettorale sui gay e sui loro diritti, adozione inclusa». La deputata del Pd centra l’obiettivo, solo che Vendola non ha alternative. Pensava di essere la primadonna delle Primarie della sinistra ma ha trovato uno più bravo che gli ha preso il posto: Matteo Renzi. Nichi sa di non poter competere con la forza innovativa di Renzi e che le sue proposte economiche sono antidiluviane rispetto a quelel del sindaco di Firenze ed è corso a rifugiarsi nella sua nicchia.

 A questo punto, che almeno cavalchi bene la sua battaglia e anziché spiegarci quanto sarebbe bello per lui avere un figlio, provi a convincerci  che per un bambino crescere con due uomini o con una mamma e un papà non fa differenza.  Mostri statistiche, trattati psicologici, non ci rinciulisca spiegandoci come lo diverte giocare coi suoi nipoti o quanto era bello quando mamma e papà lo portavano al mare...

PS. A margine del sondaggio sono apparsi sulla pagina Facebook di «Libero» insulti a Vendola del tipo «gli darei un sacco di botte anziché un bambino» che non siamo riusciti a eliminare tempestivamente. Ce ne scusiamo con il governatore. Precisiamo però che sulla medesima pagina anche i suoi sostenitori si sono sfogati insultando «Libero» e chi ci lavora. Insulti che si sono ripetuti sul quotidiano «Pubblico» e su altri blog. Casomai Vendola o chi per lui se ne volesse scusare con noi, qui siamo. 

 

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Commenti all'articolo

  • 19gig50

    24 Settembre 2012 - 18:06

    Delle nozze non me ne frega niente ma, non si venga a mettere in mezzo i bambini.

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  • pallia

    22 Settembre 2012 - 07:07

    la domanda neutra per il sondaggio,se interessasse il dibattito e il risultato, potrebbe essere:" Siete favorevoli all' affido di un bambino ad una coppia omosessuale?" Se invece si preferisce montare un caso su Vendola liberticida la prossima volta allegherei una foto della coppia in questione vestita di pelle e lattice e intenta a praticare del petting estremo.

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  • fefe1953

    21 Settembre 2012 - 19:07

    Prima di decidere se dargli un maschio o una femmina è fodamentale sapere che ruolo ha nella vita di coppia e dopo decideremo, gia che ci siamo gli possiamo regalare una bella patatina, naturalmente e rigorosamente a spese nostre,essendo un politico, così finalmente si sposa e la smette di andare in giro per l'Italia a dire cazzate e di parlare solamente di se stessa.

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  • linhof

    21 Settembre 2012 - 18:06

    Il famoso detto romanesco calza a pennello alla paraculagine di certi elementi la cui attività predominante è quella di metterlo in quel posto agli altri.

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