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Lo scandalo Lazio

Polverini: "A me mi ammazza nessuno
sono vittima del sistema"

Oggi la Governatrice decide sul suo futuro: molto dipende da Silvio Berlusconi

Polverini: "A me mi ammazza nessuno
sono vittima del sistema"

"Mi sono sentita tradita da un sistema che viene da molto lontano", lo ha detto la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, intervenuta gioevì 20 settembre alla trasmissione Piazzapulita e lo ha ribadito in una lettera al quotidiano Il Tempo:  "Se tutti hanno sbagliato, tutti dobbiamo pagare", ha aggiunto la governatrice che ha confermato di voler valutare le decisioni che venerdì 21 settembre  prenderà il consiglio regionale prima di decidere sul suo futuro politico. In ogni caso, ha aggiunto, "psicofisicamente a me non mi ammazza nessuno". "A me - non mi hanno trovato con le mani nel sacco e mai mi ci troveranno". La presidente della giunta regionale del Lazio ha comunque rilevato le incongruenze nell’utilizzo del danaro pubblico da parte delle forze politiche: "devo però sottolineare - ha detto più volte - che il consiglio regionale è autonomo dalla giunta per legge".   La Polverini ha detto di attendere le votazioni sul pacchetto di norme da lei proposto che blocca in modo definitivo l’utilizzo dei soldi pubblici da parte dei partiti presenti in consiglio. La governatrice del Lazio ha detto di essere stata in contatto, in queste ore, con tutti i leader delle forze politiche della sua maggioranza, da Berlusconi ad Alfano, a Casini. "Berlusconi - ha detto - è preoccupato, perchè la Regione Lazio è una Regione importante. Mi fa male vedere quello che sta accadendo di fronte ai tanti risultati che abbiamo ottenuto dalla mia elezione e di fronte alle cose che ci sono ancora da fare"

 

La lettera a Sechi  “Se tutti sono uguali allora  nessuno è colpevole. E io non ci sto a questo piano inclinato, a   questo declino culturale e morale. Soltanto la consapevolezza e la   conoscenza dei fatti può aiutarci a comprendere e a scegliere da che   parte stare. Conoscendoti so che è anche il tuo pensiero. E’ questa  la sfida che abbiamo davanti. Ed è questa la sfida che possiamo e  dobbiamo vincere”. E’ quanto scrive il presidente della Regione  Lazio, Renata Polverini, in una lettera a 'Il Tempo" rivolgendosi al   direttore Mario Sechi. “Sul piano politico è intollerabile e indecente quanto   accaduto”, prosegue sottolineando che “poichè il ruolo della   politica è dare risposte, in Consiglio regionale e in giunta ho   chiarito e agito immediatamente”. Quanto alle possibili dimissioni il  presidente spiega che “se il Consiglio regionale non adotterà le   misure che abbiamo approntato”, allora “non ha senso che l’Assemblea  regionale resti in carica”.    Rispondendo invece al direttore de 'il Giornalè Vittorio Feltri  in una lettera pubblicata oggi dal quotidiano la governatrice   sottolinea come l’intenzione sia di “portare l’Assemblea a essere una  delle più virtuose d’Italia e con queste misure andremo   immediatamente sotto la media dei costi per abitante di tutte le   Regioni”

 

La decisione La lettera di dimissioni è scritta da giorni,  è sempre sulla scrivania, pronta per essere spedita. Se Renata Polverini lo farà o meno, molto dipenderà dal consiglio regionale di venerdì 21 settembre, così come molto dipenderà dalle parole che Silvio Berlusconi spenderà in queste ore, al termine del consiglio e del vertice la dirigenza del partito. Il fatto, poi, che Renata, abbia replicato su tutto, dalle spese dello staff alle carte di credito dell’ex giunta, dimostra come la battaglia non è affatto finita.  Faccio la presidente della Regione», dice la Polverini, «quelle che sono le mie prerogative le rispetto e le utilizzo se ce n’è bisogno».  Chiaro il riferimento alle dimissioni di Francesco Battistoni da capogruppo del Pdl in Regione e alla reiterata  richiesta di rimozione da presidente del consiglio regionale Mario Abbruzzese. D’accordo, niente di personale, ma è innegabile che la partita si sta giocando su uomini e poltrone.

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Commenti all'articolo

  • ant13frascati

    21 Settembre 2012 - 11:11

    RAGAZZI APPROFITTATENE C'E UN REFERENDUM PER ABROGARE IL VITALIZIO DELLA REGIONE LAZIO

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  • ant13frascati

    21 Settembre 2012 - 11:11

    Scandalo a parte sei comunque il dirigente COMPIACENTE e responsabile di una regione dove i suoi assessori guadagnano 13000 euro al mese netti più laute ricompense per incarichi extra,dove i suoi assessori percepiscono un vitalizio solo per aver partecipato per poco a una sola legislatura,dove vengono stanziati ben 9000000 di euro per spese di attività politica,mentre fuori i trasporti soprattutto i treni sono inaccessibili a bambini e anziani per le condizioni che stanno,il servizio sanitario è scandaloso,le scuole non partono per mancanza di fondi.Se eri responsabile dovevi dire prima dello scandalo o pensiamo alla cittadinanza o basta.Ma siccome non sei responsabile te ne devi andare te e tutta quella truppa di eletti che bivaccano in quel paradiso dorato della tua regione

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  • gianfranco199

    21 Settembre 2012 - 11:11

    sulla falsariga di cialtroni alla scaiola,anche lei non sapeva e non vedeva e taceva.Se non è complice ,allora èancora più grave,perchè dimostrerebbe la sua totale incapacità gestionale.Se avesse un minimo di dignità ed etica comportamentale, dovrebbe dimettersi all'istante,ma avendo al suo fianco,compagni di merenda, condannati impuniti, che addirittura siedono in parlamento,perchè rinunciare a 16.000 £ netti al mese.Da pseudo sindacalista, ne guadagnerebbe 3000.

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  • dicocomelapenso

    21 Settembre 2012 - 11:11

    Se un dipendente ruba alla sua ditta il suo dirigente ne e' responsabile, o perche' non lo ha controllato a sufficienza, o perche' e' un incapace, o perche' e' colluso con il ladro. Questa semplice regola vale per tutti, da Polverini a Rutelli. A casa, senza se e senza ma, e chi la difende e' un complice!

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