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L'anticipazione

Il racconto di Paolo Guzzanti:
"Er Batman"? Come i suoi antenati

Soldi e politici ladri c'erano anche prima di Fiorito. Nel suo ultimo libro, il cronista svela il retroscena dell'intervista all'allora ministro Evangelisti

Evangelisti, quello che chiamava Caltagirone e si sentiva rispondere: «A Fra’, che te serve?». Una frase-simbolo della Prima Repubblica
Paolo Guzzanti

Paolo Guzzanti

 

"La segreteria di redazione mi fissò per quel giorno stesso l’appuntamento nello studio di Evangelisti in via Zanardelli. Ma essendo io proverbialmente distratto confusi via Zanardelli con una remota via Zanichelli, una strada scampagnata alle porte di Roma, sicché chiusi la giornata in un paesaggio agreste e crepuscolare accompagnato dai grilli e dal latrare dei cani. Bussai anche alla porta dei contadini dell’unico casolare con un numero civico di via Zanichelli e quelli mi garantirono di non aver mai sentito parlare di Evangelisti ma m’invitarono a bere un bicchier di vino per accompagnare la caciotta romana fresca con pane appena sfornato. Rifocillato, tornai alla base e l’appuntamento fu spostato al giorno successivo nella stanza di Evangelisti. Fui accolto all’ingresso del palazzo con insolita deferenza dallo staff del ministro e scese a prendermi lo stesso Evangelisti in maniche di camicia - era la prima volta  che lo  incontravo - che mi afferrò per un braccio e mi portò dandomi subito del tu, nel suo stanzone dal mobilio fascista che sembrava un quadro di De Chirico. Ne seguì una conversazione in romanesco greve, l’unica lingua che Evangelisti maneggiasse con disinvoltura e che devo dunque trascrivere con l’opportuna fonetica". Inizia così lo stralcio del nuovo romanzo di Paolo Guzzanti, Senza più sognare il padre (Alberti), disponibile in edicola dalla prossima settimana, e che potete leggere integralmente su Libero in edicola oggi. Il succo del racconto di Guzzanti? "Er Batman" è uguale ai suoi antenati. Soldi e politici ladri c'erano anche prima di Fiorito. Nel suo libero, Guzzanti svela il retroscena dell'intervista all'allora ministro Evangelisti, quello che chiamava Caltagirone e si sentiva rispondere: "A Fra', che te serve?". Una frase-simbolo della Prima Repubblica.

Leggi lo stralcio del romanzo di Paolo Guzzanti su Libero in edicola oggi, sabato 22 settembre

 

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Commenti all'articolo

  • giuseppesangreg

    23 Settembre 2012 - 10:10

    Mi sembra di essere ancora ai tempi di Paquino: tutti si lamentano della corruzione dei politici ma poi abbozzano e si continua con il solito andazzo. Bisognerebbe mobilitarsi, firmare petizioni. Possibile che enti, club e intellettuali assistano inermi? La democrazia non è una conquista data per sempre, la si mantiene vigilando quotidianamente.

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  • folgore38

    22 Settembre 2012 - 17:05

    Non solo si e' rotto i maroni .Non ne puo piu'di questa gentaglia corrotta , sporca , incapace di vivere con onesta' e senza onore .

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  • kIOWA

    22 Settembre 2012 - 11:11

    però adesso il popolo Italiano si è rotto ma veramente rotto i maroni.

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