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La casta non molla

Hanno messo la Sicilia in ginocchio
E adesso si ricandidano tutti

Sono 76 su 90 i consiglieri regionali uscenti che si ripresentano alle elezioni di fine mese. Alla faccia di scandali, condanne e conti in rosso

Tra i "nuovi" c'è il sindaco di Scaletta Zanglea, il paese dove un'alluvione causò 37 morti. Il suo slogan? "Prima la sicurezza del tuo territorio"
Hanno messo la Sicilia in ginocchio
E adesso si ricandidano tutti

 

Cambiare tutto per non cambiare nulla. Potrebbe essere questo lo slogan delle elezioni regionali che si terranno a fine mese in Sicilia. Già, perchè dei 90 consiglieri (pardon, deputati) regionali che sotto il regno di Raffaele Lombardo hanno trascinato l'isola sull'orlo del default, ben 76 si ripresentano per un nuovo mandato. Certo, i candidati sono in tutto un esercito di 1.629 distribuiti in 19 liste. Ma c'è da scommettere che il grosso dei 90 che siederanno nella prossima edizione dell'Assemblea regionale siciliana sarà composto proprio dagli uscenti, non fosse per la maggior capacità di spesa di cui godono in campagna elettorale (è lo stesso sistema delle leggi in vigore a favorire gli uscenti, spalancando loro la porta per un veloce rientro, grazie alla possibilità di destinare alla campagna elettorale i fondi regionali). Grande Sud di Gianfranco Micciché non ha lasciato fuori neppure Franco Mineo, recidivo nonostante sia accusato di relazioni pericolose con i boss mafiosi dell’Acquasanta. Roberto Corona e Fabio Mancuso (entrambi Pdl) e Riccardo Minardo (Grande Sud) sono tutti finiti in carcere nel corso dell'ultima legislatura. 

E, come scrive "Il fatto quotidiano", anche molti tra i "nuovi" in realtà sono vecchie conoscenze della politica siciliana dal passato non proprio trasparente. Giuseppe Drago fu presidente della Regione siciliana negli anni '90 e concluse il suo mandato con una condanna a tre anni per peculato. "L'impegno che continua" è lo slogan di Marco Forzese dell'Udc, che da assessore a catania era stato condannato dalla Corte dei conti a restituire 5mila euro al Comune. Giuseppe Buzzanca, già sindaco Pdl di Messina, ha sul groppone una condanna a 6 anni per peculato. E il sindaco di Alcamo Giacomo Scala (Pd) ha alle spalle 4 anni di sorveglianza speciale perchè gravemente indiziato per mafia. Poi c'è il caso di Mario Briguglio, sindaco di Scaletta Zanglea: merita una citazione perchè nel suo Comune ci furono 37 morti in seguito a un'alluvione e lui, che per quell'evento è indagato per disastro e omicidio colposo plurimo, si presenta con il surreale slogan "Prima la sicurezza del tuo territorio".

 

palermo

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Commenti all'articolo

  • raucher

    03 Ottobre 2012 - 20:08

    forse mi sbaglio , ma mi pare di ricordare che la giunta Lombardo sia stata tenuta in piedi dal PD dopo le mille giravolte del governatore.

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  • raucher

    03 Ottobre 2012 - 19:07

    saranno rieletti e continueranno a mungere e intascare i soldi altrui.Il rimedio è semplice : lo Stato non deve più dare denari alle regioni sprecone dove niente funziona.Saranno rieletti perchè la regione Sicilia ha migliaia di dipendenti inutili, come le province e i comuni. Tutta questa gente vota per mantenere le cose come stanno.Tanto il conto lo pagano i fessi.

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  • lucatnt73

    03 Ottobre 2012 - 19:07

    Tanto lo sanno che quegli idioti li rivoteranno comunque, pure se avessero messo le bombe a Falcone e Borsellino questi verrebbero rieletti. E poi i somari vanno in strada coi forconi a prendersela con l'Italia perché si sentono abbandonati: li avessero infilati tra le chiappe di Lombardo e c., forse avrebbero risolto qualche problemino...

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  • sebin6

    03 Ottobre 2012 - 19:07

    a partire da mussolini, in Italia le persone che hanno avuto più potere sono stati: craxi, prodi, berlusconi e bossi. Tutta gente del nord che coadiuvati dai politici corrotti di tutta l'Italia, hanno portato il paese al disastro. Il problema non è la gente del sud o del nord, ma la corruzione e l'incapacità dei ns. politici.

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