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Verso il voto

Sulle regole si tratta ancora:
mezza vittoria di Renzi

Si va verso le modifiche sul secondo turno e sull'albo di registrazione dei votanti

Sulle regole si tratta ancora: 
mezza vittoria di Renzi

di Marco Gorra

Preceduta da una delle vigilie più nervose a memoria d’uomo, arriva oggi l’attesa assemblea del Partito democratico che dovrà varare il famoso nuovo regolamento per le primarie. Da premettere che non di approvazione definitiva si tratterà: le primarie essendo di coalizione, la piattaforma che oggi licenzierà il partito di Bersani andrà ulteriormente approvata dalle altre sigle (ossia il Partito socialista di Riccardo Nencini e Sinistra e libertà di Nichi Vendola) onde ricevere il timbro decisivo. Ieri, intanto, la commissione Statuto del partito ha dato il via libera alle modifiche necessarie per consentire anche ad altri iscritti del Pd di candidarsi alle primarie di coalizione (lo Statuto originario prevedeva la candidabilità del solo segretario del partito). Il voto di oggi, dunque, darà il via libera per Matteo Renzi, Laura Puppato, Pippo Civati e quanti altri vogliano correre.

La mediazione Ma il nodo vero, come noto, è un altro. Ovvero quello del regolamento delle primarie. Che, nella formulazione originaria sancita dall’accordo tra i big del Pd (doppio turno, vincolo di coalizione e obbligo di registrazione in Comune per gli elettori) aveva suscitato l’ira funesta di Renzi. A preoccupare il sindaco di Firenze erano proprio le modalità draconiane di registrazione degli elettori, viste come un disincentivo per l’elettorato deluso dal centrodestra (e cioè il bacino in cui Renzi  pesca a piene mani) a recarsi ai gazebo. Di qui le intensissime trattative degli ultimi due giorni per arrivare ad una mediazione. Trattative che, a quanto pare, sono andate a buon fine. Il primo segnale in questo senso è il repentino abbassamento dei toni da parte di Renzi. Oltre a un gioviale «le regole? Ridiamoci su», ieri il sindaco di Firenze non ha toccato l’argomento, preferendo insistere sui cavalli di battaglia del «rinnovamento», della «bella politica» dello «spazio a sinistra per liberali e riformisti». «Bersani? Oggi non ci siamo sentiti», ha detto il sindaco ieri sera durante la tappa del tour elettorale a Crotone.

Le indiscrezioni Le indiscrezioni circolate in serata circa l’esito della giornata, poi, costituiscono un altro segnale. Intanto perché non è assolutamente detto che la piattaforma del Pd venga ratificata così com’è dagli altri alleati della coalizione (tradotto: il tavolo a tre Pd-Psi-Sel potrà ulteriormente intervenire sul regolamento onde renderlo, ove necessario, più digeribile). E poi perché già nella bozza di documento (anticipata dall’agenzia Agi) qualche apertura la si comincia a vedere.

Prima, le conferme. A partire da quella del vincolo di coalizione «All’atto del deposito della candidatura», si legge nel documento, «ciascun candidato alle primarie sottoscrive l’impegno a rispettarne l’esito, a collaborare lealmente con il candidato premier scelto dalle primarie in campagna elettorale e per tutto l’arco della legislatura». Confermato anche il doppio turno: nel caso al primo turno nessun candidato ottenga il 50% +1 dei voti, «è previsto un turno di ballottaggio per i primi due candidati da svolgersi a una settimana di distanza dal primo». E qui per i renziani c’è il primo segnale positivo, dato che non si fa menzione dell’obbligo di avere votato al primo turno per esprimersi anche al ballottaggio.

L'albo degli elettori  L’apertura maggiore arriva subito dopo, e riguarda la registrazione degli elettori: «La partecipazione alle primarie», si legge nel documento, «è aperta a tutte le elettrici e gli elettori che dichiarano di riconoscersi nel manifesto politico dell’alleanza e si impegnano a sostenere l’alleanza alle elezioni politiche del 2013, sottoscrivendo un impegno pubblico per il successo dell’alleanza stessa e iscrivendosi all’albo delle sue elettrici ed elettori». La registrazione «potrà avvenire nel ventunesimo giorno precedente la data delle primarie fino al giorno del voto». Non una parola sul ventilato obbligo di andarsi a registrare in Comune o sulle modalità di pubblicazione dell’albo stesso. La speranza dei renziani che il tavolo di coalizione fissi a proposito regole meno draconiane inizia a farsi concreta. Confermati, da ultimo, i requisiti per presentarsi alle primarie: le candidature «devono essere sottoscritte da almeno il 10% dei componenti dell’assemblea o da almeno il 3% del numero degli iscritti regolarmente.

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Commenti all'articolo

  • andymaga

    07 Ottobre 2012 - 18:06

    Povero Renzi, con trepidazione sento il dovere di avvertirlo di non cadere nella trappola che in primis i parrucconi del suo partito che hanno in mano le redini della "gioiosa macchina da guerra" (ossia le leve del sostentamento delle "truppe cammellate": Cooperative rosse, Società di servizi para-pubbliche, scuole ecc..) e poi l'apertura alla candidatura di Vendola farà sì che le primarie a doppio turno consentiranno o la vittoria di Vendola (con tutto l'imbarazzo di Renzi e dei suoi, che dovrebbero poi sostenere la sciagurata politica di SEL) o di Bersani al quale arriverebbero sicuramente i voti di SEL. Credo che, visto il coraggio dimostrato nello scendere in campo contro la nomeclatura del PD, sia assolutamente errato assoggettarsi alla linea politica che risultasse vincente nelle primarie (truccate in partenza: no al 2° turno) ma dovrebbe continuare a fare politica apertamente all'interno del PD fino al suo completo e reale rinnovamento. Da un elettore di cdx deluso

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