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Trattativa Stato-mafia

"Colpiscono lei per colpire me"
Le lettere di Napolitano e D'Ambrosio

Il carteggio fra il presidente e il suo consigliere scomparso a luglio

Giorgio Napolitano e, alle sue spalle, Loris D'Ambrosio

 

"Caro dottor D’Ambrosio, l'affetto e la stima che le ho dimostrato in questi anni, sempre accresciuti sulla base dell’esperienza del rapporto con lei, restano intangibili, neppure sfiorati dai tentativi di colpire lei per colpire me". Così il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in una lettera del 19 giugno scriveva al suo consigliere giuridico Loris D’Ambrosio che, dopo le polemiche sulla trattativa Stato-mafia, in una missiva del giorno prima rassegnava le sue dimissioni. "Cercheranno di colpire me per colpire lei" scriveva in una lettera del 18 giugno di quest’anno al Capo dello Stato. Nella missiva, edita oggi per la prima volta e contenuta in un volume che raccoglie gli interventi di Napolitano sulla Giustizia, D’Ambrosio un mese prima della sua prematura scomparsa, diceva al Capo dello Stato: "I fatti di questi giorni mi hanno profondamente amareggiato, personalmente ma, in via principale per la consapevolezza che la loro malevola interpretazione sta cercando di spostare sulla sua figura e sul suo altissimo ruolo istituzionale, condotte che soltanto a me sono invece riferibili".

Il carteggio - "Le sue condotte, così come le ha ricostruite nella sua lettera, sono state, e non solo in questi sei anni, ineccepibili". Così Napolitano rassicurava D'Ambrosio sottolineando anche che "assolutamente obiettiva e puntuale è la sua denuncia dei comportamenti perversi e calunniosi, funzionali a un esercizio distorto del proprio ruolo, di quanti, magistrati, giornalisti o politici, non esitano a prendere per bersaglio anche lei e me". Nella lettera Napolitano parlava di tentativi di colpire D’Ambrosio per colpire la Presidenza della Repubblica effettuati da giornalisti, soprattutto, senza fare nomi, attacca duramente quei giornalisti come Marco Travaglio su il Fatto, che sulla questione trattativa Stato-mafia, hanno usato l'accetta. "Ce ne saranno ancora, è probabile: li fronteggeremo insieme come abbiamo fatto negli ultimi giorni. E la sua vicinanza e collaborazione resterà per me preziosa fino alla conclusione del mio mandato. Preziosa per sapienza, lealtà e generosità". 

 

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Commenti all'articolo

  • ilrobertino

    16 Ottobre 2012 - 11:11

    penso che un komunista che imperversa sulla scena politica da più si sessant'anni, che sapeve dei soldi dati al PCI, delle malefatte di Togliatti agli ordini di Stalin, dell'hotel Lux etc. etc., dovrebbe avere, lui si, il buon gusto di autorottamarsi.

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  • mab

    16 Ottobre 2012 - 11:11

    Chi fà testo sono gli argomenti SENTITI nelle registrazioni telefoniche, registrazioni che a mio modesto parere smascherano un marciume che è giusto approfondire da parte della magistratura palermitana, capo o non capo dello stato, la cosa è della massima gravità.

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  • futuro libero

    16 Ottobre 2012 - 11:11

    per togliere tutti i dubbi faccia ascoltare queste intercettazioni se è vero che lei è puro e casto. Perchè questo accanimento a nasconderle? Perchè per Berlusconi non ha mosso un dito? E caro furbetto, la smetta di parlare pensando che tutti siano stupidi, ma forse in quelle intercettazioni c'era il piano per accusare Berlusconi che rompeva le vostre palle? Forza dimostri la sua onestà. Dimenticavo questo è impossibile, trovare un comunista onesto è come trovare un ago in un pagliaio, loro hanno un sistema e tutti lo devono seguire se sono davvero comunisti. Ma si dimetta renda felici tutti gli italiani.

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  • blu521

    16 Ottobre 2012 - 09:09

    Già, perchè i PM di Palermo dovrebbero avercela con Napolitano? Eppure i PM hanno seguito la procedura prevista alla lettera. Sono dispostissimi a distruggere le intercettazioni, ma con un GIP e i legali delle parti solo DOPO aver ascoltato le intercettazioni Mancino-Napolitano. Allora la sollecitazione ad un'altra domanda: perchè Napolitano ha sollevato il conflitto di attribuzione?

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