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Le preferenze? Un male necessario. Cambieremo...

Abbiamo sconfitto la mafia militare. Un giorno sconfiggeremo anche quella elettorale

Filippo Facci

Facci, visto da Vasinca

di Filippo Facci

Le preferenze - se posso dire la mia - sono un male necessario: soprattutto se l'alternativa resta il terrificante Porcellum che delega la democrazia ai capibastone delle liste. Non ha tutti i torti, ovvio, chi paventa lobby clientelari e voti di scambio: ma amen, la democrazia è anche la facoltà di disporre a piacimento di quel voto che altri, nei secoli, hanno versato sangue per conquistare. Del resto, se un politico può comprare delle preferenze, è perché qualcuno le vende: ma in qualsiasi caso bisogna andarsele a prendere, e parlare indistintamente di «mercato delle vacche» è come dire che al Sud sono tutti mafiosi o che i casi Zambetti sono rondini che fanno primavera: non lo sono, ed è assurdo che una maggioranza di italiani non possa esprimere una preferenza solo perché un'estrema minoranza è disposta a farlo in cambio di 20 euro. Dire che i candidati è meglio che li scelgano le segreterie, piuttosto che le clientele, equivale a dire che questa è una nazione interamente di clientele: il che non solo è falso, ma deresponsabilizza circa l'impartimento di quell'educazione civica (avete letto bene) che rientra nei doveri delle istituzioni, della classe politica e perché no, anche di quei derelitti che siamo noi giornalisti. Abbiamo sconfitto la mafia militare: un giorno sconfiggeremo anche quella elettorale. Le cose cambiano.

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Commenti all'articolo

  • ciannosecco

    16 Ottobre 2012 - 18:06

    I sistemi elettorali sono come i giochi al Casinò,il banco vince,le jeux sont faits ,rien va plus .

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  • fonty

    fonty

    16 Ottobre 2012 - 17:05

    Non capisco cosa cambi nella scelta dei candidati, questa è sempre fatta dai partiti, volenti o nolenti. Quindi anche con le preferenze avremo una specie di listino preconfezionato,con l'unico vantaggio che si potrà scegliere nel mazzo dei candidati, ma che saranno sempre proposti dal partito di riferimento, che naturalmente proporrà chi è gradito alla dirigenza ed escluderà chi non lo è. O non è così ?

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  • dicocomelapenso

    16 Ottobre 2012 - 16:04

    In sostanza i sistemi possibili per eleggere i deputati sono tre e non due. Il primo prevede le liste bloccate, quello odierno: anche se potrebbe evitare la vendita delle preferenze, taglia fuori completamente gli elettori, rimuove ogni collegamento tra gli eletti ed il loro territorio (serve incontrare il segretario più' degli elettori... ) e comunque i risultati li abbiamo visti in questo ignobile parlamento. Il terzo dalla destra non viene considerato, ne' discusso, mentre invece lo propone il PD: non per questo e' il sistema peggiore, anzi! Un sistema basato sullo scontro diretto in collegi uninominali, specie se piccoli e con la possibilità' di presentarsi solo in uno, obbliga i candidati a mostrarsi nel collegio e a parlare: conterebbero le persone più' che i simboli, si voterebbe una brava persona anche se di un altro partito e chi candida nullità' riceverebbe forse pochi voti, il che ne eviterebbe la candidatura. Perché' non viene considerato? Solo perché' proposto dal PD?

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  • bruno gualdi

    16 Ottobre 2012 - 10:10

    poche volte sono d'accordo su ciò che scrive e quasi mai " come lo scrive". questo invece è un articolo che condivido al 100%. noto anche nell'esposizione la mancanza di livore che contraddistingue la maggior parte dei suoi articoli. Bravo Facci veda di continuare così.

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