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Gli scenari azzurri

Il piano B di Alfano: Marcegaglia candidata premier. Le donne Pdl pensano alla scissione

Le diverse anime azzurre guardano al futuro. Decisive le elezioni in Sicilia. Anche i sostenitori di Monti guardano all'Udc, ma non vogliono la Lega
Emma Mercegaglia

Emma Mercegaglia

Nel Pdl in ebollizione per le dichiarazioni di Daniela Santanchè, che vuole dimissioni in massa del blocco dirigente, fioriscono i cosiddetti "piani B". Per ora Alfano ha respinto l'attacco della pasdaran Daniela, dichiarando che tra gli azzurri non c'è spazio per gli "sfascisti". Ma l'ex Guardasigilli guarda al futuro. Fonti vicine al partito spiegano che navigherà a vista fino ai risultati delle prossime elezioni in Sicilia: se il risultato dovesse essere positivo (stravolgendo dunque le previsioni dei pessimi sondaggi), Alfano potrebbe fare un passo avanti, rilanciando il Pdl e non lasciando che il partito finisca alla deriva. Da un lato, insomma, l'ex ministro della Giustizia lavora per rafforzare la sua leadership. Ma dall'altro, Angelino si prepara a una possibile disfatta elettorale nell'isola. In questo caso l'obiettivo sarebbe affrancarsi da Silvio Berlusconi (significativo il suo silenzio dopo le dichiarazioni della Santanchè) e costruire un'area moderata con Casini (e magari parte del Pd) che indicherebbe Emma Marcegaglia, e non il Cavaliere, come candidata premier. Dall'Udc sarebbero arrivati segnali di apertura a patto che Berlusconi faccia altri passi indietro. Il Pdl, da par suo, chiede che Gianfranco Fini non faccia parte del progetto. A tessere le trame è la stessa Marcegaglia, il ponte tra i due partiti.

 

La scissione delle donne - Vi è poi un'altra anima del partito, quella che fa riferimento alla personalità più esposta, la Santanchè appunto. Diverse fonti confermano l'intenzione di alcune deputate di costitire un gruppo autonomo: tra queste, Daniela e Michaela Biancofiore. Non a casa - non è solo solidarietà femminile - la Biancofiore ha dichiarato: ""LaSantanchè magari lasciando fare al giornalista qualche nome di troppo che non ha avuto responsabilità di partito, ha espresso un disagio diffuso nel Pdl, nell’intero centro destra e soprattutto tra i nostri elettori che diminuiscono di giorno in giorno perché si fidano solo di Silvio Berlusconi. Alfano dovrebbe ringraziarla, come dovrebbe ringraziare me e pochi altri che hanno il coraggio di dirgli cosa pensano e non di ridacchiare alle sue spalle in Transatlantico o tra gli scranni. E’ delle persone dirette che ci si deve fidare, mai degli adulatori che in genere sono animati solo dal tornaconto personale". Una difesa a spada tratta, quella della Biancofiore, che sposa in toto le posizioni "belligeranti" della Santanchè.

Biancofiore all'attacco - Secondo la Biancofiore, ora Alfano "deve cavalcare un radicale rinnovamento, non farsi mettere nell’angolo da coloro che hanno paura di perdere le loro posizioni di responsabilità ricoprendo le quali hanno impedito ad altri di crescere e far emergere la linea di Berlusconi, tradizionalmente vincente". Anche perché da tempo alcuni "notabili" del partito, "quelli che lo hanno portato dal 40% al 15", conclude la pasionaria del Pdl, "che in qualsiasi azienda sarebbero stati licenziati all’istante, aizzano Alfano contro la parte sana del Pdl, quella più autenticamente berlusconiana. Cioè portatrice di consenso, rivoluzionaria ed in empatia con la gente. E sono mesi che chiedo ad Alfano, tramite media, di non lasciarsi trascinare al fondo e di continuare ad avere fiducia nell’unico al quale deve la sua fulminante carriera : Silvio Berlusconi".

I montiani e Formigoni - Infine si muove la terza anima del partito, quella dei cosiddetti "montiani", sostenitori dell'agenda del governo tecnico. Gli esponenti della corrente azzurra si incontreranno all'inizio della prossima settimana. Sul piatto una decisione importante da prendere: lasciare, oppure no, il Pdl? La tentazione sarebbe forte, e sarebbe condivisa anche da molti senatori e da altre 'colombe' che cercano un'intesa con l'Udc. La condizione dei montiani è precisa: "Evitiamo la solita rincorsa alla Lega Nord". E questo tipo di ragionamento lo farà anche Roberto Formigoni, in posizione di netto contrasto con il Carroccio dopo l'evoluzione degli scandali in Lombardia. Il governatore è giunto a Roma per chiedere garanzie ad Alfano; altrimenti è pronto a fare una propria lista. Secondo quanto si è appreso, il segretario degli azzurri sarebbe intenzionato a proporre a Formigoni un ruolo di primo piano a Roma. A rendere ancora più intricato il quadro, però, la volontà di Alfano di salvaguardare l'alleanza con la Lega Nord.

 

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Commenti all'articolo

  • ottina

    21 Ottobre 2012 - 13:01

    Se candidare la Marcegaglia è il piano b di Alfano (per questa volta li scrivo ancora con la maiuscola, beh, è prorpio vero che sono tutti da rottamare, possono stare ultra freschi che io li voti. Spero che il 50% di elettori che non ne vogliono sapere diventi 60%, meglio ancora se di più. Se a questo male aggiungiamo anche casini & co., lasciamo perdere, vuol dire che adotterò il mio piano "c" che vorrebbe dire metodo n.3 di cui ho scritto ieri nell'art. "dimettetevi tutti Santanchè compresa"!

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  • piccionesecco

    20 Ottobre 2012 - 18:06

    Il solito cretino komunista dal dente cariato insinua che la Marcegaglia abbia sospesi con la Giustizia! Ma se Alfano l'ha scelta non solo per il suo lato B ma anche perchè è una donna colle palle avrà avuto le sue ragioni! E poi c'è sicuramente il consiglio illuminato di Silvio, dietro quella scelta!

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  • Logmain

    19 Ottobre 2012 - 16:04

    Credo proprio di no ... Angelino Jolie SVEGLIATI che fai venire sonno.

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  • Caninforato

    19 Ottobre 2012 - 16:04

    Per chi non lo sapesse la Marcegaglia deve ancora pagare le decine di milioni di euro di sanzione pecuniaria inflittagli dall’Autorità Garante della Concorrenza per il cartello creato in danno delle aziende estranee alla “cricca dei guardrail” ed il procedimento penale nel cui ambito si sta provando a fare ancora più luce su quanto accaduto, evidentemente fanno curricola (come infiniti casi precedenti, dallo Scaroni che da imprenditore corrompeva i vertici Enel, passato a Presidente Enel, dal Generale della Guardia di Finanza Speciale, quello delle spigole, nominato Deputato, come Berruti, Ciarrapico ecc.) Servirebbero invece, nel caso della Marcegaglia almeno, la vergogna e le scuse, pubbliche per aver preso in giro il Paese, il mercato e tutti gli imprenditori onesti che ha indegnamente rappresentato negli scorsi anni.

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