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Aria di secessione

Veneto indipendente, oltre Zaia dicono sì anche Pd e Rifondazione

Il consiglio regionale discuterà se indire un referendum sull'autodeterminazione. Non ci sono solo Lega e Pdl, a favore anche parte della sinistra

Quello che sta accadendo nel Nord Est fa discutere tutto il mondo. Eppure in Italia pochi ne parlano. Chissà perché...
Veneto indipendente, oltre Zaia dicono sì anche Pd e Rifondazione

di Giuliano Zulin

L’inglese Telegraph, Russia Today, Radio Nacional de Venezuela, Digital Journal (Canada), SME.SK (Slovacchia), NewsNow (Grecia), Periodista Digital (Spagna), National Review (Usa), Mladina (Slovenia), Actualitad RT (Spagna), Interia (Polonia), Pirsus Haber (Turchia), World Journal (Cina), Teinteresa (Spagna), Terra (Messico), Business Insider (Usa), PressTV (Iran), BreakingNewsEnglish, TheChristianScienceMonitor (Usa), MinnPost (Usa), Sina (Hong Kong), Wall Street Journal, Yahoo News, Sunday Times... Ne parla tutto il mondo di quello che sta succedendo in Veneto. Giri per i bar, ascolti i programmi nelle tv locali, leggi i  giornali, ascolti i politici: la voglia di indipendenza della Regione guidata da Luca Zaia è l’argomento di punta. Solo i grandi media italiani, Rai in testa, fanno finta di niente. Silenzio di tomba. Eppure, non passa settimana che una formazione indipendentista non faccia un blitz a Venezia per spingere verso il referendum anti-Italia. 

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su Libero in edicola oggi, martedì 23 ottobre

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Commenti all'articolo

  • sardapiemontese

    24 Ottobre 2012 - 14:02

    la prego di non misurarmi col suo metro. i dati sono quelli della cgia di mestre con a capo, il signor bortolussi che stimo e ammiro molto. viva il veneto la mia seconda patria...

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  • fonty

    fonty

    24 Ottobre 2012 - 12:12

    Complimenti ! Sei uno dei pochi del blog con cui si può ragionare fuori degli schemi della solita politica di dx o sx o centro. Hai perfettamente ragione, la nostra costituzione è contraddittoria e non solo in questo caso, purtroppo essa è figlia della fortissima contrapposizione DC-PCI del tempo in cui fu partorita, nonchè della situazione dell'Italia commissariata dagli USA ma con un forte partito che guardava ad Est, oltre che essere appena uscita da un ventennio di dittatura. Tornando a noi, fare un referendum per quelle popolazioni sarebbe un atto di vera democrazia, se si pensa che già nel 1866 l'Austria che non era certo una perla democratica, concesse ai Veneti l'autodeterminazione che si risolse con l'annessione al nuovo regno d'Italia, salvo poi pentirsene amaramente quando subito dopo iniziò la diaspora di interi paesi (toccò anche ai miei trisavoli) verso l'estero dovuta alle condizioni di miseria sopravvenute, che prima non c'erano.

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  • emigratoinfelix

    24 Ottobre 2012 - 11:11

    ...all'autodeterminazione dei popoli e' solennemente sancito dalla Convenzione di helsinki che l'Italia ha ratificato.Questo,di per se,significa poco o nulla nei fatti:il regno unito non ha concesso tale diritto alll'irlanda del nord,la spagna lo ha negato ai paesi baschi ed ora sembra voglia negarlo alla catalogna;in italia ci si trincera dietro al dettato dell'attuale costituzione,che contrasta col principio sancito ad helsinki.Delle due l'una:o si denuncia quella convenzione a suo tempo ratificata,oppure,e sarebbe ora dopo 60 anni,si cambia la costituzione.Personalmente ritengo sommamente iniquo costringere i veneti oppure i pugliesi,i sardi o i siciliani a continuare a far parte di uno stato se non lo vogliono,se in esso non si riconoscono piu',ammesso che mai se ne siano sentiti parte.Blaterano di democrazia,ed allora cosa ci sarebbe di piu' democratico di celebrare referendum per consultare i popoli su questo aspetto fondamentale?Accettandone ovviamente i risultati.

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  • Logmain

    24 Ottobre 2012 - 09:09

    Lei è nervosetto e continua a riferirsi a me come se fossi napoletano; peccato che sto più nord di lei. Faccia anche lei una ricerchina tra le pagine di cronaca locale e si guardi l'onestà di certi suoi "compatrioti" evasori totali scorrazzanti in ferrarino. Non siete la regione più meritevole d'Italia e se vi chiamano da 70 anni i terroni del nord un motivo ci sarà. Mettetevi in ordine Porto Marghera che assomiglia tanto a Taranto.

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