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Manette rosse

Sanità, chiesta condanna a 20 mesi per Vendola

Sanità, il governatore accusato di abuso di ufficio: Formigoni in Lombardia ha lasciato per molto meno. Nichi: "Pronto a lasciare, ma la richiesta è esorbitante"

Nichi Vendola

Nichi Vendola

I pm di Bari hanno chiesto una condanna a un anno e otto mesi per il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. L'accusa che pende sul capo del governatore rosso è quella di abuso d'ufficio, maturata nell'ambito della sanità regionale: Nichi avrebbe favorito in un concorso Paolo Sardelli, il primario di chirurgia toracica all'ospedale San Paolo, per una nomina al "Di Venere" di Bari. La stessa richiesta di condanna è stata avanzata per l'ex manager della Asl di Bari, Lea Costantino. Roberto Formigoni, il governatore della Lombardia, ha di fatto lasciato il suo incarico per molto meno. Vendola, da par suo, ha annunciato: "Se verrò condannato lascerò la politica". 

Rito abbreviato - La sentenza era inizialmente prevista per il pomeriggio di oggi, giovedì 25 ottobre, ma è stata poi rinviata al 31 ottobre. In quella data verrà letto solo il dispositivo. Nell'udienza del 27 settembre scorso, Nichi aveva chiesto di essere processato con rito abbreviato. La stessa richiesta è stata avanzata da Cosentino. Subito dopo l’istanza, i pubblici ministeri che rappresentano l’accusa, il procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno e i pm inquirenti, Francesco Bretone e Desirée Digeronimo, hanno avanzato la richiesta al gup di depositare altra documentazione sulla posizione dell'ex dg. Nel dettaglio, i documenti riguardano i verbali di interrogatorio della Cosentino agli atti del processo in cui la Cosentino è imputata con il senatore Alberto Tedesco e altre 31 persone.

Assunzione quinquennale - Gli inquirenti, nello specifico, contestano a Vendola di aver istigato l'allora dg Cosentino a riaprire i termini per la presentazione delle domande per accedere al concorso. Secondo la Procura, l'obiettivo di Nichi era quello di assicurare a Sardelli un'assunzione quinquennale (i fatti risalgono al periodo compreso tra settmbre 2008 e aprile 2009). "Quel concorso deve vincerlo Sardelli", avrebbe spiegato la Cosentino agli inquirenti che la interrogavano, riferendo così le parole pronunciate da Vendola in occasione della selezione a cui il medico "raccomandato" non aveva partecipato perché in lizza per un altro posto da primario presso l'ospedale Di Venere del capoluogo pugliese. Scemata la possibilità di assumere l'incarico direttivo al "Di Venere", Vendola si sarebbe attrezzato per garantire a Sardelli l'assunzione quinquennale.ù

"Se condannato, lascio la politica" - Nichi Vendola ha spiegato: "Aspetto con assolutà serenità la sentenza, è del tutto ovvio che una sentenza di condanna, sia pure relativa a un concorso in abuso di ufficio per me sarebbe un punto di non ritorno, segnerebbe il mio congedo dalla vita pubblica". Se venisse condannato, insomma, promette di abbandonare Parlamento e primarie della sinistra. Nichi ha aggiunto: "Ma una sentenza ispirata a verità e giustizia credo che restituirà a me ciò che mie è dovuto, cioè la mia totale innocenza". Il governatore della Puglia ha continuato: "Credo che siano accadute diverse cose in questa fase del processo, è stata avanzata una richiesta di accusa esorbitante. Rispetto a un teorema accusatorio in parte smontato dalla difesa della mia stessa accusatrice, la dottoressa Cosentino, le due difese hanno completamente ridimensionato la portata di questo interrogatorio da cui ha origine l'indagine penale. Il mio avvocato - ha concluso Vendola - ha smontato minuziosamente tutta l'impalcatura accusatoria".

 

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Commenti all'articolo

  • fonty

    fonty

    26 Ottobre 2012 - 15:03

    Ahi,ahi, ahi biri, mi sei caduto sul vendolo. Mi meraviglio di te, che scrivi le pubblicazioni sui chip dei computer (se sarà vero poi).Detto alla dipietro, non puoi non sapere che un reato penale è a responsabilità personale, è relativo ad un articolo del codice ed è ininfluente la sostanza,(se ruba, se stupra, se uccide,se truffa,ecc.) sempre di reato si tratta caro il mio banana dei chip. Poi è meschino il tuo tirare in ballo la dirigente(giubilata), che si è trovata suo malgrado costretta ad obbedire a ciò che il ventolo le ordinava, cioè di annullare il concorso già fatto con un vincitore legale per reiterarlo e far vincere l'altro a discapito del primo. Ti sembra una bella cosa ? Ti sembra tutto legale ? Ti sembra che uno che predica la moralità per gli altri sia credibile ? E per finire: ti sembra giusto difendere il tipo come fate voi perchè è di sinistra e condannare gli altri a perchè di destra ?Di sicuro non mi perito di ringraziare il ventolone intrallazzatore come fai tu

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  • fonty

    fonty

    26 Ottobre 2012 - 11:11

    Ora che è ufficialmente acclarato che ha commesso dei reati penali e chissà quanti altri ne saranno stati nascosti, il nostro non è più vergine (metaforicamente parlando s'intende). Se anche non venisse condannato, il che è molto probabile per le implicazioni politiche che ne verrebbero, (infatti si sarà già mosso tutto l'establishment di sinistra per salvargli il culo (?)) resterebbe comunque il precedente; siccome le sentenze restano scritte e fanno giurisprudenza (l'amico cianno potrà confermarlo), vorrà dire che il prossimo politico che farà la stessa "marachella" di ventola avrà il diritto di essere assolto, anzi visto e considerato che il reato non sussiste, non verrà neanche processato.

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  • mariodue

    26 Ottobre 2012 - 09:09

    questi individui sono quelli che si pongono come onesti verginelli, permettendosi poi di giudicare gli altri. Spero in una giusta condanna così avrà poi il tempo di prepararsi l'abito da sposa e convolare a giuste nozze - auguri

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  • vincentvalentster

    26 Ottobre 2012 - 09:09

    Dopo la minaccia di Vendola ( se mi condannano lascio la politica ) tremo tutto per la paura. Magari lasciasse la politica, non cè bisogno delle sue sparate moralistiche, a questo punto totalmente fuori luogo, nè della sua politica neo comunista. Se ne andasse a casa, non farebbe danno a nessuno, ma farebbe un gran piacere a tantissimi.

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