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Le carte dell'Espresso

Montecarlo, nel pc di Corallo i segreti dei Fini Tulliani

Gli inquirenti: quei documenti provano i rapporti economici tra l'imprenditore latitante e i parenti di Gianfranco

Montecarlo, nel pc di Corallo i segreti dei Fini Tulliani

Documenti compromettenti e prove dei rapporti economici con Giancarlo ed Elisabetta Tulliani: secondo gli inquirenti ci sarebbe tutto questo nel pc dell'imprenditore Francesco Corallo, titolare del gruppo Atlantis-Betplus coinvlto nel caso della casa di Montecarlo data in eredità all'ex Alleanza Nazionale e svenduta a Giancarlo Tulliani, cognato di Gianfranco Fini. Lo rivela il settimanale L'Espresso in edicola venerdì 26 ottobre, secondo cui nel computer sequestrato a Corallo nel novembre 2011 ci sarebbero le testimonianze dei rapporti economici tra i Tulliani e almeno una delle società dell'imprenditore dei video-poker. Come sottolinea il settimanale, dal punto di vista giudiziario quei documenti rischiano di non avere rilievo, visto che riguardando rapporti personali tra Corallo e i Tulliani, possono essere divulgate solo per decisione dello stesso Corallo, che per la cronaca è latitante con l'accusa di aver pagato i vertici della Banca Popolare di Milano di Ponzellini per ottenere prestiti consistenti. 


Giallo tra Montecarlo e i Caraibi - Diverso, naturalmente, il caso degli altri documenti esclusivi di Corallo resi noti da L'Espresso la scorsa settimana, a cominciare dai passaporti di Giancarlo ed Elisabetta Tulliani spediti via Fax dai Caraibi al broker James Walfenzao, fiduciario e rappresentante legale di alcune delle società offshore di Corallo nonchè intermediario nell'acquisto della casa monegasca di An. E sempre a Walfenzao Giancarlo Tulliani aveva domiciliato le bollette dell'appartamento di Montecarlo di cui disponeva. Insomma, un intrico che tira in ballo i rapporti tra Fini, Walfenzao, Corallo (imprenditore vicino a molti esponenti ex An, tra cui l'onorevole di Fli Checchino Proietti) e i Tulliani. Chi ha presentato questi ultimi a Corallo? Chi ha organizzato il complicato giro di società offshore (una di proprietà di Giancarlo Tulliani, sempre ai Caraibi). Perché Giancarlo Tulliani ha potuto fare tutto questo comodamente, all'interno di patrimoni di An e sfruttando amicizie di importanti uomini del partito? Davvero Gianfranco Fini non c'entra nulla con tutto ciò?

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Commenti all'articolo

  • abbassoiservisciocchi

    26 Ottobre 2012 - 11:11

    Con il Pdl in frantumi.....Sallusti quasi in galera.....Berlusconi che scappa...... e meno male che era finito Fini..... L'unico finito e' Berlusconi con tutti i suoi cortigiani!! Sanno tutti che si parla del nulla....nessuno e' accusato di NULLA e questo giornaletto continua con questi articoletti...siete patetici! primo il monolocale NON e' del cognato (e lo dimostrano proprio le carte che sbandierate) visto che il monolocale e' della Printemps che NON e' del cognato. Secondo non capisco dove sia il problema, NON ci sono N'È reati N'È soldi pubblici quindi questi articoletti teneteveli per i vostri Fiorito, Formigoni,Scajola e Cosentino... Belpietro sei penoso!

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  • antari

    26 Ottobre 2012 - 00:12

    lunga vita pure a te, un giorno piu' di me!

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  • ceccopeppe1940

    25 Ottobre 2012 - 19:07

    fini è un traditore,prima di tutto il resto.Fara' la fine dei traditori che non servono piu',sputtanato dai nuovi alleati,ai quali non è piu' utile. Per lui calza perfettamente il termine "Badoglieite",(scrivo per ricordo fonetico) vale a dire "tradire scioccamente". Godro'una cifra,nell'assistere al suo disfacimento definitivo, morale e politico.Credo che il bello deve ancora venire.....

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  • fossog

    25 Ottobre 2012 - 18:06

    ....E per non essere servito maia a nulla, poi !!! a questo punto devo sperare solo che campi poco, molto poco.

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