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Partiti al contrattacco

La giornata no del governo: va sotto tre volte su Equitalia ed Enti locali

In Commissione passano gli emendamenti sul dl sui costi della politica. Il sottosegretario Polillo: "Sono in campagna elettorale..."

La giornata no del governo: va sotto tre volte su Equitalia ed Enti locali

Equitalia e costi della politica, il governo Monti va sotto tre volte in una manciata d'ore. La giornata no dell'esecutivo si consuma tutto in Commissione alla Camera che sta esaminando il dl sui costi della politica. L'ultimo flop su un emendamento che sposta al 30 giugno il pagamento di tasse e contributi per i Comuni di Emilia Romagna e   Lombardia colpiti dal terremoto dello scoroso maggio. Il governo aveva dato parere contrario e si è riservato di verificare l'impatto economico del provvedimento. A far dare parere negativo al governo è stata l'ipotesi della Ragioneria dello stato che quantificava i mancati introiti derivanti dagli sgravi a imprese e lavoratori, da prorogare fino al 30 giugno 2013, in "un minimo di 140 milioni", come riferito dal sottosegretario Gianfranco Polillo. Cifra che, secondo le stime regionali dell'Emilia Romagna circolate in commissione, sarebbe stata invece di soli 3 milioni di euro. "Ora ci sarà una valutazione", ha aggiunto Polillo: "Le ipotesi sono che si faccia un maxiemendamento dal quale stralciare la parte relativa al terremoto oppure che il testo vada al Senato senza la 'bollinatura' della Ragioneria dello Stato", se dovesse verificare che non c'è copertura finanziaria, "in calce al passaggio sulla 'busta paga pesante'. Così il Senato potrà modificarla". Infine il sottosegretario si è lasciato andare a una considerazione sulla stima fatta dai deputati presenti in commissione e relativa ai costi di copertura: "Hanno pressioni elettorali comprensibili, quindi qualsiasi emendamento non costa niente... Io do retta alla Ragioneria". In precedenza, il governo aveva subìto il voto contrario su Equitalia (passato l'emendamento della Lega che prevede la possibilità per i Comuni di sciogliere da subito il loro contratto di riscossione con la società dell'Agenzia delle Entrate) e sui mutui contratti dai Comuni con la Cassa Depositi e prestiti.

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