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Nichi scatenato

A Terni Vendola se la prende con Trenitalia: "L'ad lo prenderei a calci nel sedere"

Il governatore in Umbria per la campagna elettorale spara a zero su Tav, Gelmini e... Renzi: "Non si rottamano le persone"

A Terni Vendola se la prende con Trenitalia: "L'ad lo prenderei a calci nel sedere"

di Marco Petrelli

E’difficile stare appresso a Nichi Vendola quando in un solo discorso spazia da San Pietro a Renzi, dalla Gelmini a  Giovanni Gentile. In un teatro Secci di Terni pieno, il leader di Sel propone oltre un'ora di storia politica, partendo dall'Ottocento e dalle origini del movimento operaio.

Falce e aspersorio - Cita San Pietro Nichi per definire il lavoro "pietra angolare" della società e il commento 'clericale' suscita qualche brusio in sala, tuttavia subito zittito dal ricordo del dipinto di Pelizza da Volpedo quel "Quarto Stato armato di falce e perché no di martello" che scatena la platea.

La ministra e il filosofo – Il tema istruzione fa più effetto di Volpedo e il nome Gelmini infiamma il pubblico. All'ex titolare Miur Mariastella Gelmini è imputato l'annichilimento della scuola e una scarsa cultura personale, secondo Nichi "neanche definibile fascista perché il Duce per la riforma del '23 si era rivolto ad uno dei più grandi filosofi italiani, Giovanni Gentile".

Tav e bordate - "Strade ferrate ed autostrade del mare, all'ad di Trenitalia darei un calcio nel sedere: a questo Paese manca una ferrovia efficiente al servizio dei cittadini". Sui trasporti Vendola non va leggero, in particolare sul settore ferrovie: per Nichi è tassativo velocizzare i collegamenti sulla Penisola, lasciando stare la Tav, un "servizio per pochi privilegiati". E la questione Val Susa diventa pretesto per colpire Matteo Renzi, che proprio sulla Tav ha una posizione troppo tiepida, come non manca di far notare il governatore esprimendo, seppure in modo non troppo chiaro, il suo pensiero: "Cosa si aspetta Renzi? Di concentrare tutto il trasporto merci su gomma?". Ma la bordata più dura arriva a fine serata: "Caro Matteo altre cose si rottamano, non certo le persone". Una battuta secca e un po' acida con la quale si conclude la trasferta umbria. Un saluto veloce ai sostenitori e via senza lasciare dichiarazioni alla stampa, "sono stanco e non ne ho voglia", dice allontanandosi rapido.

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