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L'uomo nuovo del centrodestra

Samorì demolisce il Pdl:
"Sono tutti degli incapaci"

L'imprenditore romagnolo attacca: "Ma quanto ci vuole per fare le regole delle primarie?". Poi: "Nel partito c'è troppo estremismo, ormai è una guerra tra bande"
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Samorì demolisce il Pdl:
"Sono tutti degli incapaci"
L'imprenditore romagnolo attacca: "Ma quanto ci vuole per fare le regole delle primarie?". Poi: "Nel partito c'è troppo estremismo, ormai è una guerra tra bande"

E' l'imprenditore Giampiero Samorì l'uomo del momento nel centrodestra. In barba a primarie e quant'altro. La sua candidatura alle primarie in un ticket con Vittorio Sgarbi sta agitando non poco le acque in casa Pdl, perchè sono in molti a pensare che sia lui l'uomo scelto dal cavaliere per mandare a monte la consultazione per la scelta del leader. Timori confermati dalle parole che lo stesso Berlusocini ha pronunciato oggi a margine dell'ufficio di presidenzza con cui il Pdl sta faticosamente cercando di darsi delle regole per le prime primarie nella storia del centrodestra: "Al Pdl serve uno choc, serve uno come ero io nel '94". E cioè, se non proprio Samorì nome e cognome, un imprenditore che venga dalla società civile: descrizione che ben si addice al "Berlusconi di Modena" leader dei "Moderati in rivoluzione". Samorì che oggi ha avuto parole pesantissime per la dirigenza del Popolo delle libertà, proprio a partire dall'infinito nodo delle regole: "E' stupefacente che un partito serio parli di regole per 15 giorni. Ma è così difficile dire quali sono le regole delle primarie? Sono tre. Uno: le firme per essere candidati a premier. Due: il giorno del voto. Tre: una parità di trattamento dei candidati per i confronti tv". Invece, incalza l'imprenditore romagnolo, "è complicatissimo, si capisce solo che stanno cercando regole a vantaggio dell’apparato". E in questo modo "le primarie rischiano di essere solo una guerra tra bande che mi interessa sempre meno".  Altra stoccata: "La classe dirigente del Pdl ha una visione estremista della politica, ma non ha il monopolio dei moderati. Bisognerebbe aggregare quelli altrimenti i migliori se ne vanno e i peggiori restano. Col risultato che il Pdl non avrà ruolo nella politica italiana e i moderati, che sono un’area più ampia del Pdl, rischiano di disperdersi. Credo che molti dovrebbero farsi da parte". Manca solo una frase che piaceva tanto al Cavaliere qualche tempo fa: "Ghe pensi mi" ("ci penso io" per i non milanesi). Già, ma lui è romagnolo.

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Commenti all'articolo

  • ResistenzaLiber

    09 Novembre 2012 - 18:06

    L'Italia è un paese che non cambia mai perchè la vasta area di parassitismo che la infesta agisce sistematicamente per impedirlo. I parassiti hanno a disposizione tutti gli apparati e organi dello Stato, la magistratura e i servizi segreti e li usano largamente con la protezione del Colle per demonizzare e,quindi,neutralizzare qualunque forza politica abbia solo in mente di effettuare vere riforme. Berlusconi e tutto il centrodestra ne sanno qualcosa. Premesso ciò, dico che è assolutamente necessario agire per risolvere i gravissimi problemi che attanagliano l'Italia, però, penso che, oltre a vincere le elezioni del 2013, sia essenziale riuscire ad eleggere un Presidente della Repubblica ben diverso dagli ultimi tre. E' il Colle con i propri silenzi o con i velati richiami, che nessuno critica, che permette o interdisce qualunque vera riforma. Non tenerlo presente e non agire di conseguenza vuol dire, a mio avviso, non mantenere le promesse. Resistenza Liberale Luciano Sturaro

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  • lulloferrari

    09 Novembre 2012 - 07:07

    Accidenti che aria di rinnovamento nel Pdl... il più sano ha la rogna!!!

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  • encol

    09 Novembre 2012 - 07:07

    Di certo non è uno sprovveduto ma il sapersi destreggiare tra la banda di lupi famelici che siedono in parlamento è tutt'altra cosa. TANTI AUGURI!

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