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Violenza sulle donne

Violenza sulle donne, proposto da Carfagna-Bongiorno l'ergastolo per femminicidio

Le parlamentari chiedono anche l'introduzione del "matrimonio forzato", con pene più severe se la vittima della coercizione è una minorenne

"Siamo agli sgoccioli di questa legislatura - dice l'ex ministro per le Pari Opportunità - ma in questa battaglia non ci fermeremo"
Violenza sulle donne, proposto da Carfagna-Bongiorno l'ergastolo per femminicidio

 

L'ergastolo per chi uccide una donna con l'aggravante del delitto passionale, pene gravi per chi obbliga al matrimonio contro volontà, ancora più pesanti se la vittima della coercizione è un minore. Sono i punti fondamentali della proposta di legge contro la violenza sulle donne presentata da Mara Carfagna (Pdl), ex ministro per le Pari Opportunità, e l'avvocato Giulia Bongiorno (Fli). "Dobbiamo dire basta alla violenza sulle donne e al femminicidio - dicono in coro le promotrici - e introdurre delle sanzioni maggiormente dissuasive per gli uomini che pensano di poter disporre delle donne come di un bene proprio". "Siamo agli sgoccioli di questa legislatura - afferma Carfagna - rispetto a quattro anni fa il quadro normativo, per quanto riguarda le donne è più completo, grazie alle parlamentari che sono andate al di là degli schieramenti facendo squadra. Spero - conclude - che questa maturità non si concluda con questa legislatura. In questa  battaglia non ci fermiamo nè ci fermeremo"

Il testo della legge - La proposta di Carfagna e Bongiorno inserisce l’aggravante specifica per punire con l’ergastolo chi commetta un omicidio volontario in reazione a una offesa all’onore proprio o della famiglia  d’appartenenza. La definizione di femminicidio aggravato è estesa dal delitto perpetrato dal marito a quello perpetrato da amante o convivente. Le due deputate vogliono inserire anche il reato di "matrimonio forzato" per chi costringa o induca qualcuno con la violenza o la minaccia a contrarre matrimonio: la pena andrebbe da uno a cinque anni, con conseguente annullamento del contratto matrimoniale. Un’altra novità inserita nella proposta di legge stabilisce la pena della reclusione da 24 a 30 anni nei confronti di chi commette il  fatto su un minore di dieci anni o in sua presenza.

 

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Commenti all'articolo

  • BellpietroVergognati

    22 Novembre 2012 - 15:03

    Avete voluto piazzare "una di quelle" in politica? Adesso pedalare!!

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  • pasc

    22 Novembre 2012 - 14:02

    dei distinguo sulla base del sesso delle vittime,aprirebbe la strada ad altre eventuali discriminazioni. Molto più semplice ed opportuno applicare le aggravanti previste per i motivi abietti e l'eventuale efferatezza per le vittime di ambo i sessi e soprattutto dare la CERTEZZA DELLA PENA facendola scontare integralmente, senza tutte quelle sconcezze pro delinquenti delle indecente legge Gozzini, almeno quando si tratti di omicidio. Sarebbe opportuno introdurre, sempre per gli omicidi provati, introdurre la PENA DI MORTE da eseguirsi entro 1 anno dalla condanna definitiva, evitando così vicende indegne come quelle che, grazie ai buonisti in SPE hanno avuto come protagonisti IZZO e MINGHELLA, che sono stati graziosamente in condizioni di poter uccidere ancora anche dopo che erano stati giustamente condannati al (teorico) ergastolo. Evito di esporre il mio giudizio su Veronesi e la solita banda di carampane e giullari che vorrebbero abolire tout court l'ergastolo per evitare querele.

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  • 19gig50

    22 Novembre 2012 - 14:02

    Non ammazzare, è quanto stabilisce il 5° comandamento, per cui, chi uccide commette un reato. Che la vittima sia uomo o donna ha poca importanza, una vita è stata interrotta ed il colpevole deve essere punito con il massimo della pena, senza le attenuanti che, la nostra giustizia ridicola, attribuisce caso per caso. Particolare rigore dovrebbe riguardare i delitti che hanno come vittime i bambini per i quali dovrebbe essere prevista la pena di morte. Invece vediamo che i peggiori delitti, quello compiuto da una madre verso il proprio figlio o quello di una sorella che infligge 120 coltellate al fratellino, vengono addolciti da pene lievi con tanto di permessi e corsi di recupero. Le donne che hanno per anni reclamato la parità di trattamento con gli uomini, non possono pretendere comportamenti diversi per questo motivo. La cosa importante è la certezza della pena e che la legge sia veramente uguale per tutti.

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  • gibuizza

    22 Novembre 2012 - 13:01

    Pena di morte per chi uccide donne, bambini e vecchi. Non hanno diritto alla convivenza civile ergo pena di morte o, in alternativa, spedizione in qualche isola disabitata del Pacifico o sulla Luna a lavorare per una futura base.

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