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Consultazioni rosse

Primarie Pd, ballottaggio tra Bersani e Renzi. Il rottamatore contesta i dati

Matteo Renzi

Matteo Renzi

A Pierluigi Bersani il 44,9%, a Matteo Renzi il 35,5%: questo il verdetto quasi definitivo delle primarie del Pdl (è stato scrutinato il 90% dei seggi). Quindi  Nichi Vendola con il 15,6%; staccati Laura Puppato (2,6%) e Bruno Tabacci (1,4%). Ma il conteggio e lo spoglio destano diverse perplessità Per primo il "tilt": intorno all'1,30 della notte tra domenica e lunedì i dati non arrivavano più. A quell'ora risaliva l'ultimo aggiornamento; poi dai 3.982 seggi scrutinati fino all'1,30 su un totale di 9.232 in tutta Italia, si passa a 3.992; poi per molte ore il nulla. C'è poi il balletto sul numero totale dei votati: domenica si diceva fossero 4 milioni. A giochi fatti, Nico Stumpo, coordinatore nazionale delle primarie del centrosinitra, ha spiegato: "Hanno votato circa 3 milioni e 100mila cittadini" (nel 2005, alla vittoria di Prodi, furono 4,3 milioni; nel 2007, Veltroni, 3,5 milioni; nel 2009, Bersani, 3,1 milioni).

I dubbi di Renzi sullo spoglio - Lo spoglio, dopo il black-out della notte, è ripreso. Roberto Cuillo, del comitato organizzatore delle primarie, ha dichiarato che "mancano poche decine di seggi, credo si arriverà al dato definitivo a fine giornata. Nel pomeriggio di oggi è convocato il comitato dei garanti che esaminerà ciò che deve e alle 18 ci saranno i dati ufficiali". Peccato però che a tutti i problemi legati allo spoglio si aggiungano anche le accuse, più o meno velate, di Renzi, che contesta i dati. Il rottamatore ha spiegato a Sky Tg24 di ritenere il suo risultato "buono, molto buono". Poi sottolinea che "i dati in nostro possesso indicano che siamo a 5 punti da Bersani, e non a 9 come dicono loro. Poco importa - ha poi aggiunto con signorilità -, al ballottaggio si riparte da 0-0". Quindi il rottamatore si toglie una soddisfazione: "Per tre mesi mi hanno detto che ero lo schiavo del centrodestra e ho vinto nelle regioni rosse. Comunque - ha concluso nella mattinata di lunedì - continuerò a chiedere il voto anche agli elettori del centrodestra". Nel pomeriggio di lunedì, sarà poi lo stesso comitato renziano a sottolineare come lo scarto sia probabilmente più vicino ai 9 punti che ai cinque.

Il tilt - Prima delle pacate contestazioni di Renzi, teneva banco il caso del blocco degli scrutini, di cui vi dato brevemente conto nelle prime righe dell'articolo. Nonsi è trattato di un semplice rallentamento. Sui social network, per tutta la notte si è discusso del "tilt", tra dubbi e sospetti. Dopo pacifici commenti come "risultati a rilento" e "spoglio impantanato", si è passati a discutere di vero proprio "giallo" e "mistero". 

E Bersani trema - Nonostante i problemi, il tilt e le contestazioni, al termine di una lunga giornata il risultato appare chiaro: per la leadership del Pd sarà ballottaggio. Un ballottaggio che spaventa - e non poco - il segretario Bersani: l'affluenza è stata  alta, e non c'è nulla di scontato. Il distacco c'è, ma il rottamatore di Firenze, domenica prossima, potrebbe prendersi il partito. A votare sono andate più di 3 milioni di persone: questo il dato diffuso dal quartier generale di Renzi (prima si parlava di due milioni di persone, poi di quattro; infine il dato ufficiale). 

Bersani canta vittoria - Dopo un silenzio durato tutta la domenica, in tarda serata, Bersani ha cantato vittoria: "Sono stracontento, perchè è stata una giornata magnifica. Tantissima gente e un'organizzazione perfetta, non c'è stato nessun problema". Quindi l'esaltazione della scelta di celebrare le primarie: "Le abbiamo volute, le ho volute ho sentito Renzi e gli mando un abbraccio". Bersani ha poi aggiunto di attendere "con fiducia il ballottaggio". E a chi gli chiedeva se in caso di vittoria ci fosse un posto per Renzi tra i ministri, Bersani ha risposto: "Non facciamo quei bilancini. Chi vince è il candidato premier dei progressisti. Dopo di che decide lui".

Renzi vuole vederci chiaro - Renzi, da par suo, dopo aver recriminato per le lunghe code (al suo seggio in via dei Ciompi, a Firenze, ha dovuto attendere due ore e quaranta per votare), ha sottolineato che "abbiamo vinto nella stragrande maggioranza delle regioni rosse, dove il Pci prendeva l'80%: la vulgata secondo cui noi stiamo a destra e loro a sinistra deve finire". Quindi il rottamatore snocciola una metafora: "Fossimo a Sanremo avremmo vinto il premio della critica, ma a noi interessa vincere il Festival". Infine il parallelo calcistico: "Si riparte da 0-0. E non c'è partita più bella di quella che ci vede in svantaggio". Ma il sindaco ragazzino vuole vederci chiaro nello scrutinio e sui dati uffciali e stizzito su twitter scrive: "I dati ufficiosi? Vorremmo quelli ufficiali. Non è difficile. Basta mettere online i verbali dei seggi. In ogni caso andiamo al ballottaggio".

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Commenti all'articolo

  • marco gladiatore

    27 Novembre 2012 - 11:11

    Mi chiedo come mai alle 17 di domenica avevano votato 2,4 milioni e improvvisamente in tutti i canali della TV alle 20 avevano votato 4.010.000. salvo poi al mattino dopo ridimensionare a 3 mioni la partecipazione.... che buffoni anche questi giornalisti, non verificano neppure gli errori macroscopici !!! Marco Gladiatore

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  • marco gladiatore

    27 Novembre 2012 - 11:11

    E siccome dopo il ballottaggio il PD diventerà 2 partiti, se non subito, subito dopo le elezioni politiche, fa bene Berlusconi a riproporre una propria lista e candidatura per mettere fine al desolante pollaio del PDL che stanco di sopravvivere alla corte di Berlusconi, morirà di fame (di voti) per mancanza di cibo (i voti). A Proposito di PD, uno come Tabacci che vorrebbe fare il presidente del Consiglio con l'1,4% direi che "si è rottamato da solo".

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  • marco gladiatore

    27 Novembre 2012 - 11:11

    Illusioni di un popolo che si poente sempre dopo delle scelte che fa. Anche su renzi Vi ricrederete presto. Renzi lavora per Renzi e non per l' Italia come non ha lavorato per Firenze. Un popolo che da sempre la colpa a chi prima ha sostenuto con folle oceaniche e con processioni ai seggi, manifestazioni di piazza ecc... tanto per dire che io c'èro per primo. Oggi,pur di sopravvivere ai propri vizi e alla propria illusione di benessere si è accettato anche Monti, e accetteremo anche Renzi, il nulla, il mister Bin della Toscana, il parlatore intorno al nulla, uno che ha fatto tanto casino per farsi conoscere, non rottama nessuno dei soui sostenitori (suo padre è consigliere comunale da 40 anni a Rignano sull' Arno, e capogruppo sempre, prima della DC poi del PD). Faccio una piccola previsione: con questo Renzi e con il popolo di sostenitori che sono più Grillini che Democratici, IL PD SI SPACCHERA' SUBITO DOPO IL BALLOTTAGGIO.

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  • TheUndertaker

    27 Novembre 2012 - 09:09

    Le chiedo molto seriamente se lei pensa veramente quanto ha scritto o si sta semplicemente burlando di noi. Nel caso fosse vera la prima ipotesi, dovrei constatare che l'appartenenza al partito dei ladri, evasori, corruttori, falsari e mignotte rende le persone molto sospettose (non saranno per caso come noi?). La prego, mi dica che stava scherzando........

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