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I costi della politica

Il Pdl sbaracca:
stop agli affitti
delle sedi di partito

Azzurri coi conti in rosso: avrebbero già disdetto i contratti degli uffici di Roma in via dell'Umiltà, di Milano e di Torino
Il Pdl sbaracca:
stop agli affitti
delle sedi di partito

Il piatto piange. Le politiche incombono e in tempo di crisi il Pdl è costretto a tirare la cinghia. Secondo quanto riporta l'agenzia Adnkronos, il partito avrebbe disdetto i contratti di affitto di tre sedi: quella di Roma in via Dell'Umiltà, quella di Milano in viale Monza e quella di Torino in corso Vittorio Emanuele. E nelle prossime  settimane stessa sorte potrebbe toccare a tutte le altre. A pesare sulla casse pidielline sarebbe soprattutto la forte riduzione dei contributi statali per i rimborsi elettorali, che secondo l’ultimo bilancio ammontano complessivamente a 31 milioni 552mila 146 euro.

A lanciare l’allarme per primi erano stati i tesorieri del partito, Rocco Crimi e Maurizio Bianconi, nella relazione gestionale del rendiconto relativo all’esercizio 2011: "La riduzione del contributi di Stato, una volta definitivamente approvata, costringerà il nostro partito ad  avviare nella seconda metà del 2012 un severo programma il cui   principale obiettivo sarà quello di limitare energicamente i costi   facenti capo alle sedi nazionali". La disdetta dell’affitto della sede storica di via  dell’Umiltà al civico 36, che pesa sul bilancio del partito per 1 milione 871mila euro l'anno, sarebbe stata decisa già qualche mese fa. Tra le vittime dei sacrifici economici anche le sedi del coordinamento regionale lombardo a Milano, e di quello piemontese a Torino.

Silvio Berlusconi, che ha sempre garantito personalmente le finanze del partito con fideiussioni bancarie a doppia cifra (paga ancora i vecchi debiti dell’ex Forza Italia per oltre 55 milioni di euro), avrebbe accolto in pieno la linea del rigore, consigliato proprio dai  tesorieri, allarmati soprattutto dalla forte riduzione dei contributi statali. Il budget, dunque, è ridotto all’osso e in qualche modo bisognerà correre ai ripari, visto che all’ultimo ufficio di presidenza Crimi ha rimesso il suo mandato e da allora nessuna spesa può essere autorizzata senza la sua firma. A rischio potrebbero essere in futuro anche gli stipendi dei dipendenti del Pdl.

 

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Commenti all'articolo

  • towal77

    05 Dicembre 2012 - 13:01

    Qualcuno mi sa dire se la crisi si ripercuote anche su PD ed affini o la crisi riguarda esclusivamente il PDL. Come fanno fanno questi fenomeni ad avere tutti i conti in attivo, qualcuno me lo spieghi..

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  • blu521

    05 Dicembre 2012 - 10:10

    Un partito di pezzenti. A tacer d'altro.

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  • seve

    05 Dicembre 2012 - 07:07

    meglio l'allevamento di fi...ette che un PDL disastrato. Ma cav. la pianti di pensare ,non c'è più niente da fare ,è tardi .Per cambiare ci vorrà il default che con il prof.sussiegoso non mancherà. Povera ladrocrazia fondata sul furto sistematico ,in fondo è la sua fine naturale.

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  • Newswan

    05 Dicembre 2012 - 01:01

    Devo complimentarmi con Berlusconi: ha distrutto la destra e consegnato il paese in mano alla sinistra. Comincio a credere che sia una proiezione di Putin in Italia. Si levasse almeno dai coglioni, che siamo al 13,7 nei sonagli. Forse senza d ilui si torna al 20.

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