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Facci

Addio alla toga
per la politica
Caro Ingroia,
sei scorretto

Il giudice palermitano fa una figuraccia con l’Onu, rinunciando all’incarico in Guatemala, per candidarsi con Idv e De Magistris. Il programma? Guerra a tutti

Addio alla toga
per la politica
Caro Ingroia,
sei scorretto

 

di Filippo Facci

Cioè, ma rendetevi conto che razza di pacco è quest’uomo. Prima imposta una correttissima carriera «antimafia» paragonandosi di continuo a Paolo Borsellino, che pure era di destra. Poi, progressivamente, diventa un personaggio per meriti catodici (non si ricordano sue inchieste memorabili)  e intanto riesce a inquisire tutti quelli che la mafia l’hanno combattuta portando a casa risultati, tipo il capitano Ultimo o il generale Mario Mori, gente che arrestò Totò Riina. 

Poi si incaponisce su Dell’Utri sinché la Cassazione gli distrugge la sentenza d’appello che infatti è da rifare da capo. Intanto si fa turlupinare (col suo amico Travaglio) dal suo più stretto collaboratore di procura, uno che passava notizie a un prestanome di Bernardo Provenzano e che a Ingroia, pure,  aveva ristrutturato il casolare paterno. Questo mentre spara una dichiarazione via l’altra, si fa riprendere persino dal Csm, fa il prezzemolino televisivo, arringa le folle ai congressi di partito, scrive un libro via l’altro, ha pure un segretario organizzativo e insomma non si capisce quando lavori. 

Poi mette in piedi un mastodontico procedimento storico-giudiziario su un’inafferrabile «trattativa» dove tira in ballo due o tre repubbliche, produce reati anziché perseguirli (le presunte false testimonianze) e soprattutto tira in ballo il Capo dello Stato costringendo la Corte Costituzionale a pronunciarsi sull’opportunità di intercettare il Quirinale su faccende comunque irrilevanti; quando poi la sua inchiesta è pronta per il rinvio a giudizio, al dunque, il nostro uomo decide di partire per il Guatemala ma tira il pacco anche a loro, continuando a rinviare la partenza. Poi però parte, e però, una volta giunto in America latina, comincia a rilasciare dichiarazioni rivolte all’Italia, si collega via satellite, apre un blog, un diario, torna periodicamente per appuntamenti di chiara matrice politica (pur negando ogni coinvolgimento, sempre ambiguamente) e pubblica un altro libro, dice che Forza Italia è di matrice mafiosa, si congratula con Bersani perché vincerà le elezioni - sostiene - e, dopo aver scassato l’anima all’intero. 

Pianeta col suo esodo in terre lontane, piazza un pacco intercontinentale direttamente all’Onu: dopo meno di un mese e mezzo in Guatemala - che dev’essergli piaciuto moltissimo - chiede l’aspettativa da magistrato e annuncia che il 21 dicembre spiegherà il suo programma politico in un’assemblea al Capranica di Roma, alleati Di Pietro e De Magistris più altri ex magistrati equilibrati. L’incontro in chiama «Io ci sto», mentre in Guatemala non ci sta più. Preannuncio del programma: guerra a Berlusconi, guerra a Monti, guerra alla mafia, guerra alla corruzione, guerra alla finanza, guerra al congiuntivo. Tutto questo, naturalmente, forse: perché non è detto, non escludo, in futuro chissà, chi può dirlo.  ’A megghiu parola è chidda ca’n si dici.

 

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Commenti all'articolo

  • penultimo

    23 Dicembre 2012 - 17:05

    Cosa c'è di meglio che fare i comunisti in Italia.

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  • rendagio

    21 Dicembre 2012 - 20:08

    questi sono i frutti della giustizia italica , dove un popolo di idioti permette certe neffandezze, kompagno di merenda e soldi dell´Orlando o palemmitano, che pur di far carriera ha sputao sulla vita di un nobile SIg. Gen Falcone , ed ora entrambi si sentono superiori, immonnezza pura ... INgroia ma vedi di anda´a fan c....o

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  • sardapiemontese

    18 Dicembre 2012 - 16:04

    sarà il PD a mettere il bastone fra le ruote a questo nascente partitino, per l'unica ragione che potrebbe togliergli voti....

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  • alvit

    18 Dicembre 2012 - 13:01

    Basti dire che il "picciotto con coppola" è un komunista acclarato, facente parte di quella magistratura di colore rosso sangue. Non si è dimesso,ma chiede l'aspettativa.Si piazzerà in parlamento,ascolterà, indagherà,spierà la controparte e poi...partiranno inquisizioni a raffica. Speriamo in una cosa sola, che il partito dei cosidetti "arancioni",simili ai mandarini, pieni di ossicini che sputacchi in continuazione, non raggiunga il benedetto 4 o 5% e che cada nel fosso pieno di melma, da dove si sono arrampicati.Sembra che il trattorista immobiliarista(ultima casa acquistata pochi giorni fa) voglia farne parte, per rimanere a galla.Pensate che andrà a fare il gregario di Gigino o manettaro, che è tutto da ridere.

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