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Il commento di Bechis

Pdl, senza intesa con la Lega si perde in Lombardia e si fa vincere il Pd in Senato

Lombardia, con Sicilia e Veneto, è la regione chiave: se perde qui Bersani sarà bloccato, altrimenti governerà (con pochi seggi)

Pdl, senza intesa con la Lega si perde in Lombardia e si fa vincere il Pd in Senato

 

di Franco Bechis

 

Sono quattro le Regioni italiane in cui si gioca la vera partita delle prossime elezioni politiche: Lombardia, Veneto, Sicilia e Campania. E in tutte e quattro quelle regioni lo schieramento favorito alla vigilia della campagna elettorale, quel raggruppamento Pd-Sel guidato da Pierluigi Bersani, rischia di non farcela, mettendo a serio rischio la possibilità di avere un governo dopo il voto di fine febbraio. Quelle quattro regioni infatti decideranno se potrà esserci dopo il voto una maggioranza al Senato, se questa maggioranza sarà appesa a un voto come accadde nel 2006 al governo di Romano Prodi, se questa maggioranza sarà possibile solo con l’appoggio determinante della lista Agenda Monti per l’Italia o addirittura se nemmeno questo matrimonio sarà sufficiente al varo di un governo. Se infatti Lega e Pdl (uniti o anche separati) dovessero vincere in tutte e quattro quelle Regioni nel voto per il Senato, è assai probabile che l’Italia si venga a trovare nella stessa identica situazione della Grecia di mesi fa, e sia costretta in questo modo a tornare alle elezioni provocando un gran pasticcio al Quirinale (dove Giorgio Napolitano sarebbe in scadenza, ma il Parlamento potrebbe non essere in grado di votare il suo successore).

Quelle quattro regioni sono al momento le più difficili da conquistare per Bersani. Se infatti trovassero un accordo che ieri sera sembrava assai difficile, Pdl, Fratelli di Italia, altri alleati e Lega Nord avrebbero buone chance di conquistare il premio di maggioranza sia in Lombardia che in Veneto. Nella Regione guidata da Luca Zaia addirittura sarebbe in questo momento in grado di vincere la Lega da sola, senza alcuna alleanza. Insieme però potrebbero conquistare 45 seggi, lasciandone 26 da dividere fra gli avversari. Nel 2008 una situazione simile avrebbe creato problemi, ma non sconquassi. Quei 26 seggi infatti sarebbero stati intera preda di Pd-Sel, che ce l’avrebbe fatta comunque a limitare i danni. Nessun altro infatti aveva raggiunto lo sbarramento all’8% che la legge elettorale stabilisce per il Senato. Questa volta hanno buone ciance di farcela almeno altre due liste: quella guidata da Monti e il Movimento 5 stelle. I seggi di minoranza dovranno dunque in molte regioni essere divisi per tre liste concorrenti, che così rischiano di non prendere che le briciole. Naturalmente la stessa cosa accadrà in Regioni dove Pd e Sel sono sicuri di ottenere il premio di maggioranza, ma è un fatto che questa certezza la sinistra non può avere al momento proprio nelle quattro regioni più popolose (insieme al Lazio), che quindi mettono in palio più seggi. In Sicilia il premio di maggioranza è alla portata del Pdl, se Gianfranco Miccichè non farà le bizze (come accaduto alle recenti Regionali, ma che avrebbe meno senso fare alle politiche), tanto più che non si potrà ripetere il recente matrimonio fra Udc e Pd. E’ assai probabile quindi che il Pdl possa ottenere i 15 seggi di maggioranza, costringendo gli altri a dividersi gli 11 seggi di minoranza. In Sicilia i concorrenti che possono raggiungere l’8 per cento sono addirittura 5: il Pdl, il Pd-Sel, la lista Agenda Monti per l’Italia, il Movimento 5 stelle e forse anche gli arancioni guidati da Antonio Ingroia. Undici seggi da dividere in quattro sono pressoché inutili.

E’ più aperta la competizione in Campania, ma anche qui il Pdl e i suoi alleati potrebbero farcela proprio grazie agli arancioni di Ingroia e di Luigi De Magistris che probabilmente eroderanno parte dei voti sia a Pd-Sel che al Movimento 5 stelle.

Che cosa accade a seconda di chi vince in queste Regioni? Se Bersani perde la sola Sicilia, avrebbe ancora 13 seggi sopra la maggioranza. Se perde il solo Veneto, risultato identico. Perdendo tutte e due le Regioni, avrebbe una maggioranza risicata: circa 3 seggi, che quindi lo costringerebbero a cercare un’intesa con Mario Monti per navigare più tranquillo. Se il Pdl non avesse l’alleanza con la Lega, però riuscisse a vincere sia in Sicilia che in Campania, Bersani avrebbe un solo seggio sopra la maggioranza necessaria e sarebbe ovviamente obbligato a quell’alleanza con Monti che potrebbe aprire ferite non di poco conto in Sel.

In tutto questo scenario già incerto può entrare in gioco anche la Lombardia, che è la regione più importante di Italia. Basta perderla e già Bersani si troverebbe con un solo seggio di maggioranza. Se poi la perdesse insieme al Veneto, non avrebbe la maggioranza per dieci seggi e Monti potrebbe compensare, anche se non mettere in definitiva sicurezza il prossimo governo. Se a Lombardia e Veneto dovesse aggiungersi anche la perdita della Sicilia, mancherebbero a chi pure vincesse in tutte le altre Regioni circa 20 seggi. Anche qui Monti potrebbe fare da ciambella di salvataggio, ma la maggioranza sarebbe comunque risicata. Con l’aggiunta della Campania, non basterebbe nemmeno Monti (a meno che non diventi il secondo partito in quasi tutte le Regioni), e il Senato sarebbe ingovernabile costringendo probabilmente a nuove elezioni.

 

 

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  • wilegio

    wilegio

    02 Gennaio 2013 - 11:11

    Tirato in causa da un comunista, da lui sponsorizzato, nominato senatore a vita e sostenuto senza condizioni, con chi potrà mai schierarsi monti? Se avevate ancora dei dubbi, penso che Bechis ve li abbia tolti: monti starà con bersani, sempre e comunque, con la benedizione del suo papà, il comunista del colle, e di santa romana chiesa. E vendola, pur di governare, se ne farà una ragione e si metterà lì tranquillo, come del resto ha già fatto quell'altro tutto chiacchiere e distintivo che si chiama renzi. Tutti bluff, che parlano, parlano, urlano e si dibattono, poi al momento giusto rientrano nei ranghi della ferrea disciplina di partito. Credevate forse che il soviet supremo fosse un ricordo del passato? In Russia forse... ma in Italia è forte più che mai!

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  • maxgarbo

    01 Gennaio 2013 - 10:10

    e anche vero che la Lega deve smetterla si tirarselo. Non mi pare siano messi tanto bene. Meglio per il Pdl fare un passo indietro, per ora, riarmarsi con altri alleati seri e ripartire. E' storia in Italia i governi di sinistra non durano nemmeno un anno, e si torna a votare. Per cui... quasi, quasi..

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  • 1932balbuziente

    31 Dicembre 2012 - 20:08

    Lasciate che maroni vada da solo in Lombardia e vediamo cosa sa fare.Perchè subire ricatti.Perder la lombardia è un male ma relegare I maroniti all'angolo sarebbe una grande vittoria.Che hanno da dire;loro sono i puliti ma gli euri in Tanzania chi c'è li ha portati mi nonno? Maroni non sapeva? ma di quale partito era? Il più pulito c'a la rogna. Allora se si accorda bene altrimenti scaricatelo e vedremo che come Casini, Fini troverà un accordo comunque

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  • psicologio

    31 Dicembre 2012 - 00:12

    Mi chiedo, come fate a preferire il PDL alla Lega, un partito dilaniato dalla corruzione, con un capo che ormai ha perso ogni equilibrio psicologico, con un vuoto programmatico in parte colmato solo dal programma della Lega (vedasi sicurezza, immigrazione, federalismo). Avete bisogno di uno bravo...

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