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Pansa: Monti ha fregato Berlusconi e Bersani. Ora non si faccia fregare da Casini

Mario è la grande speranza dei moderati italiani. Per guadagnarsi i voti veri, però, deve lasciare a casa gli impresentabili

Pansa: Monti ha fregato Berlusconi e Bersani. Ora non si faccia fregare da Casini

 

di Giampaolo Pansa

Mi ha messo di buonumore l’ostilità nei confronti di Mario Monti che tracima dalla Casta di destra e di sinistra. Certo, mi ha regalato allegria l’immaginare la strana coppia Silvio Berlusconi & Pierluigi Bersani finalmente uniti nella lotta. Sia pure con stili diversi, sparano entrambi raffiche parolaie contro il maledetto Professore che si è permesso di capeggiare un fronte moderato nel voto del 24 febbraio 2013.

I due partiti maggiori, il Pdl e il Pd, si comportano come il personaggio di una famosa canzone di Enzo Jannacci. La ricorderete per l’ossessivo ritornello: “Vengo anch’io? No, tu no”. La coppia B&B voleva sbarrare il passo al premier del governo tecnico. Però Monti li ha delusi o, per dirla alla buona, li ha fottuti. E si presenterà al giudizio degli elettori con un lista al Senato e più liste alla Camera.

 Perché questa ostilità verso Monti? Le ragioni che vengono accampate da quelli del “Tu no!” mi sembrano assai poco fondate. Si è cominciato con il dire che il presidente del Consiglio doveva restarsene chiuso a Palazzo Chigi, senza fiatare, senza muoversi, senza dire né ai né bai. Perché soltanto così avrebbe gestito con imparzialità la fase elettorale. Una pretesa priva di senso, come dimostra la storia politica italiana dal 1948 a oggi.

 Tanto nella Prima che nella Seconda repubblica, tutte le elezioni politiche generali si sono svolte in presenza di esecutivi che erano caduti, provocando lo scioglimento delle Camere e il ricorso al voto, anticipato o no. Non pochi di questi governi erano guidati da esponenti di partiti che non sparivano nel nulla, ma restavano sul campo. Dunque, soltanto Monti sarebbe pronto a comportarsi da fanatico ultrà nelle settimane che ci separano dalle urne? Mi sembra una follia pensarlo.

 Forse la Casta spara addosso al Professore perché lo ritiene una potenza politica nascosta, una specie di mostro ultraterreno che sta per rivelarsi e distruggere i partiti che ancora sopravvivono. Ma anche questo è un motivo privo di fondamento. Lo provano i giudizi sprezzanti sparati da destra e da sinistra contro l’impegno politico del Professore.

 Per il cavalier Berlusconi il centro di Monti è soltanto un «centrino». Per di più guidato da un tizio di «rango inferiore» rispetto ai professionisti della Casta, tanto che non scende in politica, ma deve salirci. Angelino Alfano, da scolaro diligente, si è affrettato a ridacchiare sul centrino. Spiegando che farà «da stampella della sinistra per aiutarla a governare».

Pure dal versante di Bersani arrivano alzate di spalle irridenti. Venerdì, intervistato da Pubblico, uno dei giovanotti rampanti del leader democratico, ha fatto la pipì fuori dal vasino. È Matteo Orfini, che ha definito quella di Monti «una lista di carini e di miliardari», che vogliono «conservare i propri privilegi e le proprie rendite di posizione». Con un risultato garantito: «Saranno sconfitti».

Dicono che questo Orfini sia il responsabile della comunicazione del Partito democratico. Se è così, forse Bersani poteva arruolare qualcuno meno incauto e spocchioso. E non affidare un incarico tanto delicato a un gemello della Giorgia Meloni, ex di Alleanza nazionale e oggi in Fratelli d’Italia. Lei ha esternato su Twitter una nuova barzelletta dedicata al premier: «Che differenza c’è tra Monti e la tua banca? Nessuna. Per un anno ti spillano soldi e a Natale ti regalano un’agenda».

Esiste infine un modo più subdolo di sparare contro il Professore. È sostenere che non può essere affatto considerato il tecnico che ha salvato l’Italia dal rischio di fallire. Per un motivo che anche i ciechi sono in grado di vedere: il nostro Paese non era per niente in crisi.

Nell’autunno del 2011, nell’era di Silvio V, tutto andava bene, madama la Marchesa! I ristoranti erano strapieni, e idem gli aerei prenotati dai vacanzieri italici. La catastrofe imminente era una favola, identica all’imbroglio dello spread che andava alle stelle. Si trattava soltanto di un complotto architettato da potenze straniere che, per ordine della vampira Angela Merkel, volevano disfarsi di quel sant’uomo del Berlusca.

 Qui ci troviamo di fronte a una leggenda grottesca. Forse qualcuno ci crede perché, da che mondo è mondo, si trova sempre chi è disposto a prendere per buone tutte le panzane. Gli alieni esistono. I marziani sono già sbarcati a Roma. La iella è una realtà dimostrata. La calvizie può essere curata con le formule magiche.

Purtroppo la crisi c’era. Lo provano ancora oggi le tante aziende che chiudono, il numero dei senza lavoro che cresce, il futuro incerto dei giovani. Venerdì sera Monti ci ha ricordato che l’emergenza finanziaria è finita e l’Italia è stata messa in sicurezza. Ma esistono altre due emergenze anche più gravi: «La disoccupazione, soprattutto quella giovanile, e la mancanza della crescita».

Sostenere che un anno fa l’Italia era un paradiso in terra, e dunque Monti non ha il diritto di accampare alcun merito, contraddice tutti i nostri ricordi di quei giorni. Spesso il privato delle persone ci aiuta a non dimenticare quanto accade fuori dalle mura domestiche. Vogliamo rammentare il clima di quell’autunno?

La crisi finanziaria globale ci aveva investito in pieno. La Borsa crollava quasi ogni giorno. Il valore dei titoli bancari scendeva a vista d’occhio. Qualcuno potrebbe osservare: chi se ne frega delle banche! Ma le banche custodiscono i nostri risparmi, pochi o tanti che siano. Allora si temeva che questi risparmi non fossero più al sicuro. In tante famiglie si era insinuata la paura di perdere il magro benessere conquistato. C’erano casalinghe che, per la prima volta nella vita, ogni sera ascoltavano i telegiornali per sapere se quel disgraziatissimo spread con i bund tedeschi fosse salito o sceso.

Oggi, nei suoi continui orgasmi televisivi, Berlusconi si affanna a spiegare che era tutto falso.

La congiura del Quarto Reich, quello della Merkel, “la Culona inchiavabile” come l’ha gentilmente definita Silvio, aveva costruito un’Italia finta da affidare a Monti, anche lui un finto mago che ha preso in giro tutti. Senza un gran vantaggio personale, a quanto sembra. Dal momento che oggi si appresta a diventare soltanto il vice di un altro piccolo boss, il Casini.

 Temo che la campagna elettorale appena iniziata risulterà uno scontro all’ultimo sangue, ma tutto fondato su questa robaccia. L’unico fatto positivo è che da venerdì gli elettori moderati avranno una possibilità diversa da quella di astenersi o di votare per un Pdl in pieno marasma. La sola incertezza riguarda proprio le liste connesse all’Agenda Monti.

 La decisione del Professore ha dissolto una nebbia che minacciava di danneggiarlo e creare problemi a quanti lo sostengono. Ma adesso sono necessari altri passi in avanti. Nella speranza che sulla coalizione non prevalgano gli egoismi delle singole parrocchie. E che i candidati da presentare agli elettori siano figure impeccabili.

Sull’esito finale non azzardo nulla. Ma il bello della democrazia parlamentare è il non sapere mai chi vincerà.

Comunque consiglierei a Monti di fare un salto a Firenze e incontrare Matteo Renzi. Per sentire come la pensa o per tentare di arruolarlo? Veda un po’ lui. 

 

 

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Commenti all'articolo

  • francocorica

    01 Gennaio 2013 - 12:12

    L'illustre dott. Panza ci propina una teoria davvero singolare. L'UE al soldo della Germania non è responsabile della crisi che sta attanagliando il vecchio continente. Invece è proprio la politica di rigore e recessiva della Merkel - una incapace - che ha prodotto i guai attuali. La Grecia poteva essere ripresa per tempo, invece ci è costata la bella somma di 300 mld. Di chi è la colpa: non ci vuole la scienza innata per capirlo. Ora il prof. Monti è il totem che salverà l'Italia. Ma se non è riuscito a combinare nulla di buono (o molto poco) con una maggioranza bulgara che lo sosteneva in Parlamento, come potrà risolvere i problemi dell'Italia avendo a che fare con una sinistra ringalluzzita da una risultato elettorale sicuramente positivo che detterà a qualunque interlocutore la linea della Camusso. Mi creda dott. Panza il male minore è turarsi il naso e rivotare Berlusconi. Altrimenti saranno guai seri.

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  • folgore38

    01 Gennaio 2013 - 11:11

    Non mi piace il modo di fare del Professore della Bocconi.E'viscido come un'anquilla e violento come un'uragano.E' stato facile per lui e i suoi compagni di cordatadi spremere il popolo sovrano e metterlo alla fame.Se il Monti pensa come Casini ;ha capito male .Alle prossime elezioni ci sara da ridere e non solo.

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  • carlo58

    31 Dicembre 2012 - 19:07

    temo che casini fregherà monti. non che me ne freghi molto in verità visto che non credo a tali personaggi. lo deduco dal fatto che monti e casini sono le uniche persone che si parlano pur non dicendo niente, di comprensibile intendo, tuttavia vanno apparentememte a braccetto. vista la caratteristica strutturale di casini, democristiano doc con frequentazioni finiane e rutelliane, secondo lei quanto durerà il matrimonio?.

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  • mania

    31 Dicembre 2012 - 19:07

    libero lei di scrivere che monti ha fregato bersani e berlusconi, liberissima io di affermare che soprattutto ha fregato gli italiani e mi auguro che si sveglino in tanti per dargli il cazzotto che si è ampiamente meritato dicendo di aver salvato l'italia,balla cosmica e assai peggiore di tutte le precedenti di altri soggetti

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