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Caos a 5 stelle

M5s, quattro senatori espulsi dal Movimento

M5s, quattro senatori espulsi dal Movimento

Dopo la diretta streaming delle consultazioni con Renzi, e dopo il voto di fiducia incassato dal governo al Senato, si apre la battaglia dentro il Movimento Cinque Stelle. Nel mirino dei grillini ci sono quattro senatori pentastellati che avrebbero criticato la linea di Grillo e il muro contro muro con Matteo Renzi: Orellana, Romani, Bocchino e Battista. Ieri il processo dell'assemblea dei parlamentari che ne ha decretato l'espulsione, oggi le sprangate verbali da parte del leader Beppe. Oggi il voto online della base grillina e l'espulsione dal Movimento, col senatore Orellana che ha annunciato le sue dimissioni da senatore e gli altri tre che stanno valutando il loro futuro in politica. La cacciata die quattro sta provocando una frattura profonda nel partito di Grillo, con alcuni altri parlamentari pentastellati che hanno annunciato la loro intenzione di lasciare il gruppo 5 Stelle. Di sicuro dovrebbero essere 5 alla camera (tra i quali Tacconi), forse 6, ma c'è chi sostiene che possano essere addirittura dodici.

Cosa faranno - Ai dissidenti pentastellati si apre un bivio: la costituzione di un gruppo autonomo è l'esito più probabile (servono dieci deputati). E, dando per scontata la loro distanza dal centrodestra, o vanno a dare una mano a Renzi al Senato, oppure virano su Civati e quel nuovo centrosinistra che vuole costruire. I pizzini tra Renzi e Di Maio immortalati ieri a Montecitorio dimostrano la volontà del premier di pescare consensi tra i senatori grillini. Ma quello scouting lanciato qualche tempo fa da Civati sui grillini oggi più che mai torna attuale. Pippo l'ha detto chiaramente: "Matteo hai sbagliato tutto". Lui e altri senatori Pd, almeno 6 vorrebbero andare per conto loro e spostare il baricentro del nuovo centrosinistra verso Nichi Vendola. A questo punto dieci senatori grillini farebbero comodo a Civati per dare consistenza al suo gruppo di palazzo Madama. Una cosa è certa il caos dei cinque stelle avrà conseguenze anche nel Pd e nella maggioranza che sostiene Renzi. Nel Movimento, c'è chi parla di grande macchinazione, spiegando che la cacciata dei quattro senatori verrebbe usata da altri parlamentari per uscire dai gruppi grillini e prendersi così tutto lo stipendio da parlamentari.

 La furia di Grillo - "Si terranno tutto lo stipendio, 20.000 euro al mese fanno comodo", scrive lo stesso Grillo sul suo blog. Ivan Catalano scrive che "La superficialità con cui si usa la motivazione dei soldi, che è argomento unico e principale, nei discorsi dei colleghi parlamentari, denota il voler tenere sotto il tappeto le reali critiche che ci sono e che vengono palesate". Walter Rizzetto sintetizza: "Beppe, 20mila euro? Informati sulle buste paga almeno. Guarda i rendiconto dei 4 e di altri. Metterla solo sui soldi è la vera cazzata". 

"Ce ne andiamo" - Insomma la tensione in casa Grillo è alle stelle. "Io con questa roba non ho nulla a che fare, voglio andarmene da questa follia", sbotta un senatore, gli occhi lucidi. "Un minuto dopo la ratifica dell'espulsione ci dimettiamo, questa schifezza è un Soviet, non il Movimento che abbiamo conosciuto".

 

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  • avvfalaz

    03 Marzo 2014 - 19:07

    Scusare, ma non era tutto prevedibile?

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  • agosman

    27 Febbraio 2014 - 10:10

    Alle scorse elezioni nessuno conosceva questi personaggi e la gente (molta gente) li ha votati perché stanca dell'inconcludenza dei partiti verso i quali nutriva per esasperazione un sentimento di disprezzo. Basti pensare che il PDL ha perso circa 6.500.000 voti mentre il PD ne ha persi circa 3.500.000. Ora si è capito che la stragrande maggioranza di questi eletti del M5S, con qualche eccezione, non sono che dei sinistroidi. La stragrande maggioranza di loro sono intellettualmente onesti e credono nel verbo di Grillo ma una esigua minoranza a mio avviso sono sinistroidi presuntuosi. Ora, prima delle elezioni è stato redatto un codice di comportamento degli eletti del M5S che prevede tassativamente ciò che gli eletti stessi devono rispettare e che i candidati hanno sottoscritto, per il rispetto dovuto a chi li avrebbe votati in blocco dato che non c'è voto di preferenza. Se quelle regole non gli garbavano declinavano la candidatura. E' tutta una questione di regole, dov'è lo scandalo?

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  • enniosan

    27 Febbraio 2014 - 09:09

    Se si trattasse di gente coerente, dovrebbe dare le dimissioni dal mandato parlamentare. Rimanere in carica e formare un gruppo che sarà in antitesi con le idee del Movimento, dimostra chiaramente che le loro intenzioni, sin dall'inizio, erano diverse, e che alla prima occasione le hanno prese al volo. Stipendio intero e......Senza Beppe e il Movimento, starebbero ancora sognando di essere qualcuno.

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  • Napolionesta

    27 Febbraio 2014 - 09:09

    E`sempre la solita musica,l`importante e ` rimanere in politica e continuare a parassitare.

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