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I conti del Cav

Berlusconi: "Matteo fa fuori più rossi di me"

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

L’idillio continua. La passione per Matteo Renzi non cala, ad Arcore, neppure dopo i primi discutibili passi del nuovo presidente del Consiglio. Il sentimento berlusconiano sta tutto in una battuta che Silvio ha affidato ai dirigenti liguri di Forza Italia, ricevuti a cena martedì sera a Villa San Martino: «Ha fatto fuori più comunisti Renzi in due mesi che io in vent’anni di politica...».
In effetti. Matteo, sostiene il Cavaliere, è di «un’altra pasta», non appartiene alla genealogia del Pci, è «uno di cui fidarsi. E io mi fido. Manterrà la parola sulla legge elettorale e le riforme». Berlusconi, nel distribuire le cariche regionali ai liguri, li ha messi in guardia sul da farsi: «Preparatevi, perché andremo a votare presto, prima di quanto si dica», alimentando il retropensiero che tra i due, Renzi e Berlusconi, ci sia un accordo in tal senso: legge elettorale e urne entro l’anno.
Semmai le preoccupazioni dell’ex premier sono altre. I conti di Forza Italia. Lui, soldi, non ne vuole più mettere. Il fundraising - piange il Cav - non decolla perché la responsabile Daniela Santanchè «ha fatto un passo indietro per alcuni contrasti». Rimangono da spremere i parlamentari. E ci sta già pensando Sandro Bondi. L’amministratore nazionale di Fi, la scorsa settimana, ha spedito tre diverse tipologie di lettere a seconda della «morosità» del destinatario.

«Caro amico/a», riporta l’Agenzia Italia, «dalla verifica che abbiamo effettuato sulla base dei versamenti previsti per ogni parlamentare, risulta che il credito nei tuoi confronti da parte del nostro movimento è ammonta a euro...». In alcuni casi, si tratta di vere e proprie cartelle esattoriali modello Equitalia. Specie per quei deputati e senatori che hanno «dimenticato» di versare, oltre alla quota mensile (circa 900 euro), l’obolo per la candidatura nella lista bloccata: 25 mila euro. Finora Silvio è stato magnanimo, ha sempre compensato di tasca sua e ha chiuso entrambi gli occhi sui fedelissimi, anche quelli della prima ora, che non hanno mai collaborato alle spese del partito. Ma d’ora in poi la regola sarà tassativa: niente candidatura per chi non è in regola con i pagamenti. E questo è un motivo di malessere ulteriore per un partito che ha sempre fatto leva sull’ampia disponibilità economica del capo. Ciò si aggiunge alle incomprensioni politiche. Al fatto che Forza Italia, partito ufficialmente all’opposizione, continua a rimanere spiazzata di fronte all’innamoramento del leader per il presidente del Consiglio.

Ieri, a Montecitorio, gli azzurri hanno provato il blitz sulla legge elettorale. Hanno chiesto di accelerare l’esame dell’Italicum alla Camera. Un modo per capire le reali intenzioni di Matteo Renzi: il premier vuole rispettare i tempi che si è dato (riforma entro febbraio) o sta facendo il doppio gioco con quelli del Nuovo centrodestra. La risposta non è arrivata. In conferenza dei capigruppo, Renato Brunetta si è ritrovato solo nel chiedere l’inversione dell’ordine del giorno, gli altri hanno rinviato la questione a oggi. «Renzi aveva detto che la legge elettorale si poteva approvare entro febbraio», si è lamentato Brunetta, «è il primo impegno al quale il premier viene meno».

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Commenti all'articolo

  • alejob

    16 Settembre 2014 - 18:06

    Fanculo CAV, non guardare quello che fa il grullo, pensa a casa tua, al tuo partito. Cerca di fare e dire cose serie su come governare questo paese e uscire da questo enpass. Ma ultimamente credo tu sia su un binario sbagliato, non fai politica per aiutare gli Italiani, ma per orgoglio di esserci ancora dentro, cosi ti senti ancora giovane di corpo, ma con IDEE VECCHIE per governare un paese

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  • filippoIV

    27 Febbraio 2014 - 18:06

    Registro che questa ( se è vero che l'ha detto!?) è la senda importante affermazione. La prima fondamentale è stata questa: " ho fallito la rivoluzione liberale"; poi però ha aggiunto: la colpa è di Fini, di Casini dell'11 settembre, della Befana e Babbo Natale. Se ha cominciato a valutare il suo ventennio è bene che se la tenga per se, altrimenti i famosi sette o nove milioni di infatuati lo dovrebbero andare a prendere a casa.

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  • 27 Febbraio 2014 - 14:02

    Sempre il meglio, il grande Bunga Bunga, e allora perché non fare una santa alleanza (anti LADRI!!!) con il pischiello Fiorentino per chiudere COATTAMENTE IL REGIME COOP 47.

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  • stellalpina

    27 Febbraio 2014 - 10:10

    Rimane Putin. Ma fa niente. Uno mica è pregiudicato per caso

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